Coda di Volpe 2004 Pompeiano igt

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CANTINA RUSSO 1951

Uva: coda di volpe
Fascia di prezzo: da 1 a 5 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

I produttori vesuviani stanno davvero facendo grandi passi in avanti. Per molti di loro è bastata una selezione più attenta delle uve e una vinificazione adeguata alle nuove esigenze per sfoderare prodotti più che soddisfacenti. Come questo bianco fatto da Antonio Pesce, subentrato al caro Amodio che dopo aver combattuto coraggiosamente, ci ha lasciato in una calda giornata di estate: a lui abbiamo pensato quando sorseggiavamo il Coda di Volpe della storica Cantina Russo su una julienne di seppioline appena scottate. Il vitigno sul Vesuvio acquista una spinta acida sicuramente più marcata che nel resto della regione, al naso prevalgono sentori floreali e di macchia mediterranea mentre in bocca entra deciso, con una freschezza molto sostenuta, caratterizzante, anche se a un anno dalla vendiamo appare maggiormente equilibrato. Sicuramente non è un vino che passerà alla storia, ma è uno di quei prodotti capaci di affrontare i piatti tipici della cucina di mare evitando di incidere sul conto finale e al tempo stesso regalando tipicità al bicchiere. Ecco perché l’ignoranza di alcuni ristoratori fa rabbia: basta un po’ di ricerca tra il Vesuviano e il Beneventano per avere tanti magnifici prodotti a buon prezzo, capaci comunque di esprimere il territorio. La beva quotidiana insomma, che in questo caso ci ha davvero soddisfatto.
Sede a Boscotrecase. Via Balzano, 8. Tel 081.8581010. www.cantinerusso.it. Enologo: Antonio Pesce. Bottiglie prodotte: 300.000. Vitigni: aglianico, piedirosso, coda di volpe, falanghina.