Polemiche e punti di vista

Dopo la nomina di Cernilli, si rompe il rapporto tra l’Ais e Franco Ziliani

27 dicembre 2011

Antonello Maietta e Franco Ziliani

Ok, continuiamo con le cattive notizie del 2011: si chiude il rapporto tra l’Ais (Associazione Italiana Sommelier) di Antonello Maietta e Franco Ziliani.
Qui la notizia con il commiato di Franco
: Con questo commento oltre a porgere gli auguri di Buone Feste e felice Anno Nuovo prendo congedo, salutandoli idealmente uno per uno, dai lettori del sito Internet dell’AIS di cui ho curato larga parte delle news dal marzo 2007. Anche le cose belle, come è stata per me questa collaborazione, a volte finiscono e spero che il lungo dialogo che ho avuto con il mondo AIS, una famiglia dove, semplice collaboratore esterno e amico, mi sono sentito come a casa mia, e con i tanti lettori di questo sito Internet che penso di aver aiutato a diventare più visibile e frequentato, possa, presto o tardi riprendere.  Io continuerò ad essere attivo sul Web e chi vorrà farlo potrà continuare a seguirmi anche altrove…

Nonostante i buoni propositi dichiarati dopo l’annuncio di Lecce di cui abbiamo dato notizia, si rompe il proficuo rapporto di lavoro i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Un sillogismo aristotelico di primo tipo applicabile alla vicenda potrebbe essere questo: Cernilli nominato responsabile area di comunicazione. Cernilli detesta Franco Ziliani. Cernilli fa fuori Franco Ziliani.
Noi ci auguriamo che non sia così, che alle spalle di questa vicenda ci siano solo le motivazioni di tipo economiche che sono state date a Ziliani.
Ma siano economiche o politiche le radici di questa decisione è comunque un episodio dai tratti malinconici, squisitamente minzoliniani.
Se non si ha la curiosità e la forza culturale di ammettere anche posizioni contrarie alle proprie, non ci sarà mai sviluppo.
Auguri a Franco, ma soprattutto all’Ais che mostra di averne più bisogno.

66 Commenti a “Dopo la nomina di Cernilli, si rompe il rapporto tra l’Ais e Franco Ziliani”

  1. VINCENZO scrive:

    Ciao Franco e auguri, credo che quello che hai fatto per il vino come dici tu e scritto pertanto la tua coscienza è pulita, non so per Cernilli un professorino di scuola che prima si è preso il posto del grande Bonilli a mio avviso e poi si fa spazio per buttare fuori te. Ma, questo signore è in grado di crearsi da zero qualcosa di suo? lui dove va trova il letto già fatto basta solo mettersi dentro e dormire. Per questo ed altro non ho stima di lui. Franco ti rinnovo gli auguri con la speranza che l’anno nuovo ricoprirai un ruolo importante per tutti noi appassionati che ti seguiamo da tempo. AD MAIORA!!!!!!

  2. Giovanni De Luca scrive:

    Bella questa storia del “Cernilli che detesta Ziliani”.
    Come se il soprannome “Robert Parker der Tufello” Cernilli se lo fosse inventato da solo e solo incidentalmente sia stato ripreso dallo stesso Ziliani che con chiaro intento denigratorio l’ha usato in tutte le salse sino a quando Cernilli non è passato all’Ais.
    Da quel momento in poi sono magicamente terminati gli attacchi del “cuor di leone e franco tiratore” Ziliani, vera testa libera e pensante che non si fa intimorire da nulla.

    Scommettiamo che da oggi in poi riprendono?

    • roberto gatti scrive:

      Bravo Giovanni
      finalmente qualcuno che ha l’obiettività di dire le cose come stanno, ma non credo che riprenderanno gli attacchi al ” Robert Parker der Tufello ” oggi diventato ” di casa Ais “, non si sa mai !!

  3. maurizio gily scrive:

    Criticare è un diritto che non necessarimente trasforma chi critica in un nemico da uccidere da parte del criticato. Una rivista è anche più bella se non tutti i collaboratori la pensano allo stesso modo. Il diritto di un editore di scegliersi i collaboratori che vuole non è in discussione: però per l’AIS sganciare Franco Ziliani è un po’ come se il Napoli dei tempi d’oro avesse ceduto Maradona. E lo dice uno che non sempre è d’accordo con lui. Per eviitare (o confermare) illazioni e fantasie un commento di Cernilli sarebbe apprezzato.

  4. Simone e Zeta scrive:

    Un insulto al mondo del vino. L’ AI(d)S non si smentisce mai.

