Così ti promuovo ristorante e agriturismo: menù a prezzi stracciati su LetsBonus e Groupon

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di Monica Piscitelli
Leggevo qualche giorno fa il commento di uno chef su Fb “Pranzi e cene a prezzi da discount su LetsBonus e Groupon: siamo alla frutta!”.
Triste constatazione o invidia blu?
C’è poco da fare, lo strumento funziona e macina coupon su coupon. Pensate, di questi tempi: 300, 400, 500 nuovi clienti, entro i prossimi 6 mesi, varcano la soglia del vostro locale. La crisi si fa sentire e bisogna correre ai ripari. Tanto vale giocarsi il tutto per tutto. Ma quale è il confine oltre il quale la dignità di uno chef non può scendere?

l'invitante vetrina Groupon

Sarà stato questo il pensiero che ha attraversato la mente dello chef di cui sopra? Che figura ci fa un “ristorante serio”, un locale gourmet, nel promuoversi così? Meglio l’invito a lettere d’oro in carta pregiata, o meglio ancora: “nessun invito”. “Sono loro a dover venire!”. E perfino ringraziarci per il magnifico conto a tre cifre.
Immaginate l’effetto che avrebbe se Bottura, Beck o Vissani si servissero di questo nuovo canale per promuovere il proprio locale.
Che so: due piatti di bollito non bollito al prezzo di uno con la piccola pasticceria o l’aperitivo “for free”. “Impensabile. Non c’è neanche da dirlo!” grida l’ego di qualunque direttore artistico.
Si rivolterebbero nella tomba i maestri della Cucina italiana.
E poi diciamoci la verità: è la fascia media dei locali a patire di più tempi come questi di vacche magre. Però chi può ne approfitti, basta essere meno “impegnativi”.


Ragioniamo a mente fredda, analizzando dal punto di vista tecnico lo strumento di marketing.
Sotto il punto di vista del costo contatto è estremamente interessante, data l’ampiezza della mailinglist cui i messaggi sono inviati. Tanto che se anche non si piazzasse neanche un pasto, ci si sarebbe comunque conquistati una bella vetrina con un solo click. Se va a segno, poi, il mezzo fa quello che pochi altri fanno: assicurano la visita del cliente. E lì ci si gioca la carta migliore: la soddisfazione o il superamento della sua aspettativa.

Ecco come funziona. Sei un utente, visiti i siti o ti arriva una newsletter molto invitante. Scegli la città e scorri le proposte. C’è di tutto per lo svago, il tempo libero, la bellezza. Ma è il food ad andare fortissimo. Le cenette e i pranzi in ogni ordine di locale. Perfino in barca. Con 59 euro fai la crociera nel Golfo e ceni in due.
Do un’occhiatina.
Non c’è che dire tutto è invitante.
Mi salta all’occhio “50% di sconto”. Compra una proposta da 78€ a 39€/a persona: “pausa ecologica in Umbria: 1 notte in fattoria con cena bio”. Posso portare anche il bambino per fortuna. Lo cercherò.

Il Ristoclub di Bacoli propone per 8 euro, invece di 18,una “cena da favola in perfetto stile ‘800!” Il menù include 2 antipasti, 1 primo, 1 secondo, acqua e limoncello. 353 venduti.

“Scopri i segreti dell’arte del sushi!” recita un altro. Mangi per 26 Euro e ne spendi solo 10. 200 venduti. Chi si aggiudicherà la cena con menu di carne per 2 o 4 persone che prevede prosecco di benvenuto, tagliere misto, “un chilo di carne (per due persone) oppure 2 chili di carne (per quattro persone) con filetto di manzo, salsiccia, pollo alla brace e spiedone misto?
Tra un abbuffata e l’altra, un week end in beauty farm, un trattamento ai capelli o per le unghie, salta fuori un “abbonamento di 6 mesi in palestra con accesso illimitato a sala attrezzi, area cardio fitness e a tutti i corsi a 69 € invece di 390. Forchetta o bilanciere? Le calorie le metteranno o le butteranno giù a colpi di esercizi, con il coupon?


Vincerà la gola, questa volta, o trionferà per una volta l’aspirazione ad un corpo scolpito? Tutto sta a chiamare, pagare e aspettare il proprio turno per utilizzare il coupon che scade tra 6 mesi. Vuoi vedere che in un lasso di tempo così non troverai un’occasione o uno spazio libero?
Ed è caccia all’offerta più stracciata. Attenzione al count down: mancano 12 ore.
Altrimenti sei game over.

55 commenti

  • Paride

    (12 novembre 2011 - 14:43)

    Quindi meglio i locali vuoti e dopo un pò chiusi. Basta con lo snobbbbbismo, basta!!!!!!!

