Vi vogliamo bene. Ma soprattutto, ci vogliamo bene.
Amiamo la Francia e nutriamo profondo rispetto per la sapienza commerciale ed enologica da cui c’è solo da imparare.
Abbiamo guardato con fastidio alle mode praticone di stile anglosassone che hanno invaso il mondo del vino.
Così, in parole semplici, il Guardiano del Faro, grande conoscitore di Francia e appassionato gourmet, ben conosciuto dai forumisti del Gambero e da tutti gli appassionatiu gourmet del web, apre la sua finestra Oltralpe per la nostra gioia.
Per la prima volta un italiano affronta criticamente e periodicamente su un sito internet la produzione francese attraverso una rubrica specializzata.
Ma chi è il Guardiano del Faro? Uno dei pochi che in questo mondo non ha necessità di apparire, ma di colloquiare
Così descrive se stesso nel sito Passione Gourmet di cui è animatore: “Vive idealmente sulla torre di un Faro Bretone, sul margine indistinto dove il mondo non è più mondo ma comincia ad esserlo. Condizione ideale per pensare in maniera incondizionata . Manda periodicamente messaggi ai naviganti e con un numero ridotto di essi dialoga e condivide gli ideali di buona tavola, di grandi vini, di savoir vivre”.
Senza condizionamenti se non quelli dettati dalla esperienza e dal proprio gusto.
Abbiamo visto che quando ci occupiamo di Francia siamo sempre ben seguiti. E allora, dopo le incursioni di Maffi, ecco un nuovo servizio agli appassionati di vino e di cibo che ci seguono vivendo felici e contenti!














Fantastico!
La aspettiamo con ansia!
mes compliments a vous!
Luciano, grazie anche per questo!
Ottima iniziativa, spero solo che non prevalga la nostra solita esterofilia per cui magari solo perchè è francase un vino è ottimo, ma conoscendo chi curerà la rubrica siamo al riparo da ogni posizione precostituita! Grazie Luciano, grazie anche all’ ” incursore” Giancarlo Maffi.
.Accidenti!
Addirittura la Tour Eiffel!
Non esageriamo, sotto quel traliccio non cresce nulla, salvo lo scollamento progressivo tra quella città e la Provincia Francese.
A sud, a est e a ovest invece si.
Ma non è tutta roba buona, specialmente nella mia amata Borgogna, dove fino a venti anni fa il 90 % di quello che mettevano dentro una bottiglia era indegno della loro stessa storia.
Ora no, anzi, da parecchi anni quasi tutto l’esagono e i suoi vignerons si sono riappropriati delle loro profonde tradizioni e le stanno riproponendo : chi classicamente, chi con tecniche nuove, chi seguendo la biodinamica.
Quindi relativo è il come, oggettivo è il com’è.
Grazie per l’ospitalità a Luciano Pignataro, che, pensate un po’, non conosco nemmeno di persona (miracoli del web), ed al suo uomo ombra, il Maffi, che so mi stima anche oltre ogni buon senso .
Mi mancava una chiacchiera sul tema del vino da quasi un anno, dall’apertura del blog Passione Gourmet dove l’intenso impegno e la tendenza generale che sembra ormai delineata e rivolta all’analisi di un piatto mi stava distogliendo dalla mia passione primaria: L’Alcolismo.
Qui sopra invece vedo in alto a sinistra un grappolo d’uva e tanto mi basta , inoltre, vorrei dire che per non farci venire l’acidità di stomaco e il mal di testa da solforosa comincerei con della roba buona.
A bientot les amis
gdf
Chapeau :-D
Bel colpo! Complimenti
Avete un nuovo lettore…:)
Bentrovato Guardiano…
Al mio compare di grandi bevute devo augurare qualcosa?
No, solo ricordargli che nella mia cantina riposa una sua bottiglia che se vuole è pronta per una recensione. :)