Domus Giulii 2008 Campania bianco igt |Voto 85/100

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Vincenzo Di Meo

LA SIBILLA

Uve: falanghina
Prezzo: dai 10 ai 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Colore 5/5. Naso 24/30. Palato 25/30. Non omologazione 31/35

I Campi Flegrei offrono sempre nuovi spunti di riflessione e degustazione, così dopo l’exploit che si sta vivendo sul versante rossista con la sempre maggiore specializzazione di coloro i quali hanno creduto e valorizzato il piedirosso anziché lanciarsi in rincorse empireumatiche internazionali, è davvero piacevole notare come anche la falanghina sia non poco attenzionata e riferimento di interessanti lavori in corso.

Così dopo l’intuizione di Gerardo Vernazzaro (Cantine Astroni) che con il suo Strione ha introdotto anche in terra flegrea la “sperimentazione” di una versione più spinta di falanghina, cioè lungamente macerata sulle bucce, eccovi un’altra chicca proposta questa volta da una delle aziende più amate e dinamiche del territorio, La Sibilla di Luigi e Tina Di Meo che con i figli Vincenzo e Salvatore vanno ritagliandosi un posto di primissimo piano nella spledida iconografia viticolturale non solo locale. 

Questa variazione sul tema falanghina, ci tengo a precisare, non è di quelle per la quale vado perdendo la testa, e chi mi conosce sa bene che non faccio certo un mistero; Invero, durante tutto quest’ultimo anno, armato dell’idea di scardinare definitivamente quello che ritenevo un mio evidente limite culturale sulla tipologia in generale, mi ci sono dedicato abbastanza, sino a maturare, per adesso, l’idea che no, non ci sono al momento – tolti alcuni, pochi grandi classici friulani/sloveni – vini bianchi macerati per cui mi strapperei i capelli.

E’ bene ribadire infatti, che se culturalmente certi vini appartengono ad un ideale del tutto condivisibile, da un punto di vista strettamente degustativo, vini del genere, soprattutto quando bianchi, hanno necessità di un approccio  piuttosto disinvolto a quel che verrà poi nel bicchiere: generalmente, riferendomi anzitutto ad un appassionato medio, sono questi vini che per almeno 2/3 dell’esame organolettico più classico – quello per esempio di sovente utilizzato dai sommeliers – sovvertono, a volte stravolgendoli, buona parte dei canoni estetici nonchè le più basilari aspettative olfattive. Infatti, l’originalità con la quale questi vini tendono ad esprimersi, è spesso figlia di lunghissime macerazioni sulle fecce fini quando non di particolari passaggi di affinamento (anfore ecc.) e/o invecchiamento; Ciò naturalmente premette grande qualità della materia prima, quindi la certezza di un gran lavoro in vigna, oltre che finissima capacità di intelligere il terroir da parte del vignaiolo di turno; Ma il vino, come spesso può accadere, rischia di passare come una boutade estemporanea piuttosto che un serio riferimento di qualità. Ecco quindi che, una tale concentrazione di colore e particolarità di profumi abbiano necessità – da parte dell’avventore di turno – di una certa esperienza degustativa o quantomeno apertura mentale, per poter esser colti come marcatori di autenticità e non come un frainteso esercizio di stile, fine a se stesso, se non addirittura deleterio per la tipologia, quando soprattutto denominata.

Il Domus Giulii 2008 nasce da una piccola vigna di falanghina, poco più di un ettaro, allocata in località “pozzolani” al Fusaro, nei pressi di Bacoli, che la famiglia Di Meo, dopo praticamente un quarto di secolo di esproprio, si è vista riconsegnare in gestione dalla soprintendenza ai beni archeologici. Il nome infatti trae evidente origine dalla vicina villa di Giulio Cesare, una delle tante dimore flegree degli imperatori romani tanto innamorati di questa terra quanto – è indubbio pensarlo – delusi dai loro posteri per come l’hanno poi ridotta e sacrificata all’altare dell’ignavia.

E’ un vino certamente atipico, come già accennato, fuori cioè dai soliti canoni estetici ed odorosi a cui siamo felicemente abituati con il vitigno più diffuso nei Campi Flegrei. Il colore è oro pallido, la vivacità è evidentemente sacrificata alla concentrazione che è il primo dei tanti segnali da leggere per meglio apprezzare tutte le sfumature che questo vino è capace di offrire. Il primo naso è vinoso, marcato fortemente da quel sentore buccioso tipico dei vini che subiscono lunghe macerazioni sulle fecce fini. E’ importante bere questo vino alla sua giusta temperatura di servizio, più vicina ai 14° che ai 12° spesso raccomandati per i vini bianchi di grande struttura. Un bianco di grande estrazione, dal quale vengono fuori sentori molto interessanti, mela annurca, uva spina, scorza d’arancia candita, e lasciandolo respirare a lungo, persino note di mais e di polvere di zenzero. I sei mesi di macerazione offrono un frutto polposo e decisamente persistente, in bocca è morbido, rotondo, non certo tannico come comunque si può essere indotti a pensare, il tempo ha in verità ben levigato persino la discreta acidità di cui il vitigno non ha mai mancanza. Un vino da bere adesso, per compiacere magari piatti di pesce piuttosto speziati o formaggi mediamente stagionati.

Ad oggi, il Domus Giulii è ancora in affinamento in bottiglia, verrà commercializzato, con molta probabilità solo nei prossimi giorni di fine gennaio e, data l’esigua quantità a disposizione per questo millesimo, sarà inizialmente acquistabile solo recandosi in cantina al Fusaro: poco più di 600 le bottiglie, presumibilmente classificate come igt Campania e non come d.o.c. Campi Flegrei; Un vino simbolo del grande lavoro di ricerca e sperimentazione, in maniera del tutto autonoma, che questa azienda sta maturando negli ultimi anni, iniziato dieci anni orsono con il coraggioso studio avviato sui vitigni minori – leggi per esempio marsigliese – e parallelamente votato all’assoluta fedeltà alla valorizzazione della falanghina che ha trovato, già da un paio di vendemmie, la massima espressione di questo pezzo di terra flegrea nel loro ottimo Cruna DeLago, come poche altre etichette della denominazione, vero e proprio vessillo di tipicità territoriale!

Questa scheda è di Angelo Di Costanzo

 Sede in via Ottaviano Augusto, 19 in Bacoli. Tel 081 8688778.Sito : www.sibillavini.it Enologo: Roberto Cipresso con Vincenzo Di Meo in cantina. Bottiglie prodotte: 70.000. Ettari vitati: 9. Uve: piedirosso, aglianichella, olivella, marsigliese, falanghina.