Civitella del Tronto, Zunica 1880: cultura dell’ospitalità e biodiversità nell’ultima fortezza borbonica

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Daniele Zunica con i tre giovani chef: Luca Di Felice, Sabatino Lattanzi e Leonardo Di Teodoro

Civitella del Tronto era la Bolzano del Regno delle Due Sicilia. La monumentale fortezza, oggi perfettamente restaurata, fu l’ultima a cadere nelle mani dei piemontesi ed motivo di orgoglio oggi ricordare questa storia in un paese dove la cultura dei Borbone è ancora più forte che a Napoli, dove un circolo nautico è titolato ai Savoia.
Tutto passa: alla terza generazione, un albergo che di fatto è uno dei monumenti di Civitella. La sala del ristorante è arredata in stile classico, qualche bel mobile di famiglia, colori caldi, un servizio molto professionale che si alterna al benvenuto di Daniele che si diverte sempre e comunque a fare il padrone di casa.

Zunica 1880. La sala

Slancio e guizzo innovativo negli antipasti senza rinunciare all’ABC della cucina abruzzese, a partire dalla cultura del pane e dall’olio. Lo stile è semplice, senza molti fronzoli, si gioca sulla qualità del prodotto, la sua ricerca, il suo recupero.

Zunica 1880. Pane e olio per cominciare
Il tipico piatto del Primo maggio:le virtù teramane

Buona e divertente la rivisitazione del tacchino alla canzanese, che riabilita una carne altrimenti stravolta dagli allevamenti in batteria. Ma Daniele ha risolto il problema alla radice tirando su un po’ di animali da cortile per il proprio consumo e quello del ristorante. Incredibile ma vero: il tacchino, come il pollo, può anche essere molo buono.

Zunica 1880. Rivisitazione del tacchino alla canzanese

La panzanella è un gioco di destrutturazione, divertimento puro di buona spinta acida e golosa.

Zunica 1880. L'evoluzione della panzanella

Si inizia ad entrare nelle montagne abruzzesi con il secondo piatto di entrata, ben eseguito e tranquillo.

Zunica 1880. La polpettina di agnello

La polpettina di agnello con chitarrina fritta e zafferano anticipa con un boccone un po’ ruffiano il classico primo piatto che sta per essere servito. Prima c’è un delicato ma deciso flan di pecorino, solo leggermente addomesticato dal miele e in ottima compagnia con un saporito prosciutto locale, bottino personale di caccia di Daniele che lo ha scoperto da un vicino artigiano.

Zunica 1880. Il flan di pecorino

Solidi e di grande tradizione i due primi piatti provati: la chitarra al ragù bianco d’agnello e zafferano dell’Aquila – praticamente un calcio di rigore; e i  confortevoli agnolotti di Marchigiana in brodo di cappone. Serviti, tra l’altro nello splendido servizio da zuppa anni Cinquanta di Richard Ginori.

Zunica 1880. La chitarra con il ragù di agnello
Zunica 1880. Gli agnolotti in brodo di cappone
Zunica 1880. Il servizio anni Cinquanta di Ginori

Ancora agnello, per continuare. Come scrive Daniele nel menu, un omaggio ai pastori della sua terra.

Zunica 1880. L'agnello

Una sorsata di mirtilli per arrivare col palato pronto al dessert. Il giovane chef addetto ai pani e ai dolci, quattro anni da Bottura propone un “soffio di primavera”, in effetti un leggerissimo e profumato parfait alle fragole.

Zunica 1880. Il dessert alle fragole di Leonardo

Nel bicchiere ritroviamo il Trebbiano 2008 di Valle Reale, molto pieno, fresco, decisamente interessante e destinato a camminare a lungo.

Vigna di Capestrano 2008

Insomma, una cucina precisa, pulita, di territorio, aggiornata nelle presentazioni. Un bel rifugio gastronomico, proprio al confine tra Abruzzo e Marche.

ZUNICA 1880
Piazza Filippi Pepe, 14
Civitella del Tronto
Tel.0861. 91319
www.hotelzunica.it






In visita alla Fortezza Borbonica


8 commenti

  • Stefano

    (18 maggio 2011 - 22:15)

    Il flan di pecorino sembra davvero invitante, la chitarra di ragù d’agnello è invece una garanzia, come i ruspanti che salgono in fortezza.
    Zunica, sei un mito! Tornerò per il tacchino.Perché il tacchino non mi piace e, alla mia età, mi piacerebbe scoprire che è buono

    • Daniele Zunica

      (19 maggio 2011 - 22:52)

      Ti manca di provare il ruspante al sale Himalayano………..

  • Marta

    (18 maggio 2011 - 23:51)

    Finalmente si parla del superbo tacchino alla canzanese nella sua gelatina! La cucina teramana non vive il suo giorno di gloria con le virtù del primo maggio, per poi morire… ma è una cucina ricca e generosa tutto l’anno, grazie alle imbattibili materie prime e a gente come Daniele Zunica che, per la sua professionalità, fa onore a tutta la regione.
    Che deliziosa sciccheria, poi, il servizio anni ’50…

    • Daniele Zunica

      (19 maggio 2011 - 22:47)

      Cara Marta, il servizio ” anni 50″ della Ginori è veramente una deliziosa sciccheria ! E’ un servizio a me molto molto caro…..era di mia madre ! A presto, D.

  • Giulio Cantatore

    (19 maggio 2011 - 01:11)

    Due motivi validi per andare a Civitella del Tronto.
    Visitare la Fortezza Borbonica,sopra Civitella.
    Fermarsi da Zunica per fare una bella esperienza enogastronomica,provando i piatti ed i vini della loro cantina,e poi fatevi dare una camera ai piani più in alto, al mattino godrete di un panorama che non ha eguali.

    • Daniele Zunica

      (19 maggio 2011 - 22:49)

      Grazie caro Giulio ….sei sempre il benvenuto ! Presto verrò a farti visita nel tuo meraviglioso ristorante ! Saluti a Caterina !

  • Fabrizio

    (19 maggio 2011 - 16:09)

    Bello come un fiore il tacchino, simpatica la polpettina in versione rock. Il motivo per cui urge verifica sul campo è però il calcio di rigore: la chitarra al ragù bianco d’agnello e zafferano dell’Aquila. E’ un piatto che si trova sempre?

    • Daniele Zunica

      (19 maggio 2011 - 22:51)

      La chitarra al ragù bianco d’agnello e zafferano dell’Aquila è un classico….difficile toglierlo dal menu ! A presto, D.

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