D'Ambra, un biancolella per salutare l'estate

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25 agosto 2001

Tenuta Frassitelli, a 600 metri sul livello del mare, un panorama mozzafiato sul mare ischitano: qui è stata costruita la prima monorotaia in forte pendenza che su un percorso di poco meno di un chilometro arranca tra quattro ettari di vigneti. Così è stata salvato quello che a lungo è stato l’unico esempio di viticoltura di montagna nel Sud, essendo ormai diventata troppo costosa la raccolta manuale come si usava fare un tempo. Su questo terreno vulcanico la Biancolella esprime, grazie anche alla forte escursione termica, il meglio di sé e il Tenuta Frassitelli resta uno dei calci di rigore della D’Ambra Vini d’Ischia (Panza, via Mario D’Ambra, 16. Telefono 081 907210 o 907246) una delle più antiche aziende campane che, con Mastroberardino, ha per molti decenni rappresentato la produzione regionale in Italia e all’estero. Ed è con il Biancolella di Andrea D’Ambra, l’unico nipote rimasto alla guida della casa fondata nel 1888 dal nonno Francesco dopo varie vicissitudini, che possiamo salutare questa estate prima di rientrare nei ranghi. La ginestra nel bicchiere ricorda al naso il Mediterraneo vicino ma ormai lontano, l’alcool consente di affrontare senza difficoltà anche un bel coniglio all’ischitana. Un classico bianco della tradizione campana, insomma. Poiché la qualità di una azienda si misura anche, o forse soprattutto, sul prodotto base (remember la famosa prova dell’uovo fritto nella cucina francese) dichiariamo la nostra soddisfazione, maturata ormai dieci anni fa e mai venuta meno, anche per il Biancolella base, aiutato da vitigni autoctoni dell’Isola Verde quali il Forastera, il San Lunardo e la Rilla per un 15 per cento. Coraggio dunque, ancora un sorso di bianco per una estate senza rimpianti, prima di affrontare i grandi rossi del Regno delle Due Sicilie di cui ci accingiamo a narrarvi le gesta.