  • michele aliberti

    (12 novembre 2011 - 15:17)

    Proprio sì, meglio vuoti che pieni di straccioni analfabeti
    Che ragionamento: allora svendiamo anche le Ferrari?
    Basta con il popuilismo, bastaaaa:

    • giancarlo

      (12 novembre 2011 - 15:24)

      mi spieghi meglio cosa significa straccioni analfabeti,crede che il censo faccia l’uomo???siamo tornati all’ottocento

      • Paride

        (12 novembre 2011 - 15:36)

        caro giancarlo deve sapere che molti enogastrosnob che spendono 100 e più euro a testa per una cena, la mattina hanno magari difeso la classe operaia e votato a sinistra alle ultima elezioni.

  • michele aliberti

    (12 novembre 2011 - 15:31)

    perso la e: stracioni e analfabeti

  • Massimiliano

    (12 novembre 2011 - 15:34)

    Da ristoratore. Sono incuriosito, ma molto diffidente. Sto seguendo e studiando il fenomeno, a dire il vero non riesco a capire dove risiede il vantaggio del ristoratore nel proporre questo tipo di offerte.
    Capisco che in momenti di magra come questo possa anche tornare utile vendere a costi assolutamente stracciati, ma garantirsi un piccolo incasso che contribuisca al pagamento dei costi fissi. Resta però fortissimo il deficit di immagine che ha un suo prezzo certamente quantificabile: se divento il locale delle offerte perdo appeal sul mio pubblico. E questo lo pagherò per ogni giorno a seguire. In più non condivido assolutamente la speranza che il cliente attirato dai coupon possa, dopo la prima visita, diventare un cliente del locale. Questa dei coupon è diventata una moda, un fenomeno che va analizzato da solo e poco importa l’offerta sottostante. Mi spiego: la mia aspettativa, di fruitore del coupon, è focalizzata sulla riuscita dell’offerta, non sulla riuscita della cena. Se la cena è stata all’altezza questo significa che l’offerta è stata valida. In caso contrario è l’offerta che ha bucato. Il ristorante dove ho mangiato è stata poco più di una comparsa. Il fatto che l’offerta sia stata o meno valida mi porterà a decidere se provare con un altro coupon o meno, non mi porterà a decidere se tornare o meno in quel ristorante. Il gioco, il piacere e la soddisfazione sono puntati sull’offerta. Il prodotto ha un valore marginale.
    In conclusione sono molto scettico e temo che questa sia solo un’altra batosta per il settore.

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (12 novembre 2011 - 23:09)

      concordo perfettamente: credo che l’utente del coupon voglia verificare sopratutto il funzionamento del meccanismo per continuare ad usufruirne piuttosto che utilizzare l’occasione per provare un ristorante in cui altrimenti non sarebbe entrato..

  • guglielmo vuolo

    (12 novembre 2011 - 15:39)

    Purtroppo oggi molte persone non badano alla qualità……..ma con questo non è una accusa visto i tempi molto duri che stiamo attraversando,io come ristoratore e pizzaiolo non mi sento di criticare chi usa questi metodi per riempire i propi locali, ma se vogliamo dirla tutta oggi giorno il web viene anche usato non solo per confrontarsi ma molto più per mettersi in primo piano……… mi sembra di vedere un carosello continuo di link ecc……siamo in un paese libero ed ognuno di noi sceglie una linea, io personalmente continuerò insieme ai miei figli il mio lavoro di sempre fatto di qualità ma principalmente di passione!!!!!! Qualità o prezzo? io scelgo la qualità sempre e comunque

  • Manuel Lombardi

    (12 novembre 2011 - 15:50)

    La vera promozione e’ quella del lavorare con grande sacrificio, umilta’ e attenzione nelle piccole esigenze che ogni cliente si aspetta quando sceglie il tuo locale coccollandolo con una giusta accoglienza non troppo invandente ma garbata ed educata (anche se qui in campania e non solo ne abbiamo di strada da fare in questo senso) sia nella scelta della nostra cucina in cui la genuinita’ e la freschezza deve essere il primo comandamento!Grazie alla CRISI si e’ creato un nuovo mercato e quindi una domanda ben precisa del consumatore-cliente: molto piu’ esigente ma anche molto piu’ informato (quindi aspettative piene) e uscendo di meno durante il mese se sceglie il tuo di locale e rispecchi le sue aspettative e’ anche disposto a pagare (basta che il prezzo del menu’sia GIUSTO e non troppo economico o l’opposto) e (ormai gesto raro di questi tempi) lasciare una mancia accompagnato da considerazioni positive sul pranzo appena consumato. Oggi come sempre sia i ristoratori che gli operatori agrituristici hanno una identita’ bene precisa a cui aggiungerei anche un responsabilita’ ben precisa: identificano il loro territorio quindi se sbagliano loro non solo fanno un danno a se stessi ma anche a tutti noi!Scegliendo promozioni del genere si entra immediatamente in un immaginario collettivo ben preciso:verro’ considerato un locale “discount” anche dopo i 6 mesi e quindi sar’ sempre visto e considerato tale nonostante in passato ero una certezza. Perdere la propria reputazione in questo settore e’ facilissimo anche dopo tantissimi anni di onorevole lavoro: Gualtiero Marchesi insegna!!!Buon fine settiimana a tutti!

