Efeso 2006 Val di Neto igt

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LIBRANDI

Uva: mantonico
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Settimana di full immersion in Calabria con un ricco bottino di schede di vini e ristoranti provati: dal bicchiere tante conferme e alcune piacevoli sorprese, la tavola ha invece bisogno di aggiornamenti nelle proposte e soprattutto nel servizio. Ma di questo avremo modo di scrivere, iniziamo invece con l’atto finale di questa trasferta parlando dell’Efeso, il bianco da uve mantonico lanciato nel 2002 da Antonio e Nicodemo Librandi la cui degustazione guidata dall’enologo Donato Lanati ha chiuso la convention sui vitigni autoctoni calabresi nel corso della quale si è presentato un volume curato dal professore Mario Fregoni alla presenza di esperti italiani e di alcuni esponenti di punta dell’Oiv. Novità, ma anche la sottolineatura di un fatto già noto: la Calabria è sicuramente la regione italiana più ricca di vitigni autoctoni per due motivi apparentemente contrapposti, l’essere stata piattaforma di lancio dei coloni Greci verso il Nord e negli ultimi secoli, per il suo cronico isolamento, notevolmente accentuato dagli autovelox dei comuni che battono cassa e dagli eterni lavori sulla Salerno-Reggio. Ove si conferma che senza l’impegno per la ricerca delle grandi aziende non è possibile operare una vasta azione di recupero e valorizzazione commerciale dei itigni autoctoni. Il 2006, ricco al naso di agrumato, ha sicuramente colpito per la freschezza, ben in equilibrio con le note di tostatura rilasciate dal legno: ed è appunto il ragionamento sul legno che conferma il suo alleggerimento sin dall’annata 2005 la nota di svolta rispetto alle prime edizioni quando tutto avveniva i barrique. Adesso le uve dell’azienda sperimentale Rosaneti tra Rocca di Neto e Casabona, una sorta di riedizione della Vigna del Ventaglio dei Borbone, iniziano la fermentazione in acciaio e poi la completano in barrique dove poi restano in affinamento per otto mesi. La degustazione, trovo anche note minerali e di salvia, ha comunque mostrato la grande capacità di quest’uva di elevarsi ulteriormente nel tempo, persino la 2003, figlia di un’annata calda, ha mostrato buona freschezza, ricca e pimpante nel bicchiere. L’alleggerimento deciso a partire dalla 2005 e confermato dalla 2006 gioca sicuramente a favore dell’eleganza e dell’integrità del frutto, valorizzando ulteriormente le caratteristiche del vitigno. Che dire, l’abbiamo bevuto su scampetti e gamberi dello Jonio crudi e l’abbinamento è apparso perfetto. Una buon perfomance dell’azienda leader di questa bellissima regione.

Sede a Cirò Marina, Contrada San Gennaro. Tel. 0962.31518, fax 0962.370542. www.librandi.it. Enologo: Donato Lanati. Bottiglie prodotte: 2.100.00o. Ettari: 230 di proprietà e 30 in fitto. Vitigni: greco, chardonnay, mantonico, gaglioppo, magliocco, cabernet sauvignon.