Cerreto Sannita, Sannio. Il pozzo dei desideri

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Via Michele Ungaro, 122
Telefono 0824.816050
Aperto anche a pranzo. Chiuso il mercoledì
Ferie quindici giorni nel periodo invernale

In questo grazioso ristorante, situato proprio nel centro di Cerreto Sannita (a due passi dalla chiesa di San Martino) ci siamo tornati ben tre volte in un breve intervallo di tempo. In ogni occasione abbiamo provato qualcosa di diverso. Sempre con lo stesso risultato: tutto ben cucinato e accurata scelta delle materie prime. Forse la cosa che ci ha sorpreso di più (in positivo) è stata la pizza, ottima sia nella versione “semplice” della ‘Margherita’ che in quella più “strutturata” della ‘Bufalina’, con pomodorini freschi e mozzarella di bufala. I prodotti caseari arrivano da un laboratorio (‘La mozzarella d’oro’, che raccoglie un po’ tutto il latte che si produce nelle realtà dell’alto bacino del Titerno) che sorge a poche decine di metri di distanza. Così come la carne, con i pezzi migliori prelevati dalle locali macellerie (a Cerreto se ne contano diverse, tutte di prima scelta).
Ci stupisce l’età del pizzaiolo Giovanni, da poco ha compiuto diciotto primavere e fa pizze da quando aveva quattordici anni. Quando si dice la passione. In cucina c’è Michele, di origini castelpotesi (nel Fortore). In sala a dirigere è la giovanissima moglie Grazia. Tre giovani con tanta voglia di fare. Ed il risultato si avverte subito al palato. Le paste, quasi tutte tirate a mano, vengono condite soprattutto con quello che propone il sottobosco. Interessanti i secondi di carne. Da provare assolutamente è la costata alla griglia: ci viene servita tipo “tagliata”, condita con ottimo extravergine di racioppella prodotto dall’Olivicola del Titerno. Stuzzicante anche la proposta dell’agnello, una consuetudine nei menù della zona che non sempre, però, soddisfa appieno. Ad iniziare, invece, un ampio tagliere di salumi e formaggi con le verdure grigliate accompagnati dall’ottima focaccia alle erbe aromatiche. Una piccola delusione arriva sui dolci, in due occasioni su tre siamo rimasti purtroppo senza.
Da migliorare certamente è la carta dei vini, con il consiglio di puntare quasi esclusivamente sulle etichette sannite. Va annotato, però, l’onestissimo ricarico. Altro segnale positivo per questo locale che cura discretamente anche la scelta dei bicchieri (e da queste parti non è poco). A fare il resto sono le suggestive volte che ci circondano: il locale è stato ricavato al pian terreno di una struttura settecentesca che fino a non molto tempo addietro accoglieva un frantoio (ancora visibile il pozzo che ne ha ispirato il nome). Certamente una delle migliori soste gastronomiche in cui ci si può imbattere durante la visita della cittadina famosa per la produzione ceramica ed il particolare tessuto urbanistico. Sui 25 euro.

Pasquale Carlo