Dieci vini naturali da abbinare alla lasagna

27/2/2017 3.5 MILA
Integralismo? Viva i vini naturali, abbasso gli zuccheri, guerra ai truffatori
Integralismo? Viva i vini naturali, abbasso gli zuccheri, guerra ai truffatori

di Adele Elisabetta Granieri

Quella del comfort food sembrerebbe essere una scienza soggettiva, dove ognuno porta in dote il proprio bagaglio freudiano. Poi ci sono i comfort food universali, come la lasagna: attraversare la sublime resistenza della crosta e affondare la forchetta in quel soffice pasticcio, possiede lo stesso potere del divano di casa dopo una giornata estenuante. Per raggiungere il nirvana, quella sensazione estatica di avere davanti a sé tutto ciò che si possa desiderare, è necessario il completamento del giusto calice di vino. Eccovi una selezione di dieci vini naturali, frutto di coltivazioni biologiche e biodinamiche, raccolte manuali, fermentazioni spontanee. Vini che regalano emozioni inaspettate.

 

lasagna alla bolognese
lasagna alla bolognese

 

–          Franco Terpin “Quinto Quarto” Rosso: a due passi dal confine con la Slovenia, Franco Terpin produce questo vino dai profumi di frutti rossi, terra bagnata e sottobosco e dalla beva agile e diretta, frutto di una cuvée  Non garantisce grandi invecchiamenti, ma riserva piacevoli sorprese.

–          Carussin “Asinoi” Barbera d’Asti: una bella versione del classicissimo rosso astigiano. Ottimo vino quotidiano, unisce la tensione del frutto ad una beva compulsiva.

–          Lino Maga “Barbacarlo” (50% Croatina, 30% Uva Rara, 20% Ughetta): il vino del “Commendator Maga Lino” è uno dei simboli della grande artigianalità enologica italiana. Rustico e mutevole di anno in anno, è succoso, vivace e saporito. Un collarino legato alla bottiglia illustra le caratteristiche del millesimo e ne descrive la storia. Leggendario.

–          La Stoppa “Trebbiolo” Frizzante Emilia Rosso (60% Barbera, 40% Bonarda): i profumi di ribes nero e susina, uniti ad una frizzantezza schietta e vivace, mettono gioia al primo sorso e rendono impresa ardua appoggiare il calice.

–          Vittorio Graziano “Fontana dei Boschi” Emilia Lambrusco: un lambrusco di rara precisione olfattiva e grande piacevolezza gustativa. Profuma di bosco, fragole acerbe e visciole. La sublimazione del Grasparossa.

–          Podere Santa Felicita “Cuna” (100% Pinot Nero): le mani sapienti di Federico Staderini regalano un fascino inconfondibile all’elegante Pinot Nero. È un ricamo finissimo di frutti rossi e spezie, erbe aromatiche e radici, dal sorso succoso e travolgente, che disorienta. Sicuramente una delle più belle espressioni di Pinot Nero in Italia.

–          Fattoria Mani di Luna “Litro” Sangiovese: profuma di visciole e bacche scure e si fa bere a sorsoni. Benedirete il formato da un litro!

–          I Cacciagalli “Mille” (75% Piedirosso, 25% Aglianico): a pochi chilometri dal vulcano spento di Roccamonfina, Mario Basco e Diana Iannaccone producono questo gioiellino che si esprime con eleganza e senza eccessi. Profuma di more, susine e fiori freschi e disegna un bel sorso dinamico.

–          Il Cancelliere “ Gioviano” Aglianico: profuma di frutti rossi e sottobosco, con sbuffi di note balsamiche e liquirizia. Il sorso è potente, incisivo, di quelli che non si dimenticano. Il grande aglianico di Montemarano.

–          Guccione “Rosso di Cerasa” (50% Perticone, 50% Nerello Mascalese): viene dall’Etna questo rosso intenso e ficcante e si esprime con una complessità mai sopra i toni, che va dai lamponi succosi, alle note marine, per chiudere con rimandi di mentuccia e scorza d’arancia. Il sorso è equilibrato, diretto, preciso.

5 commenti

    Giuseppe Capece

    (27 febbraio 2017 - 09:34)

    Tutti vini eccezionali, ma mi permetto segnalare anche il Pinot Nero di Bressan ed un particolare il Barbaresco di Natale Baricchi il Rose delle Casasse, che rappresenta un’interpretazione atipica del Barbaresco, in quanto risulta molto più elegante ed alleggerito di quello classico, insomma molto alla francese.

    antonio

    (27 febbraio 2017 - 11:32)

    Mi dicono che con la lasagna napoletana bisogna bere gragnano e io mi sono affidato alle bottiglie del sig Salvatore Martusciello, acquistando un ” ottouve ” di gragnano.
    Quest’anno lasagna con pasta di semola di Vicidomini e fratelli Setaro, latticini caseificio aurora, salame di ” di cotte e di crude ” e altre leccornie

    Wineyou

    (27 febbraio 2017 - 12:58)

    Complimenti ad Adele per l’ottima scelta dei vini, mi permetto di aggiungere l’ottimo Aglianico di Camerlengo e il Montepulciano Apollo di Ausonia, vini che secondo me con la lasagna alla napoletana ci stanno molto bene.

    Manfredi

    (27 febbraio 2017 - 14:45)

    Gentile Adele, credo che il ‘Rosso di Cerasa’ sia uvaggio con Perricone e che non venga dall’Etna ma dalla zona di Monreale (Palermo)

    Luigi

    (27 febbraio 2017 - 16:46)

    Come vino naturale terrei molto in considerazione i vini della Cantina di Enza sempre di Montemarano sono davvero vini esplosivi produce la cosa di volpe rossa in purezza davvero un vino eccezionale secondo me e una ragazza che farà parlare

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