  • Giancarlo Maffi

    (12 novembre 2011 - 15:51)

    Caro Paride , solo per dirne una: la classe operaia, in Francia, mette via i soldini per andare a mangiare una o piu’ volte all’anno con la famiglia da un tristellato. Da noi se vai nei parcheggi dei supermercati a zero euro trovi signore impellicciate con l’ultimo suv e iPad al posto della borsa. Si chiama cultura del cibo e , purtroppo, la destra rampante italiana non sa cosa sia, preferendo le orate di allevamento che servono nei loro ristoranti di riferimento.

    • giancarlo

      (12 novembre 2011 - 17:23)

      il discorso giusto è questo!!!io rispondevo all’amico michele che dava degli straccioni ed analfabeti quelli che andavano a mangiare dove si spende poco per me è una gran cazzata!!!ci sono molti col suv che vanno a mangiare nel tristellato solo per apparire perchè loro sono solo apparenza e nient’essere!!!però hanno the money e per questo per michele sono gente da rispettare!!!per tornare a groupon anche questo è un mezzo da saper usare bisogna capire dove c’è l’affare e dove la sola!!!non hanno inventato nulla di nuovo

      • Paride

        (12 novembre 2011 - 17:33)

        Se lei fosse operaio in Italia, Maffi, a 1100 euro al mese e con tre figli, dubito che riuscirebbe a risparmiare i soldi per andare al tristellato una o più volte all’anno con la sua famiglia. Tra l’altro mi pare che i ristoranti che si servono di groupon per veicolare le loro offerte, non siano famosi gourmet ma quelli i clienti dei quali andrebbero in quei posti anche in assenza del prezzo stracciato.

  • Angelo Di Costanzo

    (12 novembre 2011 - 16:14)

    Io proporrei però altre riflessioni:
    Ok, sono proposte da non mancare, la libidine è garantita… forse!

    Mettiamo che uno chef (un ristorante) non necessariamente stellato, cappellato, triforchettato che aderisce all’iniziativa si fa i suoi bei 500 coperti a 25 euro cadauno. Bene.

    Chi sono questi clienti? Quelli che aspettavano da anni che abbassasse il prezzo per visitarlo? (Non credo)

    E cosa potrebbero mai saggiare dell’arte culinaria offerta solitamente in quel posto?

    E a 25 euro (ma anche meno) chi garantisce che “la materia prima” rimanga la solita offerta? (Groupon? Bah…)

    (Chi ci ritorna poi “a prezzo pieno”?)

    Ecco perché rimango diffidente…

  • Salvatore

    (12 novembre 2011 - 17:14)

    25€ x 500 Coperti fanno la bellezza di 12.500 € ed al giorno d’oggi non si rifiutano e la materia prima sarà sempre di qualità magari c’è solo meno profitto.

    • Angelo Di Costanzo

      (12 novembre 2011 - 18:14)

      Caro Salvatore, a meno che non sei capace di far sedere 500 coperti in un giorno, al giorno, (e, senza offesa per nessuno, puoi essere tutto tranne che un Ristorante) dodicimilacinquecento euro hanno un valore assolutamente relativo.

      Si pensi solo al personale necessario per farlo un servizio del genere… per esempio.

      Ma è evidentemete che io ho una idea assai diversa di ristorazione (quella in cui amo proprormi e quella che vado rircercando…) dai promoter di Groupon.

    • Sabino Berardino

      (9 settembre 2013 - 01:12)

      non bisogna dimenticare che ‘sti siti qui prendono il 50% + IVA del prezzo della promozione
      al ristoratore (o a chiunque altro ci si lanci) restano solo le briciole . . .

  • lido

    (12 novembre 2011 - 17:24)

    Ci sono varie considerazioni da fare ,questi clienti sono avventori spesso occasionali viaggiatori, comprano pacchetti, tipo last minut,
    prima i voli poi le camere ora il cibo e via via, ci sono clienti appassionati di cibo e vini che girano per ristoranti o trattorie ben definite per scoprire un territorio, e di conseguenza pure i prodotti gastronomici, come dice una importante guida rossa ci sono ristoranti che meritano un viaggio, e ci sono viaggi che richiedono un nutrimento basta che sia, due facce della medaglia entrambe rispettabili, bisogna essere bravi a far roteare e cadere dalla giusta parte la medaglia prima in aria lanciata. ciao lido.

