Costa d’Amalfi, Marisa Cuomo raccontata da un giornalista americano

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Marisa Cuomo e Andrea Ferrajoli

 

di Tom Hyland

La produzione di vino è speciale in ogni parte d’Italia. Le condizioni meteorologiche, i suoli e le esposizioni dei vigneti cambiano. Poi ci sono le uve. Nessuno sa esattamente quante siano le varietà in tutto il Paese ma dovrebbero essere all’incirca tra 2000 e 3000.

Tutti questi fattori si combinano in maniera tale che rendono la viticoltura della regione abbastanza caratteristica ovunque in Italia. Poi c’è la costiera amalfitana. Conosciuta come uno dei più bei posti al mondo, è un’area di viticoltura estrema in cui vengono prodotti alcuni dei vini più unici al mondo su terreni in collina spesso colpiti da forti venti. Il lavoro è pesante ma i risultati sono sempre notevoli e spesso spettacolari; è in questa zona che Marisa Cuomo e il suo enologo/marito Andrea Ferraioli producono alcuni dei vini più particolari di tutta l’Italia.

La cantina e i vigneti sono collocati nel piccolo paese di Furore tra le famosi frazioni di Positano e Amalfi. Furore non è conosciuta come questi ultimi due centri soprattutto perché non è sulla strada costiera ma leggermente fuori dall’arteria principale. Questo è, per mancanza di un termine migliore, un paese verticale, siccome la strada principale che si insinua attraverso il paese inizia sotto i vigneti e le case e va giù fino a qualche metro sotto il mare.

Marisa Cuomo, il vigneto di Furore (foto di Giulia Cannada Bartoli)

Dalla strada che va giù verso Furore si ha una vista abbagliante; non appena darete un’occhiata verso il cielo vedrete automobili che sembrano minuscole che vanno giù lungo la strada mentre la vista giù verso il mare è mozzafiato, specialmente quando la mattina presto o nel tardo pomeriggio la nebbia si estende nell’area.

 

Come in altre zone della Campania in tutta la costiera amalfitana sono piantate le varietà locali; qui a Furore Ferraioli lavora con le varietà bianche come Biancolella, Ginestra e Fenile mentre l’Aglianico e il Piedirosso sono le uve rosse. I rossi di Marisa Cuomo sono eccellenti (insieme con un bellissimo rosato secco), ma i suoi vini bianchi rendono così rinomata la tenuta.

Il Furore Bianco, un blend di Falanghina e Biancolella, è invecchiato esclusivamente in acciaio inox e e offre note di limone e pompelmo con una vibrante acidità dei bianchi locali; il Ravello Bianco, ottenuto da un blend simile dal vicino paese di Ravello, ha uno stile simile, sebbene meno concentrato del vino di Furore.

Marisa Cuomo, la cantina scavata nella roccia (foto di Giulia Cannada Bartoli)

Il vino più completo prodotto nella tenuta è il Furore Bianco chiamato Fior d’uva, un blend di Fenile, Ginestra e Ripoli. Ferraioli fermenta parte del mosto in barrique e poi invecchia il vino in botte; il risultato è un superbo bianco di profonda concentrazione. Ci sono le consuete fragranze tropicali e di agrumi come anche note di crema di limone che conferiscono a questo vino un carattere di unicità tra i bianchi di Amalfi. Questo è un bianco emozionante al momento della messa in commercio ma mostra una più grande complessità dopo cinque o sei anni. La 2008 recentemente messa in commercio è una dei migliori esempi mai assaggiati con una struttura di grande effetto  e tempi di invecchiamento che vanno da sette a dieci anni.

 

Una nota sui vini di Furore; a causa de forti venti dal mare, è usato il sistema a pergolato. Questo metodo è usato anche in altre regioni italiane come l’Alto Adige e il Veneto (specialmente nel Soave e in forma minore nella Valpolicella),  in questo modo si fornisce ombra e si diminuisce la quantità di sole che è un fattore particolarmente importante in Campania. La vista di questi vigneti su questi ripidi pendii appollaiati sul mare è davvero meravigliosa.

Marisa Cuomo, vite centenaria nel muro

Se avete l’opportunità di visitare Furore visitate la tenuta di Marisa Cuomo e fermatevi per il pranzo o la cena al ristorante Bacco dove potrete gustare pesce arrostito (polipi, gamberetti e altro) con questi bianchi deliziosi; il gusto terroso del pesce fa risaltare la meravigliosa acidità dei bianchi. potreste cogliere l’occasione di bere un bicchiere di vino con Marisa o Andrea, ma se non ci riuscite, vi garantisco che non dimenticherete mai quest’esperienza, siccome celebrerete la bellezza della costiera amalfitana attraverso i suoi paesaggi, il cibo e gli splendidi vini bianchi!

Traduzione di Novella Talamo

Qui l’intervista di Marisa Cuomo a PignaTV

3 commenti

  • Marco Contursi

    (4 maggio 2010 - 08:58)

    Bere il fior d’uva,in dolce compagnia,seduto ad un tavolo di Bacco con lo sguardo che si perde nell’azzurro del mare che bagna la costa più bella del mondo ……….ricordi preziosi del tempo che fu.

  • tom hyland

    (4 maggio 2010 - 16:17)

    Luciano:

    Grazie per la traduzione!

  • gaspare pellecchia

    (4 maggio 2010 - 21:02)

    come molti sapranno ho visitato recentemente l’azienda: lì una chiacchierata ininterrotta di tre ore, intense intense, con il sig. andrea ferraioli.
    lì conduce uno tra i più bei vigneti della campania, nel massimo della tradizione. e quasi certamente gestisce una tra le più belle cantine col massimo della tecnologia.
    i vini sono immediati, lievi eppur molto strutturati, chiari e comprensibili, di grande consistenza.
    mi è piaciuto il furore bianco base su tutti, connotato da un eccellente rapporto qualità prezzo.

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