Concettina ai Tre Santi, Ciro Oliva: il futuro della pizza napoletana alla Sanità

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Concettina ai Tre Santi , la margherita

di Albert Sapere 

Ciro Oliva e Concettina ai Tre Santi. È davvero stupefacente come negli ultimi cinque anni sia cambiata la qualità della pizza napoletana. Chi dice che la pizza napoletana sia rimasta uguale a qualche anno fa, secondo me, si sbaglia e di grosso. Infatti, vicino alla grande maestria degli impasti dei pizzaioli napoletani, che resta imbattibile a qualsiasi latitudine e longitudine, si è innescato un meccanismo in cui la qualità della materia prima si è innalzata, fino a livelli di ricerca davvero notevoli.

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Concettina ai Tre Santi , la marinara

Insomma, fatti i dovuti distinguo e i fuochi fatui, destinati a durare solo il tempo di fare “presa”, perché qualche agenzia pubblicitaria ha fatto il giusto lancio, siamo passati da un’era in cui la pizza non è più popolare ad un’era in cui è diventata POP. Si, c’è una differenza enorme tra questi due termini. Riferito alla pizza, popolare è inteso come un prodotto che serve a sfamare ad un costo accessibile, invece POP che l’attenzione alla qualità nel mondo moderno non può essere solo un vezzo di gourmet o appassionati, ma un bisogno ed il prezzo resta sempre più che accessibile.

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Concettina ai Tre Santi, provola, corbarino e parmigiano

Ciro Oliva  a Concettina ai Tre Santi questa differenza l’ha capita bene, nonostante la sua giovane età. L’impulso benefico alla vecchia pizzeria di famiglia è sotto gli occhi di tutti. Come per altri colleghi, la pizzeria  è diventato un volano economico per tutto il quartiere, forse questo è il fenomeno più importante legato alla pizza napoletana. La margherita e la marinara, che restano i riferimenti per “testare” una pizzeria, sono molto buone. In particolare la margherita, fatta con mozzarella di bufala davvero ben trattata, non era “acquosa” e il grasso della bufala era percettibile nelle sensazioni palatali.

 

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Concettina ai Tre Santi, ricordo di una fresella

Interessante il lavoro sulla cottura su questa pizza, in questo caso doppia, che porta al ricordo di una fresella e divertente la sensazione del “crunch”. Chiaramente è da considerare un lavoro in evoluzione, magari usato a mo’ di panino potrebbe diventare ancora più divertente.

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Concettina ai Tre Santi, ripieno fritto con pepe e limone

 

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Concettina ai Tre Santi, frittatina di ziti rigati alla genovese

Molto divertente anche l’idea di mettere un “rinforzo” di genovese vicino alla frittatina che rende il tutto particolarmente goloso.

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Concettina ai Tre Santi, cornicione ripieno di provola affumicata e salame di Napoli, base di Antico Pomodoro di Napoli e ancora provola affumicata, taralli ‘nzogna e pepe

Poco nei miei gusti la pizza con il cornicione ripieno di provola affumicata e salame di Napoli, base di Antico Pomodoro di Napoli e ancora provola affumicata, taralli ‘nzogna e pepe. La pizza ricorda il casatiello, anche nella pesantezza complessiva.

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Concettina ai Tre Santi, melanzana a scarpone
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Concettina ai Tre Santi, gorgonzola naturale e ventresca

Chiudiamo il nostro percorso di degustazione con una pizza con gorgonzola naturale e ventresca, forte nelle sensazioni palatali, però centrata nel gusto.

Conclusioni
Una delle migliori pizze in circolazione nella città, un ragazzo in crescita come professionista. Buono l’impasto, leggero e digeribile, davvero ottima la materia prima utilizzata. Adesso bisognerà gestire il successo di pubblico e di critica, perché è difficile arrivare in vetta, molto più difficile rimanerci.

Pizzeria Oliva da Concettina ai Tre Santi
Via Arena alla Sanita 7 bis
Tel.: 081.290037
Aperti dal lunedì al sabato dalle 10:30 alle 23:30.
Domenica aperti dalle ore 12 alle 16.
www.pizzeriaoliva.it

Un commento

  • Monica Piscitelli

    (24 luglio 2016 - 14:17)

    Albert, è un piacere leggerti … e qui sulle pagine di Luciano, su Ciro Oliva. E’ stato difficile vincere la diffidenza per il quartiere, ma non poteva essere che un talento come questo rimasse imprigionato nei luoghi comuni.
    Abbiamo portato alla Sanità gente che non si era mai vista, poi Ciro ha fatto il resto, lavorando duro. Iniziando a svegliarsi al mattino per fare il suo impasto. Tutto suo, che rappresenta la sua visione. Sul quale il suo maestro, il padre Antonio, non ha messo più bocca. Ciro ha il pregio di essere una spugna. Ne so qualcosa.
    E lo sanno quelli con cui si confronta. Non ascolta mai a vuoto. Anche quando sembra che sia distratto. Glie lo ha insegnato l’arte di famiglia e la strada. Abbiamo di questa capacità di emergere dal nulla, un altro esempio autorevole ai Tribunali. Un esempio ormai grande. Quando un ragazzo diventa tanto popolare, come ho detto tante volte al diretto interessato, occorre tenere i piedi per terra. Ciro ha oggi la serenità di affrontare il suo successo. Guardando non maggiore attenzione ai maestri che lo precedono. Sono certa che questo lo porterà lontano. Io sono molto orgogliosa di lui. E los ono anche di più del Rione. E’stato lui la mia mia vera missione tre anni fa quando lo ho incontrato. Volevo risolvere un caso difficile e lo ho fatto, forse bene : ) grazie all’aiuto del mio collega Aurelio Speranza con il quale lavoro da alcuni anni. Lo ho fatto con Ciro tirandoci appresso tutto il Rione,meraviglioso. E così poco conosciuto. Ciro è come Silvester Stallone nel noto film: ha voglia di vincere. E ce la farà anche perché alla Sanità c’è tanta gente perbene. Tanta solidarietà, tanto senso dell’identità. Cose che altrove in città si sono perse. W il Rione Sanità e w chi in questi anni come Antonio Loffredo ci hanno creduto, investendo nei ragazzi, facendoli crescere e rendendoli protagonisti del proprio futuro. Venite tutti e stupitevi e mangiate la pizza di Ciro e tutto quanto dibuono c’è. MP

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