Cunto Pallagrello Nero 2006 Campania igt

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ALOIS

Uva: pallagrello nero
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Cominciamo a mettere qualche paletto: questo è il primo Pallagrello Nero in purezza della cantina Alois, il primo fatto da Riccardo Cotarella, il primo pensato nella igt Campania e non nella più classica Terre del Volturno. Questo per gli amanti delle statistiche e delle definizioni normative che, vi assicuro, non sono pochi neanche in un mondo così imperfetto quale quello del vino. Siamo di fronte ad un vino dalla grande personalità, molto più difficile da domare di quanto si possa pensare, la mia impressione è che l’enologo, anche sulla scia di altri Pallagrello, parlo dell’Ambruco di Manuela e Peppe di Terre del Principe fatto da Luigi Moio e di quello della Vestini Campagnano pensato da Paolo Caciorgna, abbia imboccato più o meno la stessa strada in cui lo speziato dolce ha un valore quasi di marker varietale più che essere un dono del legno. E in effetti Riccardo, sulla scorta di quanto da lui stesso teorizzato ormai sin dalla stagione 2002-2003, ha fatto fare sia la fermentazione alcolica che la malolattica in acciaio prima dell’elevamento in barrique per sei mesi con il chiaro intento di non esagerare con il legno. Il risultato è un vino di grande potenza e varietà olfattiva, seguono evidenti note balsamiche, leggero caffé tostato, molto intenso e persistente, un ingresso apparentemente in  piena corrispondenza con il naso quando si bagna la punta della lingua e si percepisce così la sensazione netta di dolce. Ma è una finta, il prosieguo della beva ha una trama narrativa a questo punto inaspettata perché l’irrequietezza del vitigno riprende il sopravvento esibendo una fascia muscolare notevole intrisa di freschezza, struttura, mineralità e persino di tannini ancora bisognosi di vetro per potersi ricomporre in via più definitiva. Nonostante queste spigolosità dovute alla giovinezza della bottiglia, il Cunto ha una beva abbastanza immediata e appagante, con un finale in cui il frutto riprende deciso il controllo delle papille gustative. Un rosso dunque molto interessante, per certi versi estremo nelle sue manifestazioni, di lungo corso, che rivela tra l’altro una magnifica vendemmia 2006 e, al tempo stesso, la possibilità per questo vitigno di potere e dovere affrontare un discreto viaggio nel tempo prima di spiegarsi al massimo delle sue possibilità. Ancora una volta l’areale di Pontelatone conferma la sua vocazione alle uve a bacca rossa con una interpretazione ricca di personalità. Lo vediamo bene con una formaggetta di capra a pasta molle.

Sede a Pontelatone, località Audelino, via Regazzano. Tel. e fax 0823.876710. info@vinialois.it www.vinialois.it Enologo: Riccardo Cotarella. Ettari: 13 di proprietà. Bottiglie prodotte:50.000. Vitigni: casavecchia, aglianico, pallagrello nero e pallagrello bianco.