  5. Franco Ziliani scrive:

    non avevo intenzione di intervenire in questo post, ma a questo punto devo.
    Ringrazio l’amico Luciano PIgnataro per avere dedicato spazio a questa mia vicenda personale, ma mi corre obbligo precisare che il “sillogismo” che Luciano cita é esclusivamente farina del suo sacco. Io non ho elementi per pensare, anzi lo escludo, che dietro all’interruzione del mio rapporto di collaborazione con AIS, deciso dalla Giunta Esecutiva Nazionale a fine novembre, ci sia, in qualsiasi modo o forma, il noto giornalista che Pignataro cita.
    Credo che sia solo una decisione, che non capisco e di cui devo prendere atto obtorto collo degli attuali vertici AIS e basta. Una decisione che non sta a me commentare e che sento, alla luce del lavoro che ho fatto in questi 4 anni e mezzo, come un’ingiustizia. Lecita, ci mancherebbe, ma ingiusta.
    Ringrazio Maurizio Gily per il paragone con Maradona, che trovo lusinghiero ed eccessivo e scherzando auguro all’AIS, parlo dell’Associazione, cui continuo e continuerò ad essere fortemente legato, visto che al suo interno ho tanti amici, di riuscire a vincere gli scudetti anche con i Bruscolotti….
    Quanto a quello che fa quel collega,rassicuro De Luca.
    Non mi occupo da molto tempo di quello che dice e che fa il dottor Cernilli e non ho intenzione di rimettermi ad occuparmi delle sue imprese ora… Non mi interessano. Non mi riguardano.

  6. Andrea D'Agostino scrive:

    Ma veramente qualcuno rimpiangerà gli scritti di Ziliani o veramente si sente il bisogno di leggere quello che scrive, o fa scrivere, AIS sul vino (a parte alcune lodevoli eccezioni che bazzicano Bibenda)? Stiamo parlando dei livelli più bassi, più in giù ci sono solo “Il mio Vino” e la FISAR……..

    • Tommaso Farina scrive:

      Questo lo “stile”, diciamo così, del signor D’Agostino, uno che ama sparlare in giro di chi non conosce con espressioni di una simpatia rara: http://www.think-oink.com/forum/viewtopic.php?p=12556#p12556
      Onestamente non so chi cazzo sia, e non m’interessa saperlo. Certo è un cuor di leone…

      • Tommaso Farina scrive:

        Ma magari è simpaticissimo, non lo escludo.

        • Andrea D'Agostino scrive:

          Io lo escluderei caro Tommaso, non sono particolarmente simpatico.
          Ah! ci conosciamo, e dalla conoscenza diretta, qualche ora in due occasioni, ho dedotto la battuta, greve invero e per la quale mi scuso, sugli olezzi (non pensavo che T-O fosse così popolare ;-)). Dalla lettura ho dedotto il resto, meno greve ed opinione personale, al pari quella su Ziliani e sull’AIS, d’altronde. Su AIS basta leggere gli editoriali di FMR per scoprire che il loro valore aggiunto alla conoscenza del vino è decisamente scarso, a parte alcune vette di conoscenza e comunicazione, che leggo con immenso piacere e devozione, ad esempio Armando Castagno.
          Di Ziliani leggo molto di quanto scrive, perché in fondo il suo stile è abbastanza gradevole. Sui contenuti però… sarebbe lunga ma veramente non riesco a trovare quasi nulla di credibile.

          Cordialmente

      • ciro9999 scrive:

        gregio dott farina ce lo scusi, se può ad andrea d’agostino.
        è un invidioso e non capisce gnont.
        invidioso che lei scriva su libero (gloriosa testata).
        e non capisce gnont perchè scrive le proprie facezie (si pensa lui) su questo schifo di think oink.
        pensi che lì c’è gente che se va al ristorante e mangia male, lo dice.
        pure se è uno dei mostri sacri della gastronomia mondiale.
        poi (orore!) lui e i suoi sodali hanno pure scritto che il trebbiano di valentini puzza, c’ha i tappi che fanno schifo ed è buona una bottiglia su quattro.
        ma come osano?
        sbertucciare così un vino del genere.
        inattaccabile.
        quindi ce lo scusi.
        torni tranquillo a scrivere su libero che noi tutti adoriamo come faro di giornalismo puro ed indipendente.

        • Stefano Buganza scrive:

          Coloro che dicono che Valentini puzza ne hanno svariate bottiglie in cantina, che si guardano bene dal cedere!
          Ossequi caro amico!

  7. Michele A. Fino scrive:

    Conosco Franco da 12 anni. Ho collaborato con lui, molto condiviso e molto dissentito.
    Ne rispetto profondamente il rigore morale e mi compiaccio dell’amicizia di una persona che dimostra tanto stile.
    Lo stile che ha sempre – rodomonticamnte, guasconescamente finché si vuole – conservato intatto e uguale a se stesso, mentre altri, più gattopardi e felpati si muovevano e si muovono, fino a giungere alle sue spalle (senza che ciò implichi un’accusa loro rivolta di alcunché).
    Ribadisco il concetto: chi ci ha perso è l’AIS. Perché la bellezza della vita non è l’unisono e l’interesse per il vino non è un dogma che appartiene solo a qualcuno.
    Buon lavoro, Franco. In bocca al lupo, AIS.