  • Mario Stingone

    (12 novembre 2011 - 19:24)

    Nessuno ha considerato che oggi la pubblicità su un giornale o su una rivista ha un costo considerevole con il rischio di essere vista da pochi lettori e magari subito dimenticata; mentre una proposta pubblicitaria dei vari: LetsBonus e Groupon, groupitalia ecc. ti arriva via mail sul pc e non la vedi come una mail invasiva in quanto hai scelto tu di riceverla e poi ti propone delle attività ad un prezzo ridotto . Per il ristoratore vendere 500 ticket per una cena (alla metà del prezzo indicato nel menù) è un investimento: significa essere provato da nuovi e potenziali clienti e penso che il ristoratore abbia tutti i buoni motivi di presentare piatti di qualità a commensali altrimenti si perderebbe l’effetto di tutta l’operazione.

    • Monica Piscitelli

      (12 novembre 2011 - 21:40)

      Sono d’accordo, questo è un aspetto che m vede favorevole, come dicevo nel pezzo.

  • Lello Tornatore

    (12 novembre 2011 - 19:59)

    Cari amici ristoratori, se ancora non ci siete riusciti…questo è il migliore sistema per ” cappottarsi ” ;-))

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (12 novembre 2011 - 23:09)

      detto senza troppe cerimonie, Lello, ma sicuramente efficace!

  • Salvatore

    (12 novembre 2011 - 20:03)

    Caro Angelo, concordo in parte ciò che tu dici. Personalmente conosco anche ragazzi da poco diplomati all’istituto alberghiero che vengono chiamati il Sabato e la domenica per 30/40 euro a prestare servizio in banchetti nuziali dove il costo non è mai inferiore ai 130/150 Euro a persona.

  • Monica Piscitelli

    (12 novembre 2011 - 21:39)

    Sono contenta che questo post abbia sollevato un bel dibattito. Era quello che speravo. Il tema è attuale ed è anche delicato. Credo sia la più palese delle dimostrazioni di come possa stridere l’essere “snob” e l’essere pratico. In America una questione del genere si ridimensionerebbe facilmente. I ristoranti di un certo tono di questi tempi hanno vita difficile perchè, loro si, scivoloni di stile non possono permetterseli.
    Per gli altri, per quelli di fascia media, ad esempio, io credo che, a patto di non svendere una cena e di mantenere un adeguato il livello qualitativo dei piatti e ingredienti.
    Circa i budget piccoli e grandi. Bisogna decisamente tenere conto di chi risparmia i soldi non per andare nel tristellato ma perfino per andare in pizzeria una volta al mese con la famiglia. Credo che alla lunga questi portali dovranno introdurre anche una valutazione dei feed back, il livello di soddisfazione di ci ha acquistato il coupon. Nel senso che dovranno porsi il problema di essere un veicolo di una certa qualità. Magari facendo offerte per il solo settore ristoranti e innalzando il livello. Per ora credo siano nella fase di scegliere un pò a naso. Di certo una volta partita una mail di offerte, so da alcuni ristoratori, che si viene tempestati di chiamate. Tanto è che l’utente deve assicurarsi di riuscire a sfruttare il coupon nel tempo che ha a disposizione (punto delicato) senza che nessuna delle date che gli vengono proposte non corrispondano ai suoi interessi. Insomma: per far cassa va bene. Ed io credo anche che se il prodotto si rivela interessante, perchè no, in quel locale si può anche tornare. Del resto anche l’ottimo trucco di Dior in alcune sedute si prova gratis … ma poi si compra. No?
    Al signore scettico, @Massimiliano, volevo dire che fa bene ad analizzare lo strumento. Diciamo che tra affiggere un manifesto in tutta la città e inviare con sistematicità una newsletter credo che non ci sia paragone: meglio la seconda. Se i contenuti sono interessanti e mirati. I contatti, nel caso di questi due portali, sono targettizzati e si da per scontato che, avendo sottoscritto una newsletter del genere, siano già ben propensi alla spesa. Sono utenti in cerca di qualcosa. Taluni sono acquirenti seriali di coupon, altri curiosano e selezionano anche secondo un criterio di rapporto prezzo/qualità. Questi sono i più interessanti perchè magari provano e tornano.

    • Vittorio Figurehead

      (14 novembre 2011 - 18:13)

      Aggiungerei un altro paio di elementi di valutazione: lo strumento Groupon rappresenta una efficace sintesi di 2 elementi tradizionali; lo “sconto” come primo step per una possibile fidelizzazione del cliente, e lo strumento di direct-marketing per la comunicazione con l’utente finale.
      Proviamo a scorporare allora le due cose e chiediamoci se lo “sconto” in se può o meno essere uno strumento valido di propozione in ambito ristorazione di qualità. Chiediamoci se serate a tema a prezzo fisso, menù degustazione, operazioni tipo il bottle sharing possono essere efficaci veicoli di fidelizzazione di futuri clienti.
      Chiediamoci ancora quanto i ristoratori siano capaci di fidelizzare un cliente “one shot” (la classica “botta e via”).
      D’altra parte, il direct marketing, strumento dalla comprovata efficacia, nasconde sempre l’insidia dell’invasività: certo, ora chiunque si gira i propri groupon alla ricerca dell’offerta del momento, ma quanto durerà? Quanto ci metterà Groupon o similari a diventare spam? Quando l’appetibilità del messaggio scemerà?
      Per concludere: il ristoratore intelligente e capace potrà, se lo ritiene opportuno, sfruttare lo strumento di marketing del momento giocando sull’effetto curiosità, ma facendo ben mente locale sulle tempistiche di efficacia del mezzo stesso e sulla capacità di gestione del cliente una volta che ha varcato la soglia del proprio locale, tenedo presente che il cliente stesso è stato veicolato attraverso un canale atipico.

