Si sono appena concluse a Paestum le degustazioni per la nuova guida Slow Food dedicate alla Campania, alla Basilicata e alla Calabria. Gaspare Pellecchia ci ha inviato i suoi appunti grezzi, le sue impressioni che vi giriamo e che ovviamente non anticipano alcun giudizio collettivo maturato in commissione.
Rossi
Il Tau ’06 di Di Prisco è Bello e Fresco e nelle mie corde perché moderno. Grandissimo il Tau ’04 Riserva Etichetta Bianca di Mastro, un ennesimo capolavoro. Benissimo vanno: il Tau I Favati Terzotratto ’05 e il Tau Santa Vara di La Molara ’05. Bello Fresco il Tau Vigna Andrea ’06 di Clelia Romano. Il Ragis! Il Ragis! Il Ragis ’07 che cazz’ di vino che sta uscendo fuori: ha un bellissimo, nascostissimo, Gran Naso.
Strepitoso Agnanum, strepitoso al naso con tutti (e per tutti) i suoi difetti, meno in bocca ma resta cmq coerentissimo, il Vigna delle Volpi ’07: da urlo! (bene anche l’altra bottiglia, il piedirosso base). Bellissimo, lungo, fine coerente, forse-forse appena internazionale, il rosso Colli di Salerno ’07 di Mila Vuolo. Bene è il piedirosso Campi Flegrei La Sibilla, ’08. Bene anche per il Furore Rosso di Marisa Cuomo ’08, molto nitido in bocca. E perché no, l’Aglianico di Baal ’08… è un gran bel prodotto e va confrontato tranquillamente con vini che costano cinque volte tanto, perché li sconfigge per la schiettezza del suo frutto. Un altro Piccolo Grande Vino: l’aglianico ’08 di Terra dei Briganti, bravi ragazzi continuate così, la stoffa c’è!
Bianchi.
Due Greco di Tufo: i ’09 di Di Marzo (palato perfetto) e di Cantina dei Monaci (attenzione, questo ’09 è chiuso al naso ma è fresco in bocca). Sempre più su: il Vigna Cicogna ’09 (naso interessante come sempre), e il GdT ’09 base di Mastroberardino (bello e coerente). Un super GdT: quello ’09 di Caggiano (quest’anno Caggiano va!). Simpatico il greco spumante Brut delle Cantine Di Marzo. Il Grecomusc ’08 di Sandro Lonardo resta un Gran Vino. Il Greco di Tufo ’GdT ti ci sta tutto. Cantina dei Monaci, Greco di Tufo ’06, ci sta tutto e pupùùùùm, m’incanta. GdT, ancora Vadiaperti, ancora una bestia in bocca che scalcia e vibra: la ’09, ben sulfurea. Segnalo il Tararà ’08 di Cantina Giardino (uve greco in purezza). Per ora la 2009 vede un Fiano appena indietro rispetto al Greco. Fiano di Avellino: ’08 di Picariello, una boooooomba; FdA ’09 base e/o selezione Aiperti ’08 di Vadiaperti: due booombe di bontà: sono colpito e affondato. Il Furore bianco ’09 di Marisa Cuomo è sapidisssimo, con naso fine di infinita bontà.
Gaspare Pellecchia
PS: W il Moscato di Saracena!
PPS: W il vino di Pellaro (velllllutatissimo).
PPPS: Di Antonio Caggiano (un esempio su tutti: il Taurasi Macchia dei Goti ’06) mi sta piacendo questo suo nuovo uso (meno invasivo) del legno, questo emergere così di un frutto pieno e succoso, e forse di un raggiunto nuovo equilibrio.
PPPPS: Di Luigi Moio (Quintodecimo) noto una tensione quasi morale verso la sperimentazione e la ricerca insieme ad una sovrumana temerarietà nel cercare a tutti i costi di colmare quel suo profondo desiderio di conoscenza. Lui così uomo grande di scienza, così uomo grande di metodo, lui proprio sta cercando di spaccare tutto. E ciò non è facile. Ma ha sete, ha una gggran sete, una massima sete, e sa che la sua sorgente sarà tanto introvabile quanto perfettamente dissetante. Anno dopo anno, annata dopo annata, i risultati, gli effetti di questo suo ALTO lavoro di conoscenza introspettiva si trasformano in bottiglie, le sue bottiglie. L’Aglianico, per chi conosce, mi ha praticamente portato alle lacrime: è una bottiglia che urla e che grida la disperazione della condizione terrena dell’uomo: è la metafora di un uomo che sente che egli deve VIAGGIARE (e cioè distruggere il presente) perché DEVE CONOSCERE CONTINUAMENTE, eticamente. Sia l’aglianico base ’07 che il Taurasi ’05 del prof. Luigi Moio sono così puramente bottiglie concettuali, destinate a pochissimi. Sui bianchi il discorso è sì lirico ma meno, mooolto meno drammatico (parlo del Giallo d’Arles ‘08): qui siamo su un nuovo pianeta, ok, ma siamo pur coi piedi per terra.













Mi piacciono questi “appunti grezzi”! :-D
bello Gaspare sembra di essere tra voi:)))
ciao giulia mi (e credo anche ci) sei mancata
merci, di cuore, anche voi tanto
Che personaggio che sei Gaspare. Apprezzo la totale libertà di espressione e di pensiero.
cervello, sensualità e poesia di pancia, senza ghirigori cervellotici e dannunziani: la nuova, bella, critica enologica?
Bravo Gaspare!
grazie alberto!
è stata davvero un’esperienza nuova, bella e un po’ faticosa, ma ne è valsa la pena perché il lavoro che ne uscirà fuori è davvero nuovo e destinato ad un pubblico maturo.
…sono però curioso di sapere il giudizio di qualche degustatore della commissione “di là”…