Castellabate, l’asta dei vini alla vineria Il Chiostro per l’associazione Amici di Carlo Fulvio Velardi

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Da sinistra Roberto Velardi, Luciano Pignataro. Gianfranco Nappi e Ferdinando Cappuccio

di Diodato Buonora

Era un po’ di tempo che non “salivo” a Castellabate, unico paese del Cilento che fa parte del club “I borghi più belli d’Italia”. L’occasione mi è stata data dall’organizzazione della seconda edizione “L’Asta dei Vini”, che si è tenuta presso la vineria “Il Chiostro”. Per arrivarci è stato molto più facile del previsto, difatti, a Castellabate, nonostante la grande affluenza di turisti, non ho avuto nessun problema per parcheggiare, proprio nei pressi dell’isola pedonale che immette nel caratteristico e curato centro storico.

Una bella e salutare passeggiata e si arriva alla vineria che è aperta da poco più di un anno. Ci troviamo in un ambiente di grande fascino, un antico chiostro quattrocentesco posto a fianco del Duomo di Castellabate. Qui, si promuovono una serie di manifestazioni culturali e gastronomiche, nel corso delle quali si possono assaggiare tutte le eccellenze enogastronomiche del Cilento e un’ampia selezione dei migliori prodotti campani. Come di consuetudine, sono arrivato in anticipo e per deformazione professionale mi sono guardato intorno.

Ho notato la presenza di quasi tutti i vini cilentani, un’esposizione di salumi, formaggi e prodotti tipici di grande spessore e qualità. Per esempio ci sono i formaggi ottenuti con il latte nobile dell’Appennino Campano, che proviene da bovine di piccole aziende di montagna e sono allevate unicamente con erba e foraggi secchi, in pratica il sapore del latte di una volta. A gestire il posto troviamo Gianfranco Nappi, ex assessore all’Agricoltura della Regione Campania.

Mi è bastato lo scambio di poche battute per capire la sua passione e la grande conoscenza gastronomica per i prodotti di qualità. “L’Asta dei Vini” che si è tenuta al Chiostro, è stata fatta per la prima volta lo scorso anno. E’ nata dall’amicizia di Gianfranco Nappi con Roberto Velardi che, insieme alla moglie Annamaria, hanno voluto creare l’associazione onlus “Amici di Carlo Fulvio Velardi”. Questo perché i coniugi Velardi, tre anni fa persero il figlio di 14 anni in un terribile incidente, da allora si occupano attivamente di un gruppo di minorenni in difficoltà.

L’asta è stata promossa con la collaborazione dell’Enoteca Provinciale di Salerno ed ha avuto come battitore Luciano Pignataro, uno dei giornalisti enogastronomici più conosciuti in Italia. La serata è stata introdotta da Gianfranco Nappi e Roberto Velardi ed è continuata con Luciano Pignataro assistito da Ferdinando Cappuccio, presidente dell’Enoteca Provinciale. I due hanno mostrato grande capacità  e sono riusciti ad ottenere oltre 1.500 euro che sono andati interamente all’associazione “Amici di Carlo Fulvio Velardi Onlus”.

I vini battuti all’asta sono stati messi a disposizione dalle aziende. Per la cronaca, ci sono state 11 “battute”: la prima era composta da un lotto di due vini della San Salvatore, si trattava di un Joi, spumante millesimato metodo classico, e di un Gillo Dorfles 2010, un aglianico Paestum Igp prodotto in omaggio al famoso artista ultracentenario. Questo vino annualmente viene proposto con un’etichetta diversa disegnata appunto da Dorfles. Il lotto è stato aggiudicato per 125 euro.

A seguire un lotto di 3 Aglianico cilentani: Botti 2011, Corsaro Polito 2007 e Salvatore Magnoni 2010, che è stato battuto a 140 euro.

Poi, per 130 euro, con la presenza dei gentilissimi produttori Ida e Mario Corrado, è stata assegnata la numero 500 delle 870 bottiglie di Ficonera, piedirosso dell’Azienda Sangiovanni.

Si è continuato con il Fiorduva 2011 di Marisa Cuomo battuto a 105 euro.

Poi, è stata battuta un’entusiasmante Naima 2000 di De Conciliis, presa a 125 euro. In seguito, per 140 euro è stato aggiudicato il Poliphemo 2007, il Taurasi di Luigi Tecce che è uno dei più quotati in questo momento. Mila Vuolo ha offerto un magnum di Aglianico 2010, che è stato preparato con un’etichetta apposta per l’evento che è stato aggiudicato a 210 euro.

Ottavo lotto: un magnum di Nakes 2005 (800 bottiglie prodotte) e una bottiglia di Nakes 2010 (1000 bottiglie), il cru di aglianico della Casa Vinicola Cuomo – I Vini del Cavaliere di Capaccio che è stato battuto a 130 euro.

Invece, un magnum di Kratos 2011 di Luigi Maffini è stato aggiudicato a 150 euro e successivamente per un magnum di Copersito 2008, l’aglianico di Casebianche, sono state necessarie 130 euro.

Ultimo lotto è stato un bellissimo 3 litri di Proclamo Riserva 2007 dell’azienda Marino di Agropoli che è stato aggiudicato per 150 euro. L’obiettivo che si sono prefissi gli organizzatori è quello di raggiungere il prossimo anno almeno 2000 euro. Sicuramente ci riusciranno perché le persone che si sono aggiudicate le bottiglie sanno bene che hanno spesi i loro soldi per un gesto molto nobile. Complimenti agli organizzatori e a chi si è aggiudicato i lotti.

 

Diodato Buonora