      • Monica Piscitelli

        (14 novembre 2011 - 21:51)

        Molto interessante, Concordo anche io sulle tue conclusioni. E’ una carta che va giocata bene, da certi locali che possono sfruttarne la potenza.

  • Giancarlo Maffi

    (12 novembre 2011 - 21:51)

    Caro Paride , ho vissuto 10 anni in Francia e le assicuro che l classe operaia non guadagna certo molto piu’ dei 1100 italiani. Evidentemente risparmiano su cose che noi riteniamo piu’ importanti . Sui tre figli, posso capire. Pero’ non l’ha ordinato il medico. E nemmeno qualcuno di piu’ importante, che disse, e’ vero, ” andate e moltiplicatevi”. Ma forse non pensava a tanto zelo:-)

    • Monica Piscitelli

      (12 novembre 2011 - 22:05)

      Concordo con te. Il punto forse è che in Francia un tot di cultura gastronomica è generalmente diffuso. Andare una volta in un bistellato può verosimilmente essere un obiettivo di vita almeno quanto per il nostro operaio avere l’ultimo palmare o un giubbotto di marca. Molta gente pensa che mangiare per 300 euro non valga la pena perchè è una cosa che non resta. Ma solo perchè non tiene conto che è un’esperienza per tutta la vita. Come un viaggio. Molti non si muovono dalla propria patria adducendo motivi di budget ma poi restando in Italia spendendo il triplo o magari hanno in tasca un telefonino che il globtrotter neanche si sogna. Questione di priorità. Ognuno ha le sue.

      Mi piacerebbe che qualche chef ci dicesse se ha utilizzato questi portali, come si è trovato e se ha funzionato. Sono tornati? Quante prenotazioni ha avuto?

      • Paride

        (13 novembre 2011 - 11:12)

        Meglio Bottura che un erede!! :-)

  • Carmine

    (13 novembre 2011 - 10:34)

    In qualsiasi momento di crisi,politica,sociale,ma specialmente economica e finanziaria,la prima spesa ad essere abolita è quella per la cultura:teatri cinema libri e anche quelli relativi alla cultura enogastronomica.Tant’è!Che poi esiste sempre una sperequazione tra costo del venduto e prezzo è innegabile.Sostenere i costi di una azienda ,sia essa un tristellato che l’ultima bettola è l’obiettivo primario,come anche ridurre i margini operativi netti dell imprenditore è diventato il tema.Si scontano,in un momento congiunturale così complicato,e drammatico,anni di errori,improvvisazioni,privilegi non più sostenibili.Il cibo e il vino come servizio,la spesa a km zero,un rapporto sano dentro la filiera della distribuzione,eliminazione di inutili orpelli.E’ il settore che deve aiutarsi, e groupon è un mezzo.Ad essere pieni sono sempre locali di fascia medio bassa e pizzerie:questo significherà pure qualcosa,al netto di francesismi,cultura del cibo,straccioni e analfabeti.Insomma è diventato insopportabile sedersi a mangiare e spendere un corrispettivo insostenibile:il cibo buono non deve essere un lusso ma un servizio che deve raggiungere quanta più gente.

  • Francesco

    (13 novembre 2011 - 11:01)

    La cosa che più mi fa ridere sono quelle recensioni di persone tristi che visitano ristoranti muniti di coupon e si aspettano di ricevere lo stesso trattamento di chi è sprovvisto di maxi-offerta-saldi. E’ ovvio che non si possa offrire lo stesso servizio e qualità ad un “risparmiatore” altrimenti facciamo passare i clienti normali per fessi; e dal momento che quasi inevitabilmente cucina e servizio saranno “scontati” anch’essi, ma sulla qualità, l’unica cosa che rimane è l’ambiente. Mi dite dunque che senso ha? Si offre un servizio di bassa qualità e poco attento a chi si aspetta invece la maxi-offerta. La percentuale di persone che tornerà nel nostro locale sarà bassissima, la reputazione del nostro locale scenderà (a causa della qualità anch’essa al (50%) e noi ci ritroveremo momentaneamente con 4 spiccioli in tasca.

