Cesanese, il laziale autoctono

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24 aprile 2003

Roberto Mazzer è al lavoro a Capri con la Vinicola Tiberio, nel Sannio da Corte Normanna e da De Lucia. Lo ritroviamo in Ciociaria, sempre alle prese con vitigni autoctoni come il Cesanese di Affile, il Cesanese Comune o il trebbiano romano dal quale ricava la Passerina del Frusinate. Sì perché ad Acuto non c’è solo uno dei migliori ristoranti d’Italia, il riferimento alle Colline Ciociare di Salvatore Tasso è scontato, ma anche una delle cantine emergenti del Lazio, regione stordita dai fiaschi di Frascati e da sempliciotti avventori di osteria, ora in grande rispresa.
Meglio che in Campania, ad esempio, è la solidarietà dei produttori con l’associazione Vigne del Lazio presieduta da Antonio Santarelli, titolare di Casale del Giglio.
Un altro personaggio che sta facendo grande Acuto è Paolo Perinelli che ha ripreso l’antica azienda di famiglia fondata nel 1929 ed ha lanciato vino di grande pregio da vitigni poveri e sinora pochissimo considerati. Parliamo appunto del Cesanese del Piglio Torre del Piano, il Cesanese del Piglio Casale della Ioria e la Passerina del Frusinate. L’azienda è Casale della Ioria (piazza Regina Margherita. 1 Tel.0775-56031).
Ad una manciata di chilometri c’è Colacicchi (Località Romagnano, telefono 06.4469661) che si presenta con il Torre Ercolana e il Romagnano Rosso. E ancora non lontano, ad Atina, Giovanni Palombo sfiora i tre bicchieri con il Colle della Torre. Una filosofia completamente opposta, ché le uve di questo rosso sono in prevalenza merlot, un vitigno per tutte le stagioni verrebbe da dire, ma che sicuramente esprime sempre il meglio nel bicchiere. Una filosofia aziendale confermata poi dall’Atina Cabernet, altro due bicchieri sull’ultima guida di Slow Food-Gambero Rosso.
Tre proposte diverse dunque, un Bignami della grande querelle che divide, ma alla fine nemmeno troppo, l’Italia tra i vitigni autoctoni e quelli internazionali.
Di una cosa siamo alla fine sicuri: imboccare una sola delle due strade, per qualsiasi territorio, è sicuramente un grande errore.