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Effetto Striscia: I Curti lasciano Casa Serpico e tornano a Sant’Anastasia

25 febbraio 2010

E’ durata sei mesi l’avventura de I Curti a Sorbo Serpico: il 30 marzo Enzo D’Alessandro e famiglia chiudono l’esperienza irpina nata da una idea di Enzo Ercolino il 9 settembre 2009 e tornano a Sant’Anastasia alle falde del Vesuvio. Un matrimonio che termina senza rancori, una rottura che prende atto delle diverse condizioni create dalla crisi economica e dagli effetti devastanti della pseudoinchiesta di Striscia la Notizia che sta spegnendo i sogni di una intera generazione di cuochi che ha avuto la sfortuna di iniziare l’attività mentre Laudadio fa televisione agli ordini di Ricci.

Così, come gli indù bruciano le chiese ad una a una, così il programma ha l’effetto a pioggia nelle regioni più deboli e il Sud paga le conseguenze di una violenta campagna contro la ristorazione gourmet. Non chiuderanno i McZaia, né le pizzerie del lievito a due ore, né i ristoranti rucola e gamberetti o tagliatelle e funghi, né i supermercati imbottiti di additivi e di chimica quanto una farmacia: gli effetti concreti, ma questo è lo scopo alla fine dell’inchiesta e degli utili idioti che hanno abboccato, è piallare la biodiversità creativa della cucina italiana, distruggere la sperimentazione, riportare tutti a mangiare pasta e fagioli, meglio se coltivati ogm nei paesi del Terzo Mondo da bambini sfruttati e venduti in scatola.

Un progetto culturale nella gastronomia chefa il paio con quanto sta avvenendo ovunque in Italia, l’ultimo segnale di stupidità autarchica è la sentenza su Google.

Sono colpite le idee nuove, la voglia di migliorare, la capacità di rinnovare la tradizione. Come se si obbligassero le aziende di vino a mettere da parte la fermentazione controllata e produrre 400 quintale per ettaro come si faceva sino a vent’anni fa.

L'idealtipo di cuoco preferito da Striscia ha appena scoperto il fuoco :-)

I Curti riaprono dunque a fine marzo con un locale rinnovato. Per i loro fedelissimi hanno in progetto Positano per i mesi estivi.

21 Commenti a “Effetto Striscia: I Curti lasciano Casa Serpico e tornano a Sant’Anastasia”

  1. giulia canada bartoli scrive:

    prima di poter andare avanti bisogna fare sempre due passi indietro, poi ai lati e infine avanti, questo è quello che hanno fatto il Conte Andrea e E Curti in Irpinia , ma questo Ricci non lo capisce:)

  2. Marco Contursi scrive:

    Francamente,credo che sia una buona notizia.I curti è sempre stata un’osteria vesuviana di territorio nell’accezione più nobile.Non vedo perchè dovesse andare altrove.Anche andare a positano mi sembra una forzatura dettata da motivi meramente economici.Oltretutto che succederebbe se tutte le osterie della costiera aprissero una sede invernale alle pendici del vesuvio……….e comunque si sta dando troppa importanza a striscia.Dire che la crisi del settore sia solo colpa sua vuol dire non rendersi conto delle mutate condizioni economiche rispetto agli anni del boom della ristorazione.Oggi chi fa cucina di ricerca spesso gonfia i prezzi in modo eccessivo e la gente di soldini ne ha davvero pochi.Iniziassero ad abbassare i prezzi come ha fatto Oldani che ha messo il menù degustazione a 32 euro nonostante la stella michelin,e poi vediamo se certi locali si riempiono o meno.Per non parlare di certi piatti così complicati e di sapori così diversi messi insieme che piacciono solo a chi li fa.Si può fare cucina non banale,rispettando la materia e incontrando i gusti della clientela.GENNARO ESPOSITO DOCET.

    • Luciano scrive:

      In effetti è buona per il vesuvio ma non per l’irpinia. Non a caso i due territori sul piano della comunicazione si stanno muovendo in maniera diametralmente opposta

    • Condivido pienamente sulla prima parte del commento, anche se, conoscendo forse i presupposti, e la vulcanicità di Enzo D’Alessandro, la scelta di spostarