Dove mangiare l’abbacchio più buono a Roma? La classifica di Giacomo A. Dente

Letture: 1029
Il Convivio di Piazza Navona - foto tratta da ristorantiromaristo.it

di Ilaria Pipola

L’abbacchio, agnello da latte, è uno dei piatti tipici della cucina romana, soprattutto per il giorno di Pasqua e non trovarlo tra le portate sulle tavole dei ristoranti a Roma è quasi impossibile. Già consumato e gradito durante l’età dell’Impero, l’abbacchio romanesco è proposto principalmente in tre versioni: la prima è l’Abbacchio alla cacciatora, rosolato a pezzetti nello strutto e poi cotto per circa 45 minuti con aglio, salvia e rosmarino, con salsa di acciughe schiacciate e cotte nel sugo di cottura della carne; la seconda è l’Abbacchio alla romana, rosolato intero in aglio, olio e prosciutto a pezzetti. La cottura si completa con rosmarino, aceto, sale e pepe e si serve in genere con patate arrosto; infine le famose Costolette di abbacchio a scottadito, costolette unte di strutto, salate e pepate e cotte sulla brace (in mancanza della quale si può cuocere sulla griglia). Si mangiano subito, ben calde, con le mani (da qui il nome).

Vediamo quali locali indica il giornalista Giacomo A. Dente, nella classifica settimanale “Dove?” de Il Messaggero”, per assaggiare questo gustosissimo piatto.

Primo in classifica in ristorante a Piazza Navona Convivio, che propone, direttamente dalle mani dello che Andrea Troiani, “un vero percorso sul carrè di agnello”, a 26,00 euro.

Segue l’Antica Pesa, a Trastevere, con uno stinco d’agnello “croccante, umoroso, con fondo golosamente caramellizzato, a 22,00 euro.

Terzo classificato Cecchino, a Testaccio, da provare le tre versioni dell’abbacchio: al forno con le patate, allo scottadito e alla cacciatora, a 24,00 euro.

Il famoso ristorante Sora Lella, sull’Isola Tiberina, si aggiudica il quarto posto. Tipo locale di cucina romana, che propone l’abbacchio e l’agnello secondo le classiche ricette tradizionali. Da provare la “squisita spalletta al pecorino carciofi e menta, servita su patate schiacciate”, a 20,00 euro.

Quinto posto per Camponeschi, a piazza Farnese, che propone il cosciotto d’agnello abruzzese, affettato al tavolo, a 24,00 euro.

Roberto e Loretta, sesto posto, propongono nella zona di San Giovanni, agnello e abbacchio “saporiti ed equilibrati in succhi e aromi”, a 14,00 euro.

Settimo posto per La Regola, che propone una cucina genovese, da provare “l’agnello con  carciofi in equilibrio tra Genova e Roma”, a 18,00 euro.

L’abbacchio al forno con patate, “croccante e di gran sapore”, è il piatto da assaggiare da Teo, a Trastevere, ottavo posto, a 12,00 euro.

Gli ultimi due posti sono rispettivamente dell’Hosteria Romana, ristorante al centro, che presenta una cucina tipica tradizionale, tra cui la classica ricetta dell’abbacchio, a 14 euro, e Angelino ai Fori, al Colosseo, che tra i piatti proposti “spicca un abbacchio di bella fattura e di eccellente qualità, saporito al punto giusto”, a 13,00 euro.

Essendo un piatto classico, un buon abbacchio si può trovare nelle storiche trattorie romane, da Trastevere al Testaccio. Anche ristoranti più conosciuti come Pipero al Rex, Open Colonna, Arcangelo Dandini o il Pagliaccio propongono ricette d’agnello interessanti. Per l’abbinamento vini è consigliato da Dente un rosso poco tannico e non troppo corposo, come un Syrah, un Merlot o un Nobile di Montepulciano, per arrivare a un Bordeaux. Azzarderei anche un Barbaresco o un Nebbiolo.

3 commenti

  • leo

    (11 aprile 2012 - 17:11)

    Spero solo che Maffi non legga quest’articolo… :-)

    • Lello Tornatore

      (11 aprile 2012 - 18:21)

      …l’ho postato sulla sua bacheca… lo so,”è uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo”!!! <;-))

  • pinodeluca

    (11 aprile 2012 - 18:22)

    è che non siete mai andati da Marcello a San Lorenzo …

I commenti sono chiusi.