  8. giulia cannada bartoli scrive:

    Ziiani Lei ha da tantissimo al’ais e a de vinis, leggerla era piacevole, ironico e istruttivo. Ha dalla Sua due gran cose :la sottile ironia (una risata vi seppellirà) la gran forza che ha nel web e la stima delle aziende che la seguono. Le auguro un gran 2012 fatto di tante migliaia di bolle blog.

  9. Antonello Maietta scrive:

    Caro Luciano,
    faccio fatica a credere che dietro queste parole ci possano essere realmente la tua firma e il tuo pensiero. Perché un conto è dare una notizia, altra cosa è fare delle illazioni. Senza troppi giri di parole trovo sgarbato e offensivo il tuo sillogismo che individuerebbe nella persona di Daniele Cernilli l’artefice della scelta, pur con la cautela del condizionale. Sgarbato e offensivo nei miei confronti, nei confronti del mio Consiglio Direttivo, nei confronti di un numero incredibile di soci AIS che quotidianamente comunicano il vino in modo professionale e disinteressato.
    Mi meraviglio, tra l’altro, che una scelta di questo tipo non possa essere vista a favore di qualcosa anziché contro qualcuno. Mi riferisco evidentemente al nostro nutrito vivaio di risorse interne che, anche all’interno del tuo blog, si distinguono per stile, qualità e cultura. Senza nulla togliere al prezioso contributo di Franco Ziliani il cui contratto, mi preme ricordarlo, è stato disdetto più di un anno fa dal mio predecessore. Noi ci siamo limitati a tenere in vita un rapporto gratificante per entrambe le controparti, mentre oggi vorremmo seguire altre strade. Potremmo fare sicuramente degli errori nel condurre un sodalizio complesso e articolato come è l’Associazione Italiana Sommelier, ci assumiamo la responsabilità di questa scelta e riteniamo legittimo il pensiero di quanti (non solo nel tuo blog) la considerano sbagliata, ma non consentiamo a nessuno di accusarci – più o meno velatamente – di essere in mala fede. Per questo motivo voglio dire chiaramente che, finché resteremo alla guida di questa fantastica Associazione, non succederà mai che un consulente possa condizionare o orientare delle scelte politiche che appartengono in via esclusiva ad un organismo legittimamente e democraticamente eletto. Inoltre, per il rispetto che devo a quanti mi hanno dato il loro consenso, mai così tanti nella storia dell’AIS, e non avendo scheletri di alcun tipo nel mio armadio, non permetterò a nessuno di ipotizzare che il sottoscritto si possa prestare a “inciuci” di qualsivoglia natura.
    Da galantuomo quale sei, sono certo che saprai trovare le parole giuste per scusarti di questo tuo increscioso incidente di percorso.

    Antonello Maietta

    • Caro Antonello
      nessuno pensa alla malafede, si tratta di una scelta politica e come tale criticabile perché fatta da un soggetto pubblico. Scelta legittima, per carità, ognuno è padrone a casa propria.
      Detto questo, siamo in un blog e non dal notaio, è impossibile non notare una entrata e una uscita. Sarrebbe stato ben strano e tartufesco non rilevarla.
      Si tratta di una coincidenza, ci tieni a ribadire che non c’è alcun rapporto conseguenziale e ne prendiamo atto anche se qua non c’è alcuna accusa da fare a nessuno.
      Però se la scelta non ha motivazioni personali, dunque politiche, mi consenti di osservare che sia ancora più bizzarra anche perché tu stesso avevi dichiarato a Lecce che la collaborazione sarebbe proseguita. Parole tue riportate pubblicamente in questo blog due mesi fa e mai sinora smentite da te.
      A me dispiace questa rottura molto perché ritengo il ruolo dell’Ais fondamentale, non a caso ha sempre avuto amplissimo spazio in questo piccolo blog. Lo ritengo fondamentale come il pluralismo delle idee e l’autonomia della critica.
      Spero dunque che chi prenderà il posto di Franco, con il quale ricordo io stesso sono stato spesso in aspra polemica, si atterrà a questi stessi sani principi che devono essere l’unico faro di qualsiasi associazione professionale.
      Molti nell’ambiente vitivnicolo penseranno invece di essersi tolti davanti una figura scomoda. Forse sono gli stessi che adesso hanno le cantine piene perché facevano vini troppo comodi.

