Convegno a Soave: rivoluzione web e vino italiano

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Da Sinistra: Mario Busso, Manuela Laiacona, Piero Rotolo, Fabio Piccoli, Alberto Lupini, Luciano Pignataro, Francesco Turri, Aldo Lorenzoni, Carlo Ottaviano, Angelo Peretti

Rilancio questo pezzo che riassume il convegno organizzato a Soave da www.egnews.it

Venerdì 25 gennaio 2013 presso la sala conferenze Roxy Plaza Hotel di Soave (VR) si è riunito il gotha del web journalism enogastronomico italiano. A discutere di quale rapporto si profila oggi fra i nuovi media col mondo del vino e dell’enogastronomia e in che modo le testate online e soprattutto i social network e i foodblogger hanno rivoluzionato l’approccio a cibo e vino e alla loro percezione c’erano Carlo Ottaviano, direttore di Gambero Rosso Channel www.gamberorosso.it, Luciano Pignataro, giornalista e wineblogger www.lucianopignataro.it, Alberto Lupini, direttore del mensile Italia a Tavola www.italiaatavola.net, Angelo Peretti, direttore diwww.internetgourmet.it, Mario Busso, curatore della guida Vini Buoni d’Italia Touring Club www.vinibuoni.it, Piero Rotolo, direttore di www.egnews.it (rivista presentata nel corso dell’evento) e, dulcis in fundo, Manuela Laiacona, unica quota rosa partecipante al dibattito e vicedirettrice di www.cronachedigusto.it. A moderare il convegno Fabio Piccoli, fresco direttore editoriale di Egnews.
A tenere banco è stata la domanda cardine dell’incontro: qual è lo stato attuale dell’informazione enogastronomica online in Italia? Secondo Fabio Piccoli, “è necessario fermarsi a riflettere e confrontarsi per costruire un’informazione libera e utile al settore agroalimentare che è leva strategica nell’ambito economico”. Rilancia Manuela Laiacona: “C’è un po’ di confusione nell’informazione enogastronomica online, o meglio non ci sono confini: noi che produciamo informazione dobbiamo essere prima di tutto tempestivi e credibili”. Per Piero Rotolo, invece, “è ormai l’informazione su internet quella più importante; credo sia responsabilità di chi parla di enogastronomia di fare più informazione e meno comunicazione”. Alberto Lupini pare non essere molto ottimista in merito, concentrandosi su un aspetto particolare della questione: “Ahime’, non stiamo bene: è una grave lesione dei diritti dell’utente-consumatore non avere riferimenti sulla data e luogo di quando e dove un post è stato pubblicato. La credibilità nostra è data dalla certezza di quei dati, e dalla necessità di essere rigorosi: altrimenti, così, a lungo andare si rovinano famiglie intere e imprese”. Luciano Pignataro apre lo spettro dell’indagine a 360°: “Io credo che lo stato dell’informazione enogastronomica è lo stesso dell’informazione in Italia. Pochi sono gli editori in questo campo che investono sulla qualità; il copia-e-incolla è del resto arrivato un po’ dappertutto”.
Carlo Ottaviano conferma quanto detto da Pignataro: “Il problema non è tanto l’informazione sul web, quanto la scarsezza delle risorse riservate all’editoria: ciò provoca appiattimento. Secondo me, noi giornalisti abbiamo utilizzato male il nostro diritto all’informazione: questa dev’essere riservata prima di tutto ai cittadini”. Mentre per Angelo Peretti “il web altro non fa che discutere di quanto uscito sui giornali tradizionali. Mai come oggi la comunicazione va vista in forma integrata; accedere veramente al web dunque non è così semplice come si pensi: il digital divide è ancora amplissimo, attenzione. Per lavorare bene sul web occorre dunque – continua Peretti – segmentare e non avere l’illusione di trovarsi dinanzi a una platea enorme. Io temo che la stragrande maggioranza di chi opera sul web non abbia questa consapevolezza”.
Busso sfrutta una rutilante metafora per dipingere lo stato attuale del web journalism enogastronomico: “Ci troviamo sicuramente in un grande far west, dove regole non ci sono e chi spara più veloce e con la canna più grossa ha la meglio. E soprattutto, attenzione al narcisismo: nel mondo del web si parla sempre degli stessi personaggi, anche grazie al profluvio dei copia-e-incolla”. Chiosa Pignataro con un pizzico di ottimismo: “Almeno, il bello dell’enogastronomia è che è uno dei settori in cui l’Italia è unita”.
In conclusione, si segnalano gli interventi di Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio Soave (“noi vignaioli siamo i creatori di emozione attraverso un buon bicchiere di vino”) che lancia un’importante novità: l’applicazione I-Soave per tablet e smartphone; e di Adriano Del Fabbro, giornalista indipendente friulano che ribadisce un sacrosanto quanto drammatico dato di fatto, chiedendosi e chiedendo ai relatori: “Quale autorevolezza c’è nel lavorare a gratis?”.

Insomma, è stata una giornata ricca di spunti e che farà sicuramente riflettere e parlare ancora a lungo di sé nel settore dell’informazione enogastronomica italiana: durante le tre ore di dibattito è stato nutritissimo il dibattito parallelo sulla rete di twitter, dove imperversavano i commenti segnalati dall’hashtag #tavolaweb.
Una nota di colore: Carlo Ottaviano ha annunciato durante il dibattito e in anteprima, si può dire, nazionale che dal prossimo anno si godrà la meritata pensione.
Chiuso il convegno, si è dato il via a un’ottima degustazione dei Grandi Cru Soave in abbinamento alle ostriche di Goro e di spumante TrentoDoc abbinato al Grana Padano e ai salumi Levoni. Presente in degustazione anche la raffinata gamma di grappe Fratelli Brunello.

Federico Ligotti
f.ligotti@egnews.it