Consorzio Pasta di Gragnano igp: cinque nuovi soci

Letture: 195
Giuseppe Di Martino e i nuovi soci del Consorzio della Pasta di Gragnano

Cinque 5 nuovi soci hanno sottoscritto il loro ingresso nella «Società Consortile a R.L. Gragnano Città» della Pasta. Il Consorzio raggiunge così la copertura totale della produzione artigianale del paese, rilanciando la propria attività di promozione e di tutela della Pasta di Gragnano Igp. Si tratta di aziende artigianali molto note al grande pubblico. 1) Il Vecchio Pastaio, un pastificio artigianale che produce pasta di Gragnano IGP, nato 3 anni fa e gestito da giovani pastai talentuosi con lo sguardo attento di un vecchio pastaio gragnanese; 2) L’anima di Grano, anch’esso una giovane realtà nata 6 anni fa e gestita da una giovane mamma tecnologa alimentare e da suo marito. Attualmente quest’azienda e’ in fase di certificazione IGP; 3) Pastificio Carmiano, nasce dalla collaborazione di un socio fondatore del Consorzio e un imprenditore napoletano che scommette su Gragnano. Quest’azienda e’ in fase di certificazione IGP; 4) Gerardo di Nola, ancora un’azienda giovane che 2 anni fa inizia a Gragnano la sua attività, gestita da una giovane coppia sotto la supervisione di un padre amorevole ed esperto. Questa azienda e’ in fase di certificazione IGP; 5) Cooperativa Pastai Gragnanesi un’azienda nata negli anni ’80 con 35 anni di esperienza alle spalle nella produzione di pasta di grande qualità. Attualmente produce Pasta di Gragnano IGP. Euforico il presidente Giuseppe Di Martino: «Personalmente, insieme a tutti gli altri consorziati, esprimo il nostro gradimento per l’ingresso dei nuovi soci, felici di questo allargamento della storica base, che conferisce oggi nuova forza, necessaria per fronteggiare le sfide del mercato e preziosa per la valorizzazione del nostro incantevole territorio». La Pasta di Gragnano è oggi un prodotto IGP Lo scorso ottobre c’è stata la conferma da parte della Commissione Europea che vede la Pasta di Gragnano entrare nella lista dei giacimenti gastronomici italiani da tutelare. Iscritta finalmente a livello europeo nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette, la protagonista della tavola italiana porta le eccellenze italiane certificate a quota 254. Dal riconoscimento del marchio in poi i volumi di affari sono notevolmente cresciuti e il marchio è uno scudo che difende chi lavora con serietà.