Dilia a Parigi, la buona cucina democratica di Michele Farnesi

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Dilia, lo chef Michele Farnese
Dilia, lo chef Michele Farnesi
Dilia a Parigi
1 Rue d’Eupatoria
Tel.:09 53 56 24 14
www.dilia.fr
Dilia di Michele Farnesi a Parigi. Se una donna ti lascia solo con la lièvre à la royale in pieno centro a Parigi è un duro colpo per il tuo amor proprio maschile, soprattutto se sei giovane e hai gli ormoni a mille. Ma quando il grigio inizia a carezzarti la testa hai la maturità per cercare di capire cosa l’ha attratta di più per recuperare. E dopo aver provato la cucina di Michele Farnesi non posso che dire: hai fatto bene Catia, una fujitina più che giustificata.
Dilia, scorcio della sala
Dilia, scorcio della sala

Il giovane cuoco di Lucca appartiene a quella generazione di italiani andati all’estero spinti dalla crisi del 2008-2009. Non c’è nostalgia e soprattutto non c’ è voglia di essere ambasciatori di nulla. Del resto un Paese che lascia andare via i suoi figli migliori merita di restare solo con la sua  lièvre à la royale nel piatto: se questo piccolo locale che Simone Tondo ha lasciato in eredità a Michele fosse nel nostro Paese Nas, Ros, Esattorie, Btp, Cct, Rai, Cud, F 24, Autovelox, Equitalia, Report, Dda, Ddt e quant’altro lo chiuderebbero in un minuto.

Dilia, amuse bouche brodo di pollo e verbena
Dilia, amuse bouche brodo di pollo e verbena

Dilia di Michele Farnesi a Parigi. Dunque non cucina italiana all’Estero, questo il cambio passo dei Giovanni Passerini o dei Simone Tondo, ma stile italiano che prende spunti dalla materia prima, dalle tradizioni esportabili ma aggiornate, come il magnifico piatto di pasta che è difficile da trovare al Sud dove invece i coetanei di Michele si cimentano in gamberi pancettati, foie gras e ravioli ripieni dimostrando di essere almeno una decina di anni arretrati rispetto a quello che sta succedendo nel Mondo.

Dilia, scorci
Dilia, scorci

Michele ha maturato molte esperienze: in Italia da Siccardi e Bottura, in Francia da Rino con Giovanni Passerini, Saturne con Sven Chartier da Piege, e all’Heimat di Perre Jancou . La sua cucina non è mai rilassata, il tema portante è il continuo accostamento mare-terra senpre costantemente centrato e talvolta esaltante. Le note caratterizzanti della sua cucina sono i toni amari e il bruciato e la freschezza assoluta che non manca mai, spesso cercata con l’acidità della frutta.

Dilia, saint jacques con zafferano e cedro
Dilia, saint jacques con zafferano e cedro

Tanta padronanza tecnica ma anche cuore. Un termine difficile da definire in cucina: secondo me è quella sensazione che quando mangi qualcosa ti sembra di aver parlato con lo chef.

Dilia, maccarello, spinaci, semi si sesamo, scorzonera, frutti rossi
Dilia, maccarello, spinaci, semi si sesamo, scorzonera, frutti rossi

Il maccarello con la salsa di carne è stato forse il piatto della giornata: cottura perfetta, appena scottato, ingrassato dalla salsa, reso amaro dagli spinaci e rinfrescato dal frutto. Il boccone nel palato regala molteplici sensazioni che si unificano per il lieto fine in cui tutto torna al proprio posto. Buonissimo.

Dilia, linguine ai ricci, coriandolo e combawa
Dilia, linguine ai ricci, coriandolo e combawa

Questa pasta merita un post a parte su come si porta la nostra bandiera all’estero e lo faremo. Intando vi diciamo che per un italiano abituato ai toni piacioni e rassicuranti dei primi non è di facile comprensione. Qui il carboidrato fa da tapis roulant e non è protagonista.

Dilia, trippa, cozze, carciofo e puntarelle
Dilia, trippa, cozze, carciofo e puntarelle

In questo piatto la sintesi di cosa possa essere l’Italia fuori dall’Italia.

Dilia, sardina con foie gras e finocchio, ratatouille di pomodori verdi
Dilia, sardina con foie gras e finocchio, ratatouille di pomodori verdi

La faraona con agretti è materia prima, gioco di consistenza dalla salsina al croccantino, acidità, ancora amaro. Insomma non manca nulla in un piatto di alta scuola.

Dilia, la faraona con agretti, olive e broccolo romanesco
Dilia, la faraona con agretti, olive e broccolo romanesco

Neanche con il dolce si atterra. La crema è crema, va bene. Ma capperi e note fresche riportano al tema di questo percorso.

Dilia, dessert con crema agrumata, mandorle salate e capperi
Dilia, dessert con crema agrumata, mandorle salate e capperi

CONCLUSIONI
Dilia di Michele Farnesi a Parigi è un luogo imperdibile quando siete a Parigi. Soprattutto se, come me, evitate per principio di andare nei locali italiani all’Estero, perché qui si capisce invece cosa sarà la cucina italiana nell’immediato futuro e che già è possibile trovare tra chi davvero si aggiorna.

Parigi, Notre Dame de la Croix
Parigi, Notre Dame de la Croix a fianco a Dilia

Michele ha esperienza, l’ex Roseval adesso è tutto suo e in questo quartiere pop e multietnico si trova a suo agio perchè ripropone la piazzetta italiana, con le auto ferme che bloccano il traffico quando il conducente ha qualcosa da dire a un amico fermo sul marciapiede.
Dilia però è anche una cucina democratica: per 44 euro mangerete quattro piatti, a 60 sei con due inserimenti a scelta. La carta dei vini è ben fatta, ragionata e con buoni ricarichi.

Dilia, dessert alle arachidi
Dilia, dessert alle arachidi

 

Dilia, l'esterno
Dilia, l’esterno

 

2 commenti

  • Angelina

    (14 marzo 2016 - 12:05)

    Dovrò andarci! Le foto mi fanno immaginare sapori irresistibili!

  • Sanfedista

    (15 marzo 2016 - 11:58)

    “democratica”? che ci azzecca (scriverebbe Di Pietro) . Voleva, forse, dire “economica?

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