Contado 2003 Molise Aglianico doc

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DI MAJO NORANTE

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

La storia vitivinicola molisana è davvero molto interessante perché indicativa dell’evoluzione del mercato. Dopo essere stata sempre una appendice dell’Abruzzo, come nelle lezioni di geografia a scuola, a causa della preponderanza di Montepulciano, dopo il richiamo a piantare vitigni internazionali come il Cabernet e lo Chardonnay negli anni ’90, la piccola regione ha trovato identità riscoprendo la tintilia di cui era piena nell’800 e introducendo la Falanghina che ormai sembra aver toccato l’Adriatico sia nella provincia di Campobasso che più giù, a Foggia. Il Contado è, in questa evoluzione, una sorta di parentesi perché dimostra che se non si fosse rilanciata la tintilia sarebbe toccato a questo vitigno fare la parte del leone. L’interpretazione cotarelliana è in questo caso molto tranquilla, stile Compole di Fattoria Alois, non c’è voglia di fare un vinone che impressioni a tutti i costi ma solo un rosso di pronta beva tipico e piacevole: il Contado 2003 ha dunque, come purtroppo tutti i rossi di quel millesimo, un carico a nostro giudizio abbondante di frutta che conquista coloro che preferiscono aver un approccio facile al bicchiere, ai palati campani e lucani può addirittura apparire strano perché è totalmente privo di quel nervosismo minerale e di freschezza tipici di tutti gli Aglianico di queste due regioni. Si stacca, insomma, con grande nettezza come si è dimostrato al seminario leccese sull’Aglianico organizzato dalla condotta Slow Food Neretum. Un vino sostanzialmente maturo, caldo, del resto l’alcol è a quota 13,6, di buona struttura come attestano il 37,1 di estratti secchi, una discreta acidità sostanzialmente in buon equilibrio con tutte le sue componenti. Il Contado 2003 appartiene alla cosiddetta svolta cotarelliana della moderazione nell’uso del legno o, in alternativa, dell’uso di legno moderati per cui il Contado dopo la fermentazione in acciaio si affina parte in vasche d’acciaio, parte in botte prima di elevarsi ulteriormente altri 6 mei in bottiglia. Un prodotto molto determinato anche se privo della complessità dell’Aglianico di alta quota, siamo a Campomarino ad appena cento metri sul livello del mare con vigne piantate in terreni argillosi e sabbiosi, offerto a buon prezzo sul mercato in 80.000 pezzi, a dimostrazione di come Alessio Di Majo Norante creda fermamente in questo vitigno nella gamma della sua linea produttiva. Ideale nelle grandi tavolate familiari, al wine bar, nelle scampagnate all’aperto, in quelle occasioni cioé dove il vino è di supporto alla compagnia.

Sede a Campomarino. Contrada Ramitelli, 4. Tel. 0875.57208, fax 0875.57379. www.dimajonorante.com Enologo: Riccardo Cotarella. Bottiglie prodotte: 800.000. Etari di proprietà: 85. Vitigni: tintilia, montepulciano, aglianico, moscato reale.