Due parole per spiegare la grappa

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Paolo Marolo

di Cosimo Torlo

Trattasi di un distillato ottenuto da vinacce di uve rigorosamente italiane.
Il suo colore varia a seconda di quanto questa è invecchiata: più il colore è nitido e trasparente, meno la grappa è vecchia. Altrimenti, la sua colorazione varia dal bruno al giallastro.

Il profumo della grappa si distingue per l’aroma erbaceo piuttosto intenso, forte e talvolta fruttato. Al gusto la grappa può essere dolce o secca: acida per il processo di distillazione, l’amaro è dato invece dalla scarsa qualità delle uve ed è quindi un difetto. Se al contrario la grappa è di buona qualità, avrà un gusto dolce.
La grappa è prodotta in Piemonte (ottenuta generalmente dal Barolo), Lombardia, Trentino Alto AdigeFriuli Venezia Giulia e Veneto, ma anche in Sicilia e Sardegna.

Le botti di legno

Le origini della grappa sono italiane; più precisamente la grappa è stata concepita presso una scuola salernitana intorno al 1000, che la consigliò come rimedio per svariate malattie.
In seguito, la distillazione dell’alcool venne perfezionata dai Gesuiti, intorno al ‘600.
In realtà però le origini della grappa sono un po’ più antiche: la ricetta della grappa, secondo alcuni storici, sarebbe stata rubata da un legionario italiano agli Egizi, nel 1° secolo a.C., sebbene fosse solo una forma grezza di ciò che oggi noi definiamo grappa. Anche se nel corso dei secoli la grappa si è diffusa dapprima in Europa e poi nel resto del mondo, la grappa per essere denominata tale, per legge, deve essere prodotta e vinificata in Italia.
Fino agli anni ’70, le vinacce provenivano da vitigni diversi: negli anni a seguire, si sviluppò la produzione di grappe monovitigno, cioè che utilizzano uve di un unico vitigno; così, la qualità della grappa aumentò notevolmente.

Siamo ad Alba, (CN) dove i colori ed i sapori delle Langhe offrono  seducenti immagini. La Distilleria Santa Teresa dei F.lli Marolo, sita in Corso Canale 105/1, ha da poco ampliato la propria sede e si apre alla nostra curiosità. Paolo Marolo, unico titolare, ci accoglie con garbo e simpatia. E’ una distilleria giovane, vivace e piena d’iniziative che sembra nata ieri ed invece ha già festeggiato il ventesimo compleanno. Paolo Marolo produce esclusivamente grappe di monovitigno: è stato tra i primi in Italia, e primo in Piemonte, a prendere questa iniziativa, intuendo un orientamento del gusto collettivo e del mercato che ha poi contagiato quasi tutte le distillerie italiane, dove si era prodotta fino allora grappa generica partendo da vinacce di ogni varietà d’uva mischiate tra loro.

Il suo è un piccolo ma moderno impianto: contenitori in acciaio inox per le grappe bianche, piccole e grandi botti di legni diversi per la maturazione delle riserve, e soprattutto alambicchi discontinui a bagnomaria fabbricati artigianalmente in rame.

La distilleria

Sono questi a garantire un prodotto di altissima qualità. Marolo vende con il suo marchio una gamma assai vasta di grappe soprattutto piemontesi: Barolo, Barbaresco, Gavi, Dolcetto, Nebbiolo, Moscato, Arneis, ma anche di vitigni di altre regioni (Pigato, Vermentino, Brunello, Gewurztraminer), cui si affiancano distillati di pera, di albicocca, di mela e l’ormai caratteristico liquore di grappa e camomilla. Bottiglie e confezioni di gran gusto (vetro soffiato,  cristallo) con etichette di gran classe del pittore Gianni Gallo.

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