Conca della Campania, L'Armonico Sogno del Castagneto

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Contrada Sant’Antuonuo, 5
Tel. 0823.921366
Chiuso lunedì sera e martedìFerie dal 10 dicebre al 18 gennaio

C’è una zona della Campania di grande prossimità a Roma, dove nascono Ferrarelle, Lete e il Terra di Lavoro di Fontana Galardi. Parlo del vulcano spento di Roccamonfina coperto di castagni e di olivi, con alcuni bei borghi e tanta materia prima da scoprire, oggi divenuto parco regionale. Qui, giusto giusto dieci anni fa in una delle mie prime ispezioni per l’Espresso mi avventurai al Castagneto per mangiare un po’ di cavati con i porcini e carne alla brace. Stop. Il Giovane Giampietro Albanese rilancia questo posto appena appena fuori paese con un locale sganciato dal resto usato per fare banchettistica, si tratta di una sala luminosa con una trentina di coperti o poco più. Ecco, qui potete venire a divertirvi un po’ da questo ragazzo che è stato a bottega da Vissani, Scapin e Alajmo dove ha imparato tecnica e incroci di prodotti altrimenti mai presentati in cucina. <Dovremmo sforzarci di far parte di una certa frazione dell’umanità. Essere tra quelli che amano gli esseri umani e si preoccupano della loro sorte. Tramite un agire privato così ben svolto da avere unapreziosa funzione sociale>. Questo il credi di Giampietro enunciato nel suo menu di cui vi citiamo quello della tradizione (a 45 euro): pane, burro e alici, il tagliere con i salumi e i formaggi del posto, il cardo (tortino di pettole ai funghi porcini e pecorino laticauda con ragù), la parmigiana di guancetta di maialino nero e l’elogo ai marroni di Pratolongo. La tradizione sta comunque stretta, del resto il mare qui è concettualmente lontano ma in realtà bastano trenta minuti di auto per arrivre sul golfo di Gaeta e quindi troverete la parmigiana rivisitata con gamberi, la fritturina di pesce, i fuslli con crema di crostacei e molluschi, seppioline e lamelle di bottarga. Aggangio alle selezioni nazionali con il maiale di cinta di Parisi, il vitello di Martini, i formaggi di Parola, Marcomini e Guffanti. Un percorso un po’ fuori dal coro rispetto alla nouvelle vague campana ma comunque interessante e animato da grande passione di far bene e imporsi. Dunque, per chi abita a Roma e a Napoli e poco più di una scampagnata. Se non vi fidate di me, vi dico solo che è piaciuto a Gianni e Paola Mura che lo hanno segnalato qualche settimana fa sul Venerdì. Vino di territorio, servizio professionale. Pagherete sui 50 euro.

Come arrivare. L’uscita è Caianello, prendere la Casilina in direzione Roma e seguire dopo otto chillometri (rispettando i limiti di velocità perché qui le amministrazioni comunali taglieggiano i passanti come nel Medioevo) le indicazioni per Conca. Il locale è dopo il pase, ben indicato dai cartelli. Complesisvamente, venti minuti dall’uscita autostradale.