di Michela Guadagno

Giornata calda, anche in cantina: da sinistra Marina Alaimo, Maristella Di Martino e Giulia Cannada Bartoli
Dal Concorso Enologico alle Piccole Vigne
Castelvenere 28 agosto, non solo “Piccole Vigne”; o meglio anche, ma soprattutto il piacere dell’occasione di ritrovarsi in gruppo. L’occasione è la 32sima edizione della Festa del Vino, voluta e sostenuta dalla Pro Loco e dal Comune più vitato della Campania, e mi piace fare un gioco di parole, anche vitale aggiungo.
Sannio da Scoprire: Coda di Volpe, Piedirosso e Barbera
Si respira aria di festa già dalla mattina, alle 10 l’appuntamento è per la seconda edizione del concorso “Sannio da scoprire”, Pasquale Carlo giornalista e presidente della Pro Loco ci dà il benvenuto e le istruzioni sul concorso che vede in esame le produzioni di Coda di Volpe, Piedirosso e Barbera del Sannio delle doc della zona, Sannio, Taburno e S.Agata dei Goti, e dell’igt Beneventano, in degustazione bendata sottoposta alle due commissioni della giuria composte da giornalisti enogastronomi, blogger, produttrici e sommelier, e presieduta da Pasquale Brillante delegato Ais Comuni Vesuviani. I vini vanno giudicati preferibilmente valorizzandone la tipicità, partiamo dai Piedirosso, campioni interessanti al colore e al naso, tannini e acidità nervose, scattanti; poi le Coda di Volpe, maggiori acidità nel Sannio, nel Taburno più sapidità, nasi balsamici e verdi, qualche nota fumè; le Barbera del Sannio, autoctone di qui, campioni dalle differenze nette, bocca fresca pulita e qualche nuance di tostato in alcuni casi, corrette. I risultati finali ufficializzati nel corso dell’ultima giornata della manifestazione, domenica.
Quattro volti della Falanghina al Kresios

Enzo Mercurio durante la degustazione sperimentale della Falanghina. A destra, Emanuela Russo di Cantina degli Astroni (Foto di Giulia Cannada Bartoli)
Il secondo appuntamento è al ristorante Kresios di Giuseppe Iannotti, l’attesa degustazione di Vincenzo Mercurio sul progetto di quattro Falanghine coltivate e vinificate nel comune di Ponte in un comprensorio di 1 solo km quadrato, espressione dell’eterogeneità del suolo, prendono i nomi dei quattro elementi naturali Aria, Acqua, Terra, Fuoco, più fluide e aeree le prime due, e più ricche di materia e frutto le altre due. Bevute poi sui piatti della cucina di Giuseppe, baccalà Islandese a vapore e carrè di maialino, e che ha ideato un menu appositamente per la manifestazione, da gustare poi in serata nella piazzetta antistante con le suggestioni di tavoli apparecchiati di bianco e accompagnati dal sottofondo di note di un pianoforte a coda.
Fattoria La Rivolta, visita a sorpresa
Nel pomeriggio dopo pranzo una scappata lampo a Fattoria La Rivolta di Torrecuso, a visitare l’elegante country-house La Vigna voluta da Paolo Cotroneo per l’accoglienza degli ospiti, e un giro per la nuova sistemazione della cantina; momenti personali mi affezionano a questa azienda di famiglia che Paolo ha rilanciato alla fine degli anni ’90, la passione da farmacista trasmessa in vigna e nei suoi vini.
La verticale di Contrade di Taurasi

Mauro Erro introduce la degustazione del Taurasi sotto il pergolato in ceramica dedicato alle uve di fronte al Municipio (Foto di Adele Chiagano)
Ed eccoci al clou, il primo Festival meridionale delle piccole vigne, Grandi vini da piccole vigne è il titolo della rassegna e dell’idea di Luciano Pignataro e Mauro Erro di coinvolgere i produttori del sud Italia in un banco d’assaggio delle produzioni da pochi ettari di terreno e dalle risorse ambientali a volte non proprio facilitate, e lo slogan per un bere differente. A ciò precede la verticale del Taurasi di Cantine Lonardo Contrade di Taurasi, 6 annate dal 2005 alla ’98, spiegate e raccontate sul campo da Maurizio De Simone e istruite nella degustazione guidata di Tommaso Luongo, delegato Ais Napoli presentati da Mauro Erro.
Vini sinceri, schietti, espressivi di Taurasi e del Taurasi, con pochissimo se non nullo intervento umano; nasi di prugne, ciliegie croccanti nelle prime annate, poi complessità e speziature più evidenti nelle annate più avanti nel tempo, vivacità di colori e sorprendentemente agrumati d’arancia rossa i bicchieri più anziani: un vino che affascina è il giudizio condiviso da Luciano e da Pasquale Porcelli; da Paolo De Cristoforo che pone l’accento sul tema della diversità che dà spazio a quei produttori che hanno timidezza; da Alberto Capasso che vede l’incidenza del tempo come marcia in più in un puzzle completo; infine la chiusura di Sandro Lonardo che invita a completare il ciclo virtuoso del vino consumandolo.
La festa in piazza con Piccole Vigne
La giornata termina, si fa per dire, in piazza dove oltre 400 visitatori hanno degustato i vini delle aziende delle Piccole Vigne e quelli delle cantine castelveneresi. Atmosfera rilassata, il caldo purtroppo non ha dato tregua neanche di sera, ma l’atmosfera è stata magica e rilassata per tutti. In tanti abbiamo provato vini non facili da reperire e una realtà ancora poco conosciuta.
E già, felice occasione di ritrovarsi a Castevenere comune vitato e vitale.
















