Chef stellati e stelle fuori fuoco. Sottotitolo: non di sole acrobazie si nutre l’uomo

26/6/2017 4.7 MILA
Ravenna, Mausoleo di Galla Placidia, cielo stellato
Ravenna, Mausoleo di Galla Placidia, cielo stellato

di Marco Galetti

Ci sono stelle e stelle fuori fuoco, ci sono cuochi che brillano di luce interiore anche se sulle pagine della guida per eccellenza e delle eccellenze, il loro nome nero su bianco su copertina rossa non c’è.

Molti non hanno l’opportunità di poter esprimere il proprio potenziale, o non hanno il contesto adatto per esprimerlo, o hanno davanti qualcuno più bravo e restano in ombra, a Ferragosto può essere un vantaggio.

Altri hanno sbagliato contesto, la ristorazione che è il loro quotidiano non è il loro pane.

Poi ci sono le stelle cadenti che hanno perso le motivazioni, oppure sono i clienti che hanno perso il concetto di ristorazione e inseguono stelle artificiali pensando che la cometa sia fuori moda.

Alcuni il potenziale lo esprimono in privato, condividendolo con parsimonia, eppure le loro preparazioni potrebbero essere sulla bocca di tutti pronte per essere degustate, mentre ora, molto spesso, sulla bocca di tutti ci sono concetti vuoti come i piatti che contengono solo un’idea incomprensibile ai più.

C’è il cuoco che deve fare la pasta al pesto per 3000 persone in un ristorante aziendale nella pausa pranzo, senza un pesto decente e senza trofie.

C’è il cuoco all’ombra del forno, in una semplice pizzeria di periferia dove tutti ordinano pizze, che pur non avendo a disposizione Latini, Mancini, Felicetti o Benedetto Cavalieri, prepara grandi piatti di spaghetti che per aspetto, profumo, gusto, consistenza, cottura e temperatura di servizio, se la potrebbero giocare tranquillamente con i grandi delle parole ma non sempre delle padelle.

C’è un anonimo baracchino da rosticceria travestito, a Carnevale lontano e a Cous Cous fest vicino, il mare turchese di San Vito lo Capo ad un passo, lì ho mangiato il calamaro più buono di sempre.

C’è un bed and breakfast a Weißensee, il lago alpino balneabile più alto d’Europa, gestito da una signora alla quale dovrebbero dare un premio per la miglior colazione dell’anno, mentre in alcuni grandi alberghi di montagna servono un breakfast standardizzato e mediocre, altro che latte appena munto…

C’è, tra i tavoli di una chiassosa birreria una gradevole e bravissima ragazza di sala, costretta ad ascoltare avances che farebbero passare la voglia di lavorare a chiunque, invece lei insiste, senza contestare, adottando un atteggiamento fuori contesto che meriterebbe sicuramente un contesto diverso.

C’è, stella tra le stelle, Stella, l’appassionata di matematica dotata di luce propria, in ombra faceva dei numeri primi, indivisibili acrobazie, aveva il fuoco dentro e attorno, ma era fidanzata con un altro.

C’è una vecchia trattoria, a gestione familiare, in sala il figlio si muove con garbo e disinvoltura, ha grandi conoscenze di enogastronomia e grande voglia di crescere, nonostante sia già ben oltre la linea di mediana dove si barcamenano gli addetti all’accoglienza di molti locali in vista, forse per una svista…

C’è il cuoco che non sbaglia un risotto, si muove lontano dai riflettori e dalle luci se non da quelle del pass, potrebbe sfidare a singolar tenzone grossi calibri del chicco che inganna eliminandone molti in una sfida secca, al chicco bisogna avvicinarsi con amore e rispetto, senza spavalderia, lui lo sa…

C’è un contadino che conosco che nella sua azienda agricola ha anche un punto vendita per l’acquisto di frutta e verdura a chilometro zero, oltre a questo, consente ai suoi clienti di poter andare a cogliere personalmente i prodotti nei campi che, in questo caso, verranno a costare solo un euro al chilo, a proposito, vi devo salutare, forse riesco a trovare ancora dei piselli, sono talmente teneri che l’ultima principessa che li ha provati pare abbia dormito sonni tranquilli tra due guanciali di Amatrice…

Se si guarda in alto, se è notte è meglio, in città si vede solo qualche stella, ma se ci si sposta al buio se ne vedono tante, piccole, che fanno una bella luce, eppure ad uno sguardo superficiale, non sembrano nemmeno esistere…poi, ci sono quelli che, come l’amico dal cuore grande, hanno adottato due bambini, se guardi in cielo, tra le stelle, non li vedi, anche se guardi bene e sei completamente al buio in una notte stellata…ma è giusto così, quelli sono di un altro pianeta.

 

8 commenti

    Francesco Mondelli

    (26 giugno 2017 - 10:23)

    Dal mio balcone rivolto ad oriente al fresco della notte guardo le stelle a frotte nonché Stella (Cilento)che con le sue lucine sparse fa intravedere la sagoma familiare del monte Stella e nella notte di S.Lorenzo ,se si è fortunati, anche quache stella cadente .A questo punto la mente va a quella di Negroni perché molte sono le tentazioni ,ma in certi ristoranti non ci va più di essere presi per c. FM.

    Marco Galetti

    (26 giugno 2017 - 11:35)

    Si avvicina anche per me la visione delle stelle cilentane, scaldate le vostre bocche da forno a mezzaluna…

    Enrico Malgi

    (26 giugno 2017 - 15:55)

    Stelle, stelline e stelletelle di San Lorenzo e di Natale. Quante stelle ci sono! Marco vedi che io sono pronto ad accoglierti come tu meriti. Anzi, come sai, ho interrotto le mie vacanze di lavoro in Puglia compresi gli affetti familiari apposta per te. Tu sei pronto? Ed allora sciogliamo gli ormeggi e dopo l’Adriatico e lo Jonio veleggiamo per tutto il basso Tirreno, ti va bene così?

    Marco Galetti

    (26 giugno 2017 - 16:36)

    Pensa che io, per una bufala coi baffi, ho interrotto il lavoro…in previsione sono a dieta ferrea, è giusto che tu lo sappia…

    Enrico Malgi

    (27 giugno 2017 - 10:01)

    No, questo non me lo devi fare, perché ho già prenotato i posti in dieci ristoranti territoriali. Almeno la mozzarella la devi mangiare!

    Marco Galetti

    (27 giugno 2017 - 11:05)

    Forse non mi sono spiegato, sono a dieta propedeutica all’attacco frontale alla bufala and so on…

    Enrico Malgi

    (27 giugno 2017 - 16:43)

    Allora va bene così. Vedrai che non ti pentirai. Almeno lo spero…

    Francesco Mondelli

    (28 giugno 2017 - 09:09)

    Nel Cilento c’è un detto:A chillo meglio accattarce nu vestito ca portarlo a u ristorante.Carissimo Enrico fatti un po’ di conti e trai le conseguenze sul “profondo “significato della “dieta preventiva”di Marco .Buona fortuna e se “siete”fortunati negli ultimi giorni spero di essere della partita.FM.

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