    Onestamente la persona comune che approfitta di queste offerte legate alla ristorazione le possiamo dividere in tre categorie:

    Il curioso: non ha mai mangiato sushi e gli capita un’offerta “paghi 15, mangi 30″.

    Il tirchio: vuole fare bella figura con la compagna e la porta in ristorante pseudo-elegnte (vedi George’s) pensando di essere un tipo chic.

    Il divoratore di offerte: è quello che al supermercato non puó resistere alle offerte 3×2 sui rotoloni Regina, sconti e promozioni su qualunque cosa sono irresistibili.

  • ennio liguori

    (13 novembre 2011 - 11:10)

    i racconto la mia esperienza: Ho acquistato, mesi fa un coupon per un ristorante del Vomero che mi appariva molto interessante: Ci sono andato e devo dire che è stata una piacevole sorpresa.Ottima cucina tosco-campana, sommeiller in sala. possibilità di gustare vini al calice da una macchina automatica. L’esperienza è stata cosi piacevole che dopo qualche tempo ci sono tornato. Senza coupon questa volta.
    L’accoglienza è stata cordiale. la cena decisamente buona ed il conto adeguato. Tutto bene allora? Non direi, perchè il ristorante in questione ha cessato l’attività

  • leo

    (13 novembre 2011 - 11:32)

    Ottimo pezzo, Monica ! per curiosità anche a me arrivano le offerte Groupon e spesso vado a controllare quale ristorante lancia le offerte. Nella mia zona purtroppo sono quasi sempre locali di periferia e mai, dico mai, un locale conosciuto. Questo non toglie che magari si mangi benissimo a prezzi ridicoli. Mi era venuto in mente di caricare il “sempre pronto” Maffi e di provarne uno ma un po’ la pigrizia innata e un po’ le previsioni pessimistiche mi hanno fatto desistere.

    La fortuna che hanno avuto Liguori ed altri credo sia però abbastanza rara.

    Leggete cosa scrive il popolare (e populista) Tripadvisor, di solito moooolto accondiscendente con questa tipologia di locali. Questa descrizione riguarda un locale di Roma che potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere quel ristorante di cui qualche blog, cadendo dal pero, ha definito un conto di 63 euro a testa “salatissimo”:

    Premetto che siamo stati al ristorante con dei coupon che garantivano un menu del valore di 109 euro al prezzo di 39.
    Il menu avrebbe dovuto consistere in in:
    2 antipasti di mare;
    Due primi a scelta;
    Due secondi a scelta tra trittico di baccalà e selezioni di formaggi valdostani e piemontesi;
    Dolce o frutta;
    Acqua.
    Il cameriere dopo averci fatto aspettare 30 minuti per le ordinazioni esordisce dicendoci: “Voi siete con il coupon? Bene! Diamo inizio alle ostilità!!” Sembrava ironico ma alla fine abbiamo capito che non lo era. Senza chiedere cosa volevamo iniziano a portare le pietanze.
    Ci portano:
    2 antipastini miseri di mare (calamari e carpaccio di salmone) sufficienti.
    I primi non erano a scelta, ma li hanno scelti loro per noi: due risotti (mezze porzioni) alla crema di scampi. Pessimi.Il piatto alternava mucchi di riso scondito (veramente parti di riso bianco ammassato) a zone colorate di sugo..
    I secondi erano due porzioni di baccalà che a dir la verità erano discreti ma non ci hanno chiesto se volevamo i famosi formaggi..e tra l’altro mancava uno dei tre baccalà…
    Per la frutta chiesi del melone bianco: dopo 15 minuti di attesa si accorgono di non averlo.
    Ho constatato che il cattivo servizio era rivolto anche ai poveri turisti che venivani insistentemente invitati a ordinare la stessa pietanza per tutti i commensali.

    In sintesi: scortesia, menù del valore di 109 euro rivisitato in uno che ne valeva 20 (al limite del valore del coupon), qualità che si alternava tra scarsezza e mediocrità.

    Sconsigliatissimo: alla larga!

    Visitato a Maggio 2011

    • Monica Piscitelli

      (13 novembre 2011 - 11:47)

      Grazie Ennio e Leo per la concretezza di questi interventi. Da persona che si occupa di comunicazione mi sforzavo di valutare il mezzo. Dunque mi sembra di capire che, a meno che il locale non chiuda, se il servizio è adeguato, se l’aspettativa è soddisfatta o addirittura superata, teoricamente, quel locale diventa un indirizzo dove tornare. Anche le persone che erano a Roma magari lo avrebbero fatto. A questo punto si avvalora l’idea che non è il canale “disdicevole” ma l’uso che se ne fa. Resta il fatto che ameno di creare un newsletter per gourmet dove mettere il meglio un locale più “impegnativo” non può promuoversi così. Oppure si?

