Dellemore 2009 Rosso Paestum Igt | Voto 81/100

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Betty e Pasquale Mitrano

CASEBIANCHE

Uva: aglianico, barbera, primitivo
Fascia di prezzo: 7-8 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

VISTA 5/5 – NASO 24/30 – PALATO 24/30 – NON OMOLOGAZIONE 28/35

Diciamoci la verità (anche se per me è dura ammetterlo), la viticoltura cilentana, dopo i fasti vissuti dalla metà degli anni Novanta in poi e che si sono protratti fino a poco tempo fa, si è come bloccata. Sembra un’auto di media cilindrata che sbuffa in salita dietro un tir, senza riuscire a sorpassarlo. In generale, purtroppo, non c’è stato quel salto di qualità, quella spinta in avanti che tanto si auspicava, dopo le ottime premesse iniziali. Le bottiglie prodotte dai pur ottimi vignerons nostrani hanno avuto un parziale ed effimero successo commerciale e di critica, ma poi hanno segnato il passo. Le cause di questa defaillance sono molteplici e complesse. Certamente in tutto questo ha influito la crisi economica, la concorrenza spietata proveniente da altri territori vocati, i prezzi non sempre convenienti, lo spezzettamento terriero, l’inguaribile individualismo cilentano, un approccio a volte poco professionale, un inadeguato marketing, la carenza di know-how, ecc. Fatto sta che alcune aziende locali sono in affanno, lamentano un forte deficit finanziario, con un trend sul mercato decisamente negativo e hanno bottiglie invendute stoccate in cantina.


Per fortuna però, pur in un contesto così poco roseo, non mancano aziende cilentane che hanno avuto la lungimiranza di programmare per tempo il loro futuro, cercando di adeguarsi agli eventi e diversificando i loro prodotti. Certamente una di queste è rappresentata da Casebianche di Torchiara, condotta con impegno e passione dai coniugi Betty e Pasquale Mitrano, coadiuvati dal genio illuminante dell’enologo Fortunato Sebastiano. Betty e Pasquale sono due architetti che, stufi della routine cittadina, un bel giorno dell’anno 2000 ebbero il coraggio di lasciare tutto e di trasferirsi nella florida e quieta campagna cilentana alle porte di Torchiara. Qui essi si sono interamente dedicati all’agricoltura  biologica su un terreno che si estende per 14 ettari tra il monte Stella e il torrente Acquasanta, non lontano dal mare di Agropoli. Soprattutto la loro occupazione e gli sforzi principali sono stati subito indirizzati verso una vigna di cinque ettari e mezzo che è impiantata non solo con i canonici vitigni locali di Aglianico, Fiano, Malvasia e Trebbiano, ma anche con Barbera, Piedirosso e Primitivo, per una produzione altamente qualitativa, seppur limitata a soltanto quattro tipologie di vino.

La proprietà Case Bianche

Betty e Pasquale, persone schiette e simpatiche, sono accomunati da un solido idillio amoroso che non conosce limiti. Sembrano due giovani colombi innamorati alle prime armi, sempre teneri e affettuosi. E questo loro amore vicendevole l’hanno trasferito proprio nella cura del loro vigneto da cui traggono il meglio.

In un tiepido e poco soleggiato mattino marzolino, in cui i tralci glabri sono in attesa di vedersi spuntare le prime gemme fogliari, sono ritornato a far visita in azienda ai coniugi Mitrano. Comodamente seduti sul sofà, abbiamo degustato i quattro vini della Casa in abbinamento ad alcune sfiziosità preparate da Betty. Alla fine ho deciso di porre l’accento sul rosso Dellemore 2009, affastellato da un uvaggio che comprende in modo predominante Aglianico, Barbera e poi saldo di Piedirosso e Primitivo, tutti vitigni allevati sul classico terreno locale di argilla mista a calcare, con il sistema a Guyot e con resa di appena 60 quintali per ettaro. La macerazione è naturale, cioè senza aggiunta di lieviti selezionati, e dura otto giorni in vasca d’acciaio. Dopo la fermentazione malolattica, che avviene in tonneau di legno, l’affinamento persiste sei mesi in contenitori di acciaio. La gradazione alcolica arriva fino a 13° C.

Pasquale Mitrano nella bottaia

Guardiamo il vino nel bicchiere. Il colore è segnato da un cromatismo porpora con brillanti riflessi violacei, che sottolineano l’ancora giovane età. I profumi sono avvolgenti, vinosi, fruttati e ricordano le ciliegie, le more, e le amarene sotto spirito e sentori floreali di viole. In bocca è friand, perché ha un ottimo equilibrio tra zuccheri residui e acidità e con tannini che appena si percepiscono, soprattutto per il peso dell’Aglianico, ma non sono astringenti, tutt’altro. Il finale è fresco, balsamico e molto persistente e richiama le note fruttate già percepite al naso. Ideale compagno di formaggi semi-stagionati, salumi, minestre, risotto ai funghi, pasta al sugo e carpaccio di carne. Temperatura di servizio 16-18 gradi. Se potete fatene incetta, perché il prezzo qui è veramente conveniente. Provate!

Questa scheda è di Enrico Malgi

Sede a Torchiara (SA) – Via Case Bianche, 8 – Tel. 0974/843244 – 3358147332 – Fax 0974/841491 – casebianche@tiscali.itwww.casebianche.eu – Enologo: Fortunato Sebastiano –  Ettari vitati: 5,5 – Bottiglie prodotte circa 15.000 – Vitigni: Fiano, Trebbiano, Malvasia, Aglianico, Primitivo, Barbera e Piedirosso.

3 commenti

  • luciano pignataro

    (22 marzo 2011 - 08:14)

    Perché aprire l’ombrello se dopo schiove?
    Purtroppo questa è la mentalità del Cilento, terra bellissima ma troppo arretrata culturalmente: molte aziende sono ancora senza sito web, non rispondono al cellulare, non hanno foto.
    Gli appuntamenti slittano di stagione in stagione, neanche di settimana in settimana
    E alla fine ti accorgi che la tua vita è troppo breve per restare ad aspettare che questa gente si svegli
    Per questo ho programmato gli anni della mia pensione qui:-)

  • ALBA

    (22 marzo 2011 - 11:11)

    Anche io ne ho letto una simpatica:
    a Milano si dice: ci si vede alle….,
    a Roma: ci si vede all’incirca alle…,
    a Napoli: se non ci si vede oggi ci si vede domani.
    E, se è vero che chi dorme non piglia pesci, perchè rimandare a domani quello che puoi rimandare a dopodomani?
    Scherzi a parte, bravo ad Enrico che anche scrivendo sa mettere in risalto l’essenza delle cose.

  • enrico malgi

    (24 marzo 2011 - 09:02)

    D’accordo con te, caro Luciano, anche se io in fondo sono ottimista e spero e credo che le cose possano migliorare, perché le potenzialià non mancano ed i modelli positivi emergono comunque.
    Alba, ti voglio bene, perchè sei una prsona squisita che sa comprendermi.
    Abbracci.

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