Conca della Campania (Ce), Tenuta La Palombara

Letture: 128

Via Primo Novembre, 149
Tel. 0823.679074, 335.5385260- 339.8789602
Fax. 0823.923914
E mail: infopal@lapalombara.com. Sito web: www.lapalombara.com
Apertura: tutto l’anno (è gradita la prenotazione )
Carte di credito: Visa e Mastercard
Lingue parlate: inglese, francese, spagnolo, portoghese.
Posti letto: 25 in undici stanze
Tv in camera: no

Chi l’avrebbe mai detto che sulle rovine di una chiesa settecentesca sarebbe nato un esempio di accoglienza rurale d’altri tempi? Questa è stata la scommessa dei coniugi Bartoli giocata ai confini tra Lazio e Campania che hanno deciso di valorizzare la vocazione contadina della propria famiglia e rimettere a nuovo la struttura che altrimenti forse sarebbe caduta nel dimenticatoio. Così nasce la Palombara, il cui nome rimanda ai nidi di colombi che nel tempo avevano trovati rifugio tra i resti del campanile. L’agriturismo sorge a pochi chilometri dal parco regionale di Roccamonfina ed è totalmente immerso nel verde della campagna. Dove un tempo sorgevano le stalle, oggi c’è una graziosa sala ristorante, curata fin nei minimi particolari, dove il caldo colore del legno contribuisce a rendere accogliente l’atmosfera, scandita da sedie impagliate e tavoli in massello, al soffitto travi che rievocano l’originaria vocazione del luogo. Nelle sere d’estate è piacevole trattenersi sotto l’ampio gazebo in pietra viva, davanti ad un bicchiere di vino e godere della frescura delle piante disseminate nel cortile. Le camere, arredate con mobili d’epoca in ferro battuto e legno, sono dotate di ogni comfort ( riscaldamento e aria condizionata ) e curate nei minimi particolari: ci sono anche rampe e toilettes per disabili. Locale Amico dell’Accademia Italiana del Peperoncino.

Ristorante ( gradita la prenotazione)

Sempre aperto tranne il lunedì. Coperti: 90

La cucina punta alla valorizzazione delle produzioni della tenuta, dall’olio alle verdure, alla pasta ai prodotti caseari, sia freschi che stagionati. Ad aprire le danze sono le ricottine fresche e le caciotte, accompagnate da salumi, olive sott’olio e verdure grigliate. Quindi tocca ai primi. Sì ai ravioli conditi con il sugo semplice o con la salsa di noci, alle orecchiette con i broccoli, alle tagliatelle ai funghi porcini di Roccamonfina e alle zuppe di stagione a base di verdure e legumi. A seguire si celebra il trionfo delle carni: maialini e cosciotti di annutolo al forno, salsicce con la finocchiella, brasato all’aglianico e pollo ruspante proposto in varie ricette. Per i vegetariani, inoltre, c’è la possibilità di mangiare la scamorza affumicata, sempre di produzione propria, che si fa volentieri accompagnare dagli immancabili funghi porcini. I palati più esigenti, invece, apprezzeranno un’inaspettata ma gustosa incursione del pesce. Diventa d’obbligo, allora, un assaggio di trote, ancora con i porcini, ma non mancano i contorni e, su tutti, le verdure di stagione. Chiudono il pranzo i dolci della casa. Accanto alle proposte classiche, da non perdere quello di castagne la cui ricette è custodita gelosamente dai proprietari che hanno cura di prepararlo a casa , tramandando gelosamente la ricetta da madre a figlia. L’unico modo di indovinarla? Andare a provarlo direttamente in agriturismo. Per i bambini sono sempre pronti semplici menù da quotare secondo la scelta. Carta dei vini di tutto rispetto ed in continuo arricchimento, improntata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni regionali: Galluccio, Aglianico, Taurasi, Piedirosso, Falerno del Massico, Falangina e Coda di Volpe. Gli “ammazzacaffè” particolarmente apprezzati sono fatti in casa , come i rosoli al cioccolato, al caffè, il fragolino ed il nocino . A fine pasto una tazza bollente di caffè preparato rigorosamente con la napoletana. L’azienda, 100 ettari, è certificata biologica dal 1990 e produce nocciole, castagne, olivi, ciliegi frutta, e legname per aziende vitivinicole. Vi si allevano animali di bassa corte.. Ottimi anche l’olio, le marmellate, il miele di acacia e di castagne , i sottoli e i sottaceti.