  • Fabrizio Todisco

    (13 novembre 2011 - 13:04)

    Credo che groupon deve essere considerato solo esclusivamente dal punto di vista del marketing, quindi rappresenta un costo e non un ricavo, questo non è un passaggio che tutti hanno colto! Mi piace l’articolo ma non sono stati evidenziati alcuni aspetti importanti come il costo del servizio e i ritorni che non sono sempre positivi in termini di reputation e fidelity. Monica non so com’è la situazione per quanto riguarda la ristorazione, posso solo dirti che per quanto riguarda l’alberghiero per me groupon è un suicidio, qui puoi leggere un interessante case history http://www.fabriziotodisco.com/ancora-su-groupon-ma-con-dati-alla-mano/

    Saluti

    Fabrizio

    • Monica Piscitelli

      (13 novembre 2011 - 20:51)

      caro Fabrizio grazie del tuo contributo. Ho visto che ti sei occupato del tema nel campo dell’alberghiero. Groupon o LetsBonus sono un costo si. Ma il costo contatto mi sembra favorevole. Inoltre molti contatti si traduco in acquisti. Concordo con @Angelo che è una carta che molti giocano male. Non vedo il senso di vendere un coupon a prezzi stracciati per finire a trattare male il cliente. Inteso come canale per piazzare pasti è misero, invece non è da disdegnare come investimento promozionale. In questo secondo caso il coupon dovrebbe rappresentare un ridicolo contributo al ripianare i costi in vista, a patto che si sia trattato bene il cliente, di un suo ritorno a prezzo pieno.

  • guglielmo vuolo

    (13 novembre 2011 - 16:11)

    Monica cosa ne penso, non e tanto facile perchè ormai si tratta solo di esigenze io non amo questo modello di lavoro ma mi rendo conto che potrebbe diventare necessita in tal caso pazienza sicuramente non significherebbe che il prodotto non sia buono a me è stato insegnato da mia nonna prima poi da mio padre che la qualità e importante quindi continuerò come ho sempre fatto unendo qualità prezzo per ora sembra che funzioni poi vedremo. Nel campo della ristorazione sono entrato a farne parte da un anno per me nuova come esperienza è un campo difficile ma anche qui ho adottato la stessa filosofia che mi ha portato un discreto successo….Guglielmo Vuolo

  • Angelo Di Costanzo

    (13 novembre 2011 - 20:43)

    Vedete, la cosa triste, tristissima, che fa cadere le braccia non è tanto la presa di posizione pro o contro groupon, e forse nemmeno quanto convenga o meno aderire a queste iniziative che chiamatele come volete, pure marketing (ma per chi?), ma è ciò che si evince dal racconto di Leo qui sopra.

    Mi spiego meglio. Andare al Risto con un cupon significa che si è preparati, e non certo al meglio. E chi sceglie di aderire, parlo delle imprese, a questi “gratta e vinci” va per trattare questi clienti non come quel valore aggiunto – quella “opportunità” sollevata da qualcuno prima – ma come “casi” di cui liberarsi in fretta. Le vere merde in questa situazione alla fine sono proprio ristoratori, camerieri ecc.. che se ne escono con frasi del tipo “Voi siete con il coupon? Bene! Diamo inizio alle ostilità!!”…

  • Mario Stingone

    (13 novembre 2011 - 21:23)

    Non mi risulta che i possessori del coupon vengono trattati in modo diverso . La verità è invece un’altra che spesso il locale non è soddisfacente a priori . La crisi si percepisce si lavora solo nei fine settimana e basta si preferiscono le pizzerie perché costano di meno e i ristoranti perdono clienti e cercano di attrezzarsi alla meglio pur di conquistare clienti.

  • Mario Stingone

    (13 novembre 2011 - 21:37)

    Questo addirittura parla di prodotti Slow Food forse senza averne nessun titolo !
    Vogliamo fare una prova è compare una decina di coupon e ci andiamo tutti insieme ?

    http://it.groupalia.com/sconti-napoli/sconto-osteria-agliara-cena.html

    • Monica Piscitelli

      (13 novembre 2011 - 22:13)

      Io sono d’accordo. Andiamo in spedizione in un locale non male (possiamo selezionarlo nelle prossime newsletter) e vediamo come ci trattano.

      • leo

        (13 novembre 2011 - 22:49)

        Buona idea ! un paio in Campania, un paio in Toscana e un paio nel profondo nord. Così verifichiamo cosa succede veramente.

        • sabino

          (13 novembre 2011 - 23:48)

          (in Toscana) vengo solo se non è un postaccio !
          ;-)

      • Giuseppe Fedele

        (14 novembre 2011 - 09:35)

        Non ci cononosciamo però a me farebbe piacere fare parte della vostra spedizione. Come si fa per partecipare ????

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (13 novembre 2011 - 23:17)

      idea eccellente… ci sto!!

