Ceci e pennerelli: minestra di ceci, carne di manzo, alloro e rosmarino

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ceci e pennarelli

Ancora una ricerca di Arcangelo Dandini sulle tracce della cucina storica romana. Ecco un piatto classico.

 

Per 4 persone

300 gr di ceci di Valentano, 300 gr di straccetti di pezza di manzo, 50 gr di passata di pomodoro, 2 foglie di alloro, 1 spicchio di aglio rosso, 1 rametto di rosmarino, olio evo, 2 prese di sale.

 

Arcangelo Dandini

 Procedimento

La sera prima mettere a bagno i ceci in acqua fredda insieme a l’aglio scamiciato e 2 foglie di alloro. Il giorno della preparazione, scolare i ceci e tenere da parte la laoro acqua di preparazione. In una pentola adatta a fare il brodo, ungere il fondo con un filo d’olio, insaporire con il rosmarino, poi porre la cipolla tritata finemente e far sudare. Aggiungere la carne e rimestare brevemente con un cucchiaio di legno per scottarla in modo uniforme, unire i ceci, filtrare l’acqua di vegetazione tenuta da parte ed aggiungerla al soffritto. Al primo bollore aggiungere la passata di pomodoro e fr bollire a fuoco minimo per 3 ore senz amai mescolare.
La carne e i ceci dovranno risultare stracotti  e la minestra dovra’ essere molto densa.
Se durante la cottura la preparazione dovesse restringersi troppo, aggiungere dell’acqua bollente per non fermare la cottura.
 Ricette tratte da: Memoria a Mozzichi di Arcangelo Dandini e Betta Bertozzi, Aliberti editore.

4 commenti

  • Stefania Ugatti

    (9 marzo 2012 - 14:15)

    Buona!!!

  • renato

    (9 marzo 2012 - 18:19)

    Apparentemente semplice,ma molto interessante.E si avvicina il periodo migliore per i carciofi….

    • Arcangelo Dandini

      (9 marzo 2012 - 19:39)

      La cucina ebraica e’ la sintesi dell’equilibrio tra i pochissimi elementi che permettono di esere manipolati per motivi di religione e” ragione di stato”. Gli ebrei del ghetto si sono dovuti inventare una cucina semplice, perche’ oltre ad avere le loro, giuste,limitazioni casher, nell’anno di grazia 1555 ci si’ e’ messo anche un papa, papa pio quarto, attraverso la sua bolla : cun nimis absurdum a dare direttive su ‘ cio ‘ che cosa fosse giusto ed opportuno mangiare o no. Ecco perche’ la penuria di certi pesci e la totale mancanza di carni o meglio di tagli di carni nobili sulle tavole degli ebrei romani.
      Quello che non e’ mai mancato e’ la fantasia e la bellezza di certe interpretazioni sulle verdure, sui pesci poveri, sugli scarti di carne ( il quinto quarto)… Alla prossima:-)

      • renato

        (10 marzo 2012 - 07:51)

        ci conto!

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