      • Franco Ziliani scrive:

        grazie Luciano. Ma riprendendo il finale del tuo intervento voglio dire a quei produttori (e altri) che magari oggi festeggiano per “essersi tolti davanti una figura scomoda” di non esagerare con i festeggiamenti, perché se non scriverò più per il sito dell’AIS, per una decisione degli organi dirigenti che nessuno si sogna di contestare, avrò sempre i due miei blog e altri giornali e siti Internet che ancora mi ospitano per continuare a dire la mia. Così come ho fatto per tanti anni e continuerò a fare, secondo mio estro. Con uno stile che per anni é garbato ai vertici AIS e evidentemente oggi non garba più…

        • Andrea Toselli scrive:

          Mi permetto di aggiungere, caro Franco, che potrai continuare a comunicare il Vino e dire liberamente la tua anche nelle, spero sempre più numerose, delegazioni AIS che ti hanno ospitato in passato e che, ti assicuro, continueranno di buon grado a farlo anche in futuro.

      • Michele A. Fino scrive:

        Davvero il consenso e le votazioni e l’ampia partecipazione sono argomenti a favore di una tesi, una condotta, una scelta politica? Non sono semplicemente, semmai, una condivisione di responsabilità da parte di chi, come chi guida l’AIS pro tempore, ha in prima persona i meriti e i demeriti dei rapporti che inizia e che chiude?
        L’AIS legittimamente percorrerà altre strade. Potere esprimere qualche dubbio sulla qualità di tali percorsi è una facoltà del pensiero libero, non la lesione di migliaia di tessere. Perché il diritto civile alla libertà di opinione non sottostà al principio di maggioranza. E il sillogismo, ipotesi dell’irrealtà come apprendiamo dalla fonte più autorevole, di Luciano Pignataro aveva tutti i contorni di verosimiglianza e continenza tali da renderne più che legittima la pubblicazione

  10. Paolo Bernardi scrive:

    C’era da aspettarselo ovviamente. Cernilli e Ziliani sono agli antipodi. Sarebbe stato bello assistere ad una organizzazione cosi’ professionale da saper far coesistere i due. Ma non poteva essere,’ soprattutto. considerando che il nuovo corso dell’AIS sembra abbia preso molto dal GR e Bibenda (e la pulzella con la mano abbarbicata al bicchiere della nuova pubblicita’ non aiuta di certo l’immagine professionale): e’ una direzione che non mi interessa. Leggero’ Ziliani altrove.

  11. Franco Ziliani scrive:

    Ringrazio l’amico Angelo Peretti per le gentili parole che qui
    http://www.internetgourmet.it/2011/12/finita-la-collaborazione-fra-lais-e.html?showComment=1325060878792#c1804150690997923432
    ha voluto dedicare alla fine, non decisa da me, della mia collaborazione con AIS

  12. cernilli scrive:

    I sillogismi bisogna saperli fare, le quaternio terminorum sono in agguato. Più che di una deduzione qui mi pare si tratti di un’illazione e farebbe bene Pignataro a smentire con maggiore precisione quanto da lui affermato, per una questione di deontologia professionale relativa al controllo delle fonti. Cosa della quale ho peraltro dato notizia ai miei legali per avere un parere sull’opportunità di discutere della cosa nelle sedi più opportune. Nella sostanza e nella forma io con la questione Ais – Zkiliani non c’entro nulla. E non ci sono voluto entrare nulla quando, alla presenza di Alessandro Regoli, nell’occasione della cena dei Cinque Grappoli a Roma, quindi il 31 ottiobre 2011, ho avuto da Antonello Majetta la notizia di una sua intenzione di non avvalersi più della collaborazione di Ziliani. Gli ho detto, e Regoli me ne è testimone, che io avrei rispettato qualunque decisione del Consiglio Nazionale, in qualunque senso, e che non avrei mai commentato, come non l’ho fatto in precedenza, il ruolo di Ziliani nell’Ais. Io sono un consulente, non un membro elettivo come il Presidente o i membri del Consiglio Nazionale, non solo non ho alcun potere di veto su alcunché, ma ritengo che non debba averlo proprio perché la mia nomina non è elettiva. Qualunque interpretazione della questione diversa da quanto affermo qui è contraria alla verità dei fatti e chi dovesse sostenerla se ne accollerebbe tutte le responsabilità, anche di ordine civile e penale, e non solo morale.

    • Lello Tornatore scrive:

      …mi sembra di leggere D’Alema “Old style”…solo che lui almeno aggiungeva che eventuali proventi derivanti da risarcimenti danni sarebbero stati devoluti in beneficenza, lei nemmeno quello, Cernilli!!! ;-)))

      • cernilli scrive:

        I danni, eventualmente, verranno sicuramente da me devoluti in beneficienza. Ne stia sicuro. Se dovesse accadere gliene darò notizia e potrà controllare. Essere paragonato a D’Alema, oltretutto, mi fa solo piacere.

