Cilento, la Fiera della Frecagnola e la ricetta della crapa vudduta

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Fiera della Frecagnola: la crapa vudduta (capra bollita)

di Maura Ciociano

E’ dal 1400 che a Cannalonga, nel Cilento, si tiene una fiera del bestiame, detta  Fiera della Frecagnola (l’etimo è incerto, pare significhi piccola fiera). La leggenda vuole che il bollito di capra fosse la pietanza più importante della fiera, un tempo detta di Santa Lucia, in cui i pastori dei paesi limitrofi si davano appuntamento per vendere il bestiame. Alla fine, si sacrificava una capra che veniva bollita e mangiata in loco.

Mio malgrado, non ho acquistato nessun capo di bestiame,  né ho assistito a nessun sacrificio, ma non ho potuto fare a meno di partecipare al suo consumo.  In tutte le case del paese e in quelle che vengono chiamate “baracche” si tiene questo rituale.
Quello che riporto di seguito è il menu del pranzo tradizionale. Oggi in realtà nelle baracche durante la fiera è possibile anche degustare altre prelibatezze della cucina del Cilento.

Il primo. Brodo di capra e pane raffermo.

Il secondo. Bollito di capra.

L’altro secondo. Soffritto di capra con il pomodoro.

I dolci. Zeppole e pastorelle


Zuppa di pane raffermo in brodo di capra
Il soffritto di capra


Le pastorelle cilentane

In cucina, solo mani (e palati) forti e decisi. I sapori sono robusti, autentici, veraci, ma allo stesso tempo frutto di una cucina dai tempi lenti, lentissimi, oserei dire biblici ed espressione di una civiltà agricola, rurale, pastorale. Rispecchiano in pieno il carattere del popolo del Cilento montano. Non lo dimentichiamo mai: le caratteristiche di un popolo si riflettono anche e soprattutto nel cibo.
Oggi, la Frecagnola si tiene nella settimana precedente alla seconda domenica di settembre e vanta il numero considerevole di trentamila visitatori.  La manifestazione è molto più di un evento fieristico: è sia una vetrina per gli artigiani e per i produttori del Cilento e sia un luogo perfetto per lo svolgimento di spettacoli folkloristici itineranti ed iniziative culturali.


Ed ecco infine qui di seguito la ricetta simbolo della Fiera.


Bollito di capra (carne re crapa vudduta)

Ingredienti:

Carne di capra (l’animale deve essere intero, di taglia media e di giovane età)

Per il brodo vegetale:

1 gambo di sedano con foglie
3 carote
3 patate
3 pomodori
1 cipolla
olio extravergine di oliva del Cilento
sale qb

Tagliate a pezzi la carne ed eliminate il grasso in eccesso, successivamente ponetela in una capiente casseruola colma di acqua fredda.
Quando l’acqua s’approssima all’ebollizione, raccogliete con una schiumarola il grasso in superficie. Successivamente,  calate in acqua  le verdure tagliate molto grossolanamente. La cottura è lenta, può durare dalle tre alle quattro ore, a seconda della taglia dell’animale. Aggiungete il sale e l’olio extravergine di oliva del Cilento.  La carne deve essere servita con il suo brodo.

Il taglio per il bollito di capra


8 commenti

  • giovanni

    (11 settembre 2011 - 19:28)

    …complimenti all’autrice…un lavoro ottimo che rende pienamente merito ad un evento importante della cultura cilentana!!!

  • antoniosteinbologna

    (11 settembre 2011 - 22:30)

    sembra terribile

  • antoniosteinbologna

    (11 settembre 2011 - 22:43)

    intendevo” la capra vudduta”

  • Pepe

    (12 settembre 2011 - 10:11)

    decisamente da provare, invece!

  • Maura Ciociano

    (12 settembre 2011 - 11:01)

    Antonio, anche io le consiglio di provare questo piatto e di visitare lo splendido borgo di Cannalonga!
    Non resterà deluso!

  • enricobotte

    (12 settembre 2011 - 11:23)

    e anche quest’anno me la sono persa!!!!
    accidenti!!!

    complimenti, bellissimo articolo.

  • marella

    (12 settembre 2011 - 12:37)

    Decisamente da provare per la splendida atmosfera che si vive, è una delle poche manifestazioni che vede d’accordo varie generazioni, chi non gradisce la capra vudduta saprà apprezzare i formaggi e in particlare il cacioricotta (presidio slow food).
    Complimenti al sindaco Tangredi e a tutti coloro che si spendono per valorizzare le tradizioni e al contempo creare occasioni di sviluppo turistico ed economico e grazie anche a chi andando per noi (Maura Ciociano) ci fa rivivere le emozioni della splendiida terra cilentana.

  • Luigia

    (12 settembre 2011 - 15:23)

    Complimenti Maura, gran bell’articolo e ottima recensione!

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