LOCALI STORICI D’ITALIA
Via Alabardieri 30
Tel. Fax 081 418555
www.umberto.it
Sempre aperto, chiuso il lunedì
Ferie: tre settimane ad agosto
La storia di questo locale al centro di Napoli, alle spalle di Piazza dei Martiri, comincia nel 1916, quando Ermelinda ed Umberto di Porzio aprirono una piccola trattoria conosciuta come Don Umberto. Ermelinda, nonna degli attuali titolari Linda, Lorella, Roberta e Massimo, dietro ai fornelli preparava la più classica cucina napoletana: ragù, braciole e stoccafisso con patate. I quattro figli aiutavano i genitori nella gestione della piccola cantina, famosa per la qualità del vino che Don Umberto acquistava direttamente nelle botti. Nel 1926 il salto, la piccola trattoria si trasforma in un vero e proprio Ristorante Pizzeria, inizia così la storia della pizza “Umberto” famosa per la pasta e gli ingredienti di qualità. All’inizio degli anni ‘50 Don Umberto cede il testimone ai due figli maschi che hanno portato avanti e tramandato ai rispettivi figli, un luogo dove, gioie, fatica, sofferenze e tradizione si respirano con emozione.
Il menù parte con le pizze: la verace pizza napoletana (mozzarella di bufala, pomodoro, olio extra vergine di oliva e basilico), quelle classiche servite dal 1926 come la margherita e la marinara, l’imperdibile ripieno fritto o al forno, la scarpariello (pomodoro, aglio, parmigiano e pepe) e la Umberto, alla pescatora con polpi calamari e gamberetti. Seguono poi quelle di gusti più moderni, magari anche per un pubblico internazionale che frequenta il locale. Da non perdere il trionfale piatto delle pizze storiche assortite, presentate tutte insieme in formato mini, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il locale offre una vasta quanto tradizionale scelta molto equilibrata tra terra e mare. Intriganti gli antipasti: cozze al gratin e le polpettine di pesce bandiera con gazspacho di pomodoro, i fiorilli fritti e gli involtini di peperoni, bocconcini di mozzarella, e crudo, ottimi, ma in sé scontati, se non fossero accompagnati da una torta rustica ai fichi dal sapore cilentano. I primi piatti utilizzano tutti la pasta di Gragnano con ricette tradizionali tra le quali i tubettoni d’ ‘o treddeta (con polpetti veraci, olive nere, capperi e pomodorini), dal soprannome di Don Umberto che aveva perso due dita in un incidente. Da non perdere la zuppa di “spollichini alla maruzzara” con origano, pomodorini e spezie. I secondi di mare e di terra sono fortemente legati al territorio: grande utilizzo del pesce bandiera, notevole la tradizionale zuppa di totani e patate della costiera. Anche le carni hanno una connotazione locale: da assaggiare il Filetto “Ebro” con aglianico passito e prosciutto crudo, il petto di pollo alla Potentina con pomodorini secchi e olive nere, il Polpettone alla napoletana con tortino di patate e la gustosa scaloppina all’Avellinese – con funghi, pomodori e peperoncino. Ricca ed ispirata alla tradizione “ magnafoglia” dei napoletani, la scelta dei contorni: i ‘canonici imbottiti’, melanzane e peperoni ripieni, l’insalatona di Sorrento con cetrioli, pomodori di Sorrento da non perdere i peperoncini verdi al pomodoro fresco, le zucchine alla “scapece”. Irresistibile la parmigiana di melanzane servita tiepida nel “pignatiello”. Si chiude in dolcezza con dolci artigianali della tradizione : la torta caprese, le delizie al limone, babà ed una deliziosa e leggera torta ricotta e pere fatta in casa. Ricchissima ed opera della brava Lorella di Porzio, Donna del vino e Sommelier la carta dei vini. Grande e qualificata presenza di tutti i vini campani autoctoni, con un’occhio molto attento anche agli emergenti. Di grande livello le etichette nazionali ed estere, compresa la scelta dei vini da dessert, grappe e distillati. Una chicca? La selezione degli oli extravergine di oliva tra cui spiccano i dop campani. Ottimo il rapporto prezzo qualità: conto sui 35 euro. Il locale fa parte dell’esclusivo club Locali Storici d’Italia.
Scheda di Giulia Cannada Bartoli


