  • Monica Piscitelli

    (14 novembre 2011 - 01:00)

    Bene: si va in missione. Credo che possiamo organizzare tre gruppi, 1 capospedizione per gruppo. Gruppo Nord, Gruppo Centro, Gruppo Sud, o un solo gruppo a Roma. Si accettano candidature e missionari. Dico davvero: si compra il coupon e si va anonimi. : )
    m.piscitelli (at) yahoo.com per l’organizzazione. : ) Ma io in barca vela o a fare la ceretta con coi no! : ) Si cena in locale di classe : 3 kg di carne per due al prezzo di uno. Ecc. Pronti via!

    • Lello Tornatore

      (14 novembre 2011 - 08:58)

      Monica, perchè non comprate il coupon per venire da me? C’ho uno stock di favolose pezzogne in promozione…innaffiate da un Fiano del Cilento regalatomi da Malgi, e poi se fate i bravi, vi preparo una cacio e pepe all’irpina che fa resuscitare i morti…Vi aspetto ;-))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

      • Monica Piscitelli

        (14 novembre 2011 - 13:20)

        Metti on line l’offerta noi veniamo e facciamo finta di non conoscerci. Tu ci tratti male come sempre e tutti sono felici.

  • Giancarlo Maffi

    (14 novembre 2011 - 07:38)

    A scanso di equivoci e speranze dico subito che il ” sempre pronto Maffi” di leo si chiama fuori. Sono già’ impegnato per una grossa e probabile bufala milanese: un nuovo ristorante celebratissimo di un grande stilista, con consulenza celebrata in pompa magna, senza nemmeno chef titolare. Temo che lo prenderò dans le derriere elegantemente, quindi questi esperimenti fateli da soli

    • Monica Piscitelli

      (14 novembre 2011 - 08:47)

      Peccato Maffi: per una volta saresti stato mio ospite. : ) Non vuoi diventare con noi l’incubo dei couponisti? : (

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (14 novembre 2011 - 10:52)

      Maffi, non puoi venir meno proprio tu, il Principe dei fustigatori! :-D

      • Lello Tornatore

        (14 novembre 2011 - 11:39)

        Non si occupa più di gastronomia!!! Ora che non abbiamo più il cavaliere, valuta… lingerie ;-))

        • Monica Piscitelli

          (14 novembre 2011 - 13:19)

          E se gli mostriamo la nostra, viene? ; )

  • anna ruggiero

    (15 novembre 2011 - 17:52)

    Cara Monica,
    condivido con voi alcune riflessioni su Groupon.
    Da consumatore abbiamo sempre meno tempo per scegliere dove passare le nostre serate e siamo curiosi di provare cose nuove. Groupon ti risolve il problema in modo semplice e quotidiano offrendoti una scheda completa di informazioni sul locale. L’acquisto non è obbligatorio. La segnalazione però ti crea curiosità. Acquistando il coupon provi il locale limitando il rischio economico. Se ti piace ti fidelizzi e lo inserisci nell’elenco dei locali da ricordare. Per l’azienda l’impatto di immagine è notevole, entra nelle email di centinaia di consumatori che diversamente non la conoscerebbe. Sostiene il costo solo se il consumatore sceglie di usufruire dell’offerta. Ma ottiene comunque il vantaggio di farsi conoscere anche dai consumatori che non hanno scelto di acquistare il coupon. Il suo nome gira e viene reso noto anche in altra città, genera traffico nei motori di ricerca e c’è una traccia della loro esistenza anche per le aziende che sono prive di qualsiasi informazione informatica e non posseggono sito web.
    Le attuali proposte groupon sono dedicate ad un mercato consumer ma nulla toglie che possa sviluppare anche un area di più alto profilo. Come strumento di comunicazione groupon mi piace perchè mi fornisce informazioni immediate sui locali di una città e la scelta è semplice ed immediata. Trovo che sia anche una buona soluzione per rilanciare il nome di una struttura commerciale, ricordando che è uno strumento di comunicazione che deve sommarsi ad una strategia complessiva di crescita di un impresa.
    Non banalizzerei il suo uso al solo sconto. Gli avventori ci sono sempre. Ma la chiarezza delle informazioni consente alle persone di scegliere. E’ costume nei locali campani fornire informazioni carenti. Sovente manca un menù chiaro, la carta dei vini, anche l’indicazione precisa dell’indirizzo. Non si sa bene cosa preparino e che tipo di cucina propongono.
    Groupon almeno mappa le imprese che vogliono dare informazioni primarie con le sue offerte.
    Certo non certifica la qualità del servizio.

  • Mario Stingone

    (15 novembre 2011 - 18:44)

    Condivido in toto quello che ha scritto Anna . L’azienda che aderisce a Groupon se è gestita da persone serie prima ancora che intelligenti ne avranno un ritorno notevole di immagine
    .

  • susy

    (25 gennaio 2012 - 18:34)

    io mi trovo molto bene con questo sito poinx.it ………….e credo che la pubblicita’ sia l’anima del commercio quindi dipende da come uno vuole impostare la sua attivita’ .

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