    • Cernilli, prendo atto di quanto afferma.
      Allora, come consulente che cura la comunicazione dell’Ais suggerisca il nome di Franco Ziliani per le attività che sinora ha egregiamente condotto a parere di tanti ad Antonello Maietta. Può darsi che l’Ais, come in autonomia ha deciso di non avvalersi più della sua collaborazione, cambi idea.
      Sarebbe una cosa bellissima per il vino italiano e per l’Ais coniugare due competenze riconosciute.

  13. Franco Ziliani scrive:

    ringrazio il dottor Cernilli per avermi consentito di capire, alla luce di quanto lui racconta qui, ovvero la comunicazione ricevuta da Maietta sulla sua intenzione di non avvalersi più della mia collaborazione, datagli a Roma il 31 ottobre, che “persona di parola” sia il Presidente dell’AIS. A lui diceva questo mentre a me chiedeva di mandare in Giunta, il 26 novembre, un mio progetto per la realizzazione di una versione on line della defunta rivista Ex Vinis e mi assicurava che la mia collaborazione sarebbe proseguita.
    Grazie Cernilli, che come ho detto ieri sono convinto non c’entri nulla con la cessazione della mia collaborazione, per aver concesso di conoscere la vera personalità del Presidente Maietta.
    Ora vado di fretta, ma mi riservo di rendere noti altri dettagli su questa vicenda.

    • Caspita Franco, allora si che devo annullare il precedente sillogismo e proporre questo
      Antonello è amico di Cernilli, Cernilli detesta Ziliani, Antonello fa fuori Ziliani.
      Ma perché a te diceva di presentare il progetto e a Cernilli prima che lo presentassi diceva che si sarebbe liberato di te?
      A proposito, mi hanno informato i miei legali, gli stessi che mi hanno difeso con successo in numerose cause di risarcimento danni milionarie quando facevo il cronista giudiziario, che Berlusconi non è riuscito ad introdurre il reato di libertà di opinione, libertà prevista dalla Costituzione democratica. E neanche quello di illazione su fatti e azioni che non costituiscono notizia di reato.
      Peccato: sarebbe bellissimo veder sfilare tutto il mondo del vino italiano al Tribunale di Salerno:-)

      • cernilli scrive:

        Il problema è che illazioni smentite da tutti si chiamano notizie false, mi pare. Qui non c’è libertà di opinione o meno, mi pare ci sia la voglia irrefrenabile di attribuirmi cose che non ho fatto e che sia Maietta sia Ziliani dicono che non ho fatto. Cos’è una cronaca di Narnia? Fantasiosa? Peccato che ci vada di mezzo la mia onorabilità, facendomi fare la figura di chi trama nell’ombra. Avrò molti difetti, ma non quello della slealtà, come sa bene chi mi conosce e dovrebbe anche sapere Pignataro. Vuole trovare un nuovo lavoro a Ziliani? Lo faccia lei di persona, caldeggi la cosa a Marco Bolasco di Slow Food, magari, visti i suoi rapporti con l’associazione di Bra e con la casa editrice. Io non c’entro nulla, ripeto, con le scelte, legittime, dell’Ais in questo campo e continuerò a non entrarci, visto che sono un consulente al quale è stato chiesto di svolgere un lavoro preciso, e non altro.. Mi pare sia chiaro a tutti meno che a Lei, Pignataro.

        • Cernilli, nessuno mette in dubbio la sua onorabilità e nessuno ha mai detto o pensato lontanamente che lei trama nell’ombra. Già alcuni anni fa, in sede privata, mi attribuì cose che non avevo né detto e né pensato ma che le avevano riferito.
          Io colgo il dato politico della vicenda e non credo che a uno della sua generazione possa sfuggire l’accezione del termine: e che cioé lei inizia un lavoro di consulenza nell’Ais mentre a Ziliani viene dato il benservito.
          Che lei abbia o meno sollecitato la cosa, che l’abbia favorita o osteggiata, o che se ne sia astenuto, non ha alcuna importanza in questa prospettiva. E neanche nella realtà fattuale dello svolgimento decisionale in verità, per cui non capisco neanche il risentimento di Maietta.
          Il dato da cogliere è che c’è stata una svolta nell’Ais, legittima, ripeto per la trecentesima volta.
          Questa cosa a me però non piace e lo dico senza dare giudizi di valore sulle persone, ma perché ritengo che il pluralismo culturale sia un bene che riguarda tutti.
          In una parola: lo spoil system a me non piace.
          Detto questo le auguro buon lavoro e continueremo a seguire le attività dell’Ais con l’attenzione di sempre.

          • cernilli scrive:

            Io colgo invece il dato giornalistico della vicenda, di questa vicenda, nella quale lei mi ha tirato dentro per i capelli facendo illazioni smentite da tutti, dico tutti, i protagonisti della questione. Io mi chiedo come sia possibile da parte di chi fa il mestiere di giornalista professionista sparare certe cose senza neanche consultare, non dico me, ma addirittura Maietta e Ziliani, che l’hanno smentita in modo direi piuttosto netto e preciso. Ora il fatto che io abbia osteggiato o favorito o ignorato la fine del rapporto Ais – Ziliani non avrebbe più importanza? Bene, per me, e per il rispetto della verità ne ha. E le dirò di più, proprio perché i miei rapporti con Ziliani, che come vede ho ricominciato a nomimare dandogli atto di onestà intellettuale, non sono da anni buoni, io mi sono ben guardato dall’intervenire in questa situazione, per non darer adito ad interpretazioni malevole che lei, con una puntualità degna di migliore causa, invece ha pensato bene di cogliere, inventando un rapporto causa-effetto che invece non esiste. Allora le chiedo io a che gioco giochiamo. Parliamo di pluralismo culturale? Vuole proprio farlo con me? Bene, allora se proprio vogliamo rimanere nel nostro settore io rivendico di avere sempre favorito il pluralismo culturale. Ho decine di testimonianze in questo senso. Quindi, la prego, evitiamo di discutere su banalità e su cose scontate. Qui la faccenda è altra. Lei ha fatto illazioni non corrispondenti alla verità, che come vede da alcuni commenti, qualcuno ha persino preso per vere. Credo di meritare almeno delle scuse da parte sua, non crede? Oppure la “pluralità culturale” glielo impedisce?

  14. Paolo Mazzola scrive:

    Bravo Luciano..

  15. Paolo Mazzola scrive:

    Non sono un tifoso caro ex direttore, ma amo il confronto e non sopporto la presupponenza, in un settore così delicato come quello della degustazione amo le discusisoni al medesimo livello dove ci sia ascolta …già il suo lei dice molte cose……

    • cernilli scrive:

      E quali, che provo ad esprimetmi educatamente con chi non conosco? Non lasci le frasi a metà se ama il confronto, altrimenti ama solo avare l’ultima parola. Qui c’è un fatto, e cioè che sono stato accusato ingiustamente di avere fatto qualcosa che non ho fatto. Potrò anche risultarle antipatico, ma per amore di verità almeno questo mi dovrebbe essere concesso.

  16. Paolo Mazzola scrive:

    ovviamente ci si ascolta

  17. Paolo Mazzola scrive:

    Direttore semplicemente penso che possa spiegare la sua posizione senza bisogno di aggredire e minacciare azioni legali, la gente che legge è intelligente e sa leggere, del resto Luciano ha posto un quesito e non una certezza ed il web serve anche a questo, a capire e farsi un’opinione.

    • cernilli scrive:

      Mi scusi però, non crede che anche quella di Pignataro sia in qualche modo un’aggressione? Proprio per amore di discussione, perché non prova a mettersi nei miei panni? Lei cosa avrebbe fatto al mio posto? Un’alzata di spalle e via? Ci pensi bene.

  18. Paolo Mazzola scrive:

    Penso che dati i trascorsi possa essere un dubbio legittimo, si smentisce si spiegano le posizioni e i lettori si arricchiscono, altrimenti si ha l’impressione di battaglie di campo a difesa della propria immagine, e quindi ad un livello molto diverso da chi legge.
    Ovviamente è una mia opinione strettamente personale e capisco la sua posizione.

    • cernilli scrive:

      Ma perché invece non si esce da questo chiacchiericcio insopportabile e si parle di cose serie? C’è una crisi pesantissima anche nel mondo del vino, soprattutto sul mercato nazionale. Centinaia di produttori rischiano di fallire. E noi stiamo a perdere tempo spettegolando sui rapporti fra Cernilli e Ziliani? Ma diamoci una regolata tutti, per favore.

  19. Paolo Mazzola scrive:

    Intanto però su Scatti del buon Pagano ha dato un’intervista sulla questione…se era così poco importante…..

    • Lello Tornatore scrive:

      Bravo Paolo…e sono un tuo tifoso!!! ;-))

    • cernilli scrive:

      Mi hanno telefonato e me l’hanno chiesta. Se mi fanno domande uso rispondere. Lei no? Pensi, se me le avesse chieste Pignataro le stesse cose ci saremmo evitati tutti questa solfa. E mi saluti il suo tifoso qui sotto.

    • Astemeco scrive:

      Tornatore, di tanto n tanto tieni ferma la lingua, se no rischi di perderla… E diamine!

  20. Franco Ziliani scrive:

    ritorno su quello che ci ha raccontato il dottor Cernilli stamane, ovvero “alla presenza di Alessandro Regoli, nell’occasione della cena dei Cinque Grappoli a Roma, quindi il 31 ottiobre 2011, ho avuto da Antonello Majetta la notizia di una sua intenzione di non avvalersi più della collaborazione di Ziliani”

    http://www.winenews.it/index.php?c=prima&dc=98&rubrica=&cerca=&action=detail&nid=7150

    Sai che l’AIS
    Sai che … l’Ais (Sommelier), un esercito di 30.000 italiani, promuove un settore di grande valore del nostro made in Italy ? Sai che i Sommelier hanno rilanciato la diffusione della cultura del vino in tanti luoghi ? Sai che i Sommelier credono nel ruolo fondamentale della scuola come approccio all’educazione alimentare? Sai che i Sommelier sostengono la crescita del cibo & vino, con eventi e comunicazione al passo con i tempi e nei grandi mezzi di comunicazione (tv, in primis) ? Sai che molto presto l’Ais punterà su questa filosofia, togliendo di mezzo qualche “vecchio arnese” della comunicazione enoica italiana che ha fatto il suo tempo ? Ma di questo ne riparleremo”.

  21. Franco Ziliani scrive:

    mi é partito il commento e non ho finito di spiegare.
    Cernilli ci racconta che il 31 ottobre il presidente dell’AIS gli dice, alla presenza del responsabile di Wine News, che intende chiudere la collaborazione con me
    Negli stessi giorni lo stesso presidente AIS mi invita ad inviare alla GEN del 26 novembre il mio progetto per un’edizione dell’ex rivista dell’AIS De Vinis on line. Cosa che faccio. Mi conferma più volte a voce che la mia collaborazione continuerà.
    Il 2 novembre Regoli pubblica quel suo commento sull’AIS su La Prima di WineNews
    Questo il link per leggerlo:
    http://www.winenews.it/index.php?c=prima&dc=98&rubrica=&cerca=&action=detail&nid=7150
    Nel commento viene testualmente scritto: “Sai che molto presto l’Ais punterà su questa filosofia, togliendo di mezzo qualche “vecchio arnese” della comunicazione enoica italiana che ha fatto il suo tempo ? Ma di questo ne riparleremo”
    Domanda. Chi é in lizza per il premio Giano bifronte dell’anno?

  22. Franco Ziliani scrive:

    Aggiungo un’ultima cosa ringraziando l’amico Luciano Pignataro per la sua ospitalità e scusandomi con il dottor Cernilli se continuando ad alimentare la discussione/chiacchericcio su questa vicenda, che é personale ma molto istruttiva su come vadano le cose in Italia oggi, gli impedisco di occuparsi, magari anche qui, della “crisi pesantissima che c’é anche nel mondo del vino, soprattutto sul mercato nazionale. Centinaia di produttori rischiano di fallire” e di rivelarci la sua ricetta, che sicuramente ha, per impedire tali fallimenti.
    Ieri, dinnanzi al sillogismo di Luciano che chiamava in causa l’ex direttore del Gambero rosso, onestà intellettuale, mi ha indotto a precisare: “Io non ho elementi per pensare, anzi lo escludo, che dietro all’interruzione del mio rapporto di collaborazione con AIS, deciso dalla Giunta Esecutiva Nazionale a fine novembre, ci sia, in qualsiasi modo o forma, il noto giornalista che Pignataro cita”.
    Non ho elementi, e non penso che Cernilli sia in qualche modo parte la causa di questo oggettivo siluramento.
    Aggiungo però che se ipoteticamente Cernilli rientrando in AIS avesse chiesto a Maietta o a Franco Ricci la mia testa non ce l’avrei con lui. Per anni l’ho criticato, attaccato, ho coniato per lui un soprannome che l’ha fatto incavolare. Normale, farebbe parte del gioco, lo accetterei, che Cernilli se avessi potuto “vendicarsi” e “farmela pagare” l’avesse fatto.
    Ma, accidenti, non l’ha fatto! La decisione é tutta farina del sacco di una persona che per anni, stupido che non sono altro, ho definito “amico”.
    E’ una decisione sua e degli organi direttivi di quella Associazione da cui ho avuto molto e alla quale, lo dicono in parecchi, ho dato molto. Una decisione di cui non era al corrente la persona che molti definiscono come il “grande burattinaio” e grande boss dell’AIS, Franco Ricci, come mi ha assicurato lui la scorsa settimana quando mi ha telefonato e mi ha detto che era dispiaciuto per questa decisione e che non la condivideva.
    Ecco perché sono “incavolato” (eufemismo) perché a me veniva più volte detto che la mia collaborazione (preciso che non sono indispensabile e che sono convinto che il sito dell’AIS sarà ancora più bello e più visitato ora che non ci scriverò più) sarebbe continuata anche dopo il ritorno in AIS del notorio “non amico” Daniele Cernilli. Questo mentre la stessa persona che mi rassicurava e mi diceva queste cose aveva deciso di farmi fuori.
    Ai lettori di questo blog, agli amici dell’AIS, definire questo tipo di comportamento…

    • cernilli scrive:

      Due repliche. Primo, non mi sono mai incavolato per il soprannome “Robert Parker der Tufello”, che trovo abbastanza spiritoso. Ho avuto modo di dire che io non sono “der Tufello” ma “dell’Arberone”, ma capisco che fa meno ridere. Secondo. Non ho evidentemente ricette per risolvere crisi mondiali, come non ce l’ha nessuno, di certo affrontare tematiche di tipo economico e di strategie di marketing nel mondo del vino, o discutere di come sia possibile fare “educationals”, corsi, formazione sul vino italiano credo che sarebbe più interessante e più utile, con tutto il rispetto per i casi personali.

  23. Franco Ziliani scrive:

    grazie per il rispetto per i miei “casi personali” egregio “Robert Parker dell’Arberone”…

  24. Anche io vorrei replicare qualcosa e mi scuso per questa assenza dovuta all’impegno della chiusura del giornale.
    @Cernilli. Questa non era una inchiesta giornalistica per ricostruire la rottura del rapporto tra Ais e Franco Ziliani. E’, come qualsiasi frequentatore di blog sa, un semplice post di considerazioni politiche sull’accaduto, giocate sul filo dell’ironia. Un post, ribadisco, sul fatto che mentre lei diventa consulente dell’Ais Ziliani smette di esserlo dopo qualche settimana, ed è legittimo mettere in collegamento i due episodi nell’ambito di una svolta associativa nel settore della comunicazione che ho appreso essere anche stata anticipata.
    Stimolare la discussione è lo scopo del 2.0. Questo, nel nostro piccolo mondo enogastronomico, mi sembra episodio degno di discussione pubblica.
    Lei dice che le due cose sono indipendenti, e per sostenere la sua tesi usa parole esagerate, esaspera il confronto, tipo definire questo post un’aggressione. Ma un’aggressione da chi? Da chi per primo ha recensito sul proprio quotidiano il suo libro di Einaudi? E perchè?
    Sostenere che lei, fisicamente, non c’entra nulla con l’esonero di Ziliani non è risolutivo per affermare che non ci possa essere collegamento culturale e politico tra i due episodi.
    Ed è questo il nodo della discussione che lei non vuole affrontare trincerandosi dietro presunte offese che nessuno si è mai sognato di muoverle a livello personale. Mai. Non fosse altro per il fatto che lei è uno dei fondatori della critica enologica italiana e questo non sono così stupido da dimenticarlo.
    Ma che lei sia un bravo degustatore, forse il migliore, non la esime da critiche politiche, anche fastidiose, che però non intendevano offenderla sul piano personale. E se l’ho fatto non ho alcuna difficoltà a chiederle scusa.
    Resta aperto il discorso sulla comunicazione, ma su questo tornerò in separato post molto ampio a breve.
    Una nota di ottimismo la serbo dopo questa discussione: lei e Ziliani adesso almeno tornate a comunicare:-)

  25. Franco Ziliani scrive:

    Luciano caro non esageriamo… di “comunicazione” non parlerei proprio e penso nemmeno Cernilli… :)

  26. Michele A. Fino scrive:

    Un thread impagabile. Grazie a tutti i suoi protagonisti e, in primis, al padrone di casa.

  27. Franco Ziliani scrive:

    Luciano, hai letto le domande che Andrea Petrini sul suo blog Percorsi di vino pone al presidente dell’A.I.S. ?
    http://percorsidivino.blogspot.com/2011/12/antonello-maietta-e-i-suoi-spunti-di.html

  28. andrea petrini scrive:

    Direi riflessioni di fine anno su un’associazione che mi sta a cuore tantissimo e che a livello comunicativo sta sbandando un pò troppo vista la sua autorevolezza

  29. Franco Ziliani scrive:

    Anche a me Andrea l’Associazione continua a stare a cuore tantissimo e le confermo il mio attaccamento. Non pronuncerò mai una sola parola negativa nei confronti dell’A.I.S. che é piena, ad ogni livello, dalla base fino ai vertici, di persone per bene. Persone, loro, che mi mancheranno davvero e con cui é stato bello in questi anni di collaborazione entusiasmante collaborare.

  30. Simon scrive:

    Finalmente una buona notizia di fine anno!

  31. [...] ed il nome sono miei e dato che, come mi accorgo dalle affettuose testimonianze che sto ricevendo dopo l’annuncio della fine, non decisa da me, della collaborazione con la più importante associazione della sommellerie [...]

  32. [...] di Franco Ziliani, pur valida e puntuale, ha rischiato finire in uno scontro epico fra titani prima che, dopo aver smosso mari, monti e coscienze, s’è deciso di passare ad argomenti [...]

  33. [...] and translated salient quotes from English-language blogs). As southern Italian wine blogger Luciano Pignataro observed, the move came after the AIS hired ex-Gambero Rosso editor Daniele Cernilli as its head of [...]

  34. [...] fa un certo effetto, dopo quello che mi è successo di recente con l’A.I.S., annunciare, come mi accadeva di annunciare regolarmente in passato, la mia partecipazione ad una [...]