Centotrenta 1999 Taurasi riserva docg


Centotrenta 1999 Taurasi riserva docg

Tranquillizzante. Se sei cresciuto con i vecchi Taurasi firmati da Antonio Mastroberardino. Spiazzante, se hai maturato la passione per il vino nell’era dei Supertuscans e dei rossi concentrati. In una parola: classico. Si chiama Centotrenta ed è l’ultima riserva, la grande annata 1999, interpretata con lo stile inconfondibile della casa di Atripalda che festeggia così quel numero, gli anni trascorsi dalla prima iscrizione ufficiale alla Camera di Commercio di Avellino. In etichetta i volti di tre persone capaci di cambiare la storia del vini irpino e campano: Angelo Mastroberardino (1850-1914) che nel 1878 curò l’iscrizione dell’azienda nel registro delle imprese e avviò le attività di esportazione fondando una società di spedizioni a Roma. Michele Mastroberardino (1886-1945), il pioniere capace di portare il vino della famiglia in tutto il mondo. E infine Antonio, Cavaliere del Lavoro, il papà di Piero, che ha svolto un ruolo fondamentale a partire dal Dopoguerra per il mantenimento dei vitigni autoctoni, promuovendo le tre doc irpine su cui poi l’intero sistema si è poggiato, cioè Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino. La riserva 1999 è uscita in un momento particolare, in cui l’azienda fa un salto di qualità molto importante: c’è un altro cuore che batte oltre a quello della storica sede di Atripalda. A Mirabella Eclano, l’antica Eclanum fiorita sull’Appia come altre città ai tempi dell’impero romano, è infatti entrato a regime il Radici Resort: 60 ettari con 14 stanze, piscina, sala convegni, ristorante, campo di golf. Un nuovo modo di interpretare il territorio dopo aver portato le sue bottiglie in tutto il mondo. Ai fornelli c’è il giovane Francesco Spagnuolo, ad Avellino aveva aperto Il Patriota, capace di proporre una cucina semplice e lineare. Come il Centotrenta: colore rubino con unghia arancione tipica del Taurasi di una volta, equilibrio olfattivo al naso e in bocca, attacco morbido ma persistente, sostenuto da una sostenuta acidità capace di abbinarsi ai piatti di carne più strutturati come ai pecorini di Bagnoli Irpino stagionati a lungo. Questo Taurasi conferma la grandezza dell’Aglianico, non solo la sua capacità di attraversare il tempo molto facilmente, ma anche di crescere e migliorare sino a rappresentare un investimento sicuro per gli appassionati come pochi vino possono fare. Molto importante la politica dei prezzi: il Centotrenta esce sui 17 euro franco cantina, un affare se confrontato con il listino di altri Taurasi privi di una storia così lunga e senza un marchio affermato sul mercato. Ed è questo il primo segreto di un successo lungo almeno centotrent’anni.