Cava de’ Tirreni, ristorante Meno Due

Letture: 63

IL RISTORANTE CON QUESTA GESTIONE HA CHIUSO, FEBBRAIO 2011

Via Balzico, 26
Tel. 089 466848 – cell. 3284645532
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso il lunedi

Il centro storico di Cava dei Tirreni, con i suoi antichi portici, le stradine, i vicoli ben tenuti e i molti esercizi commerciali di tradizione, continua ad essere una eccezione di questa fetta della provincia di Salerno. Pochi sono infatti i centri abitati che hanno sviluppato una così marcata identità che si sia tradotta poi in una consolidata cultura civica. E anche sul fronte dell’enogastronomia la cittadina è stata abbastanza operosa e vivace, soprattutto durante gli anni Ottanta, quando diversi locali ristrutturati con gusto cominciarono a proporre i primi accostamenti di cibo e musica della provincia e poi, con la Taverna Scacciaventi dove ha preso piede l’idea della trattoria curata nei particolari e decisa nell’offerta dei vini.

E finalmente oggi, dopo qualche anno di sonnolenta routine, si può di nuovo guardare con attenzione a questo settore grazie innanzitutto al genio di Rocco Iannone che con il suo Pappacarbone, dopo anni di prestigiose preregrinazioni, proprio a Cava ha deciso di fermarsi a sperimentare e inventare piatti favolosi con gli ingredienti della sua terra. Circa un anno e mezzo fa, a due passi dal Duomo, il giovane Antonio Galbini ha aperto la sua vineria nel vicolo che secoli addietro serviva per conservare la neve (dove – da qui il nome – la temperatura scendeva infatti sotto lo zero). Un locale molto accogliente e ben curato che funziona di sera come wine bar, con una proposta di stuzzichini, salumi e formaggi e una lista di vini nazionali, sia al bicchiere che in bottiglia, di circa 100 etichette. Per il pranzo e la cena ai tavoli, i coperti sono trenta, un’atmosfera intima e raccolta, riscaldata dal legno e dalle luci soffuse.

Il menù è ben esposto fuori, ma dentro sarà Antonio a proporvi a voce quello degustazione (che cambia di giorno in giorno, a seconda del mercato e della testa dello chef, a 25 euro) oppure i piatti alla carta. Gli antipasti sono sia freddi, come il tortino millefoglie di melanzane, prosciutto crudo e formaggio piccante oppure caldi, come lo spiedino di zucchine e alici, molto buono, deciso e delicato al tempo stesso. I primi propongono pasta fatta a mano come i malfatti con fiori di zucca e cozze oppure le mezze maniche con la “genovese di zucchine”: una crema di cipolle ingentilita dalle zucchine e riequilibrata da un pomorino fresco. I secondi sono sia di carne che di pesce e c’è una bella offerta di dessert, prevalentemente a base di ricotta, tutti prodotti in proprio. Lo sguardo dello chef, si capisce, è rivolto al Mediterraneo, ai suoi sapori e alle spezie, alle erbe. Forse però deve puntare in maniera più decisa su quella fetta di mare e di terra più nostra, quella tirrenica. Proprio come per i vini, la Campania permette di costruire offerta di qualità e una identità tali da non dover inutilmente ricorrere a prodotti e sapori che non ci appartengono: un Asprinio frizzante è molto meglio di un Prosecco.

Come arrivare. Uscire sulla Salerno-Napoli a Cava de’ Tirreni. Il locale è in una traversina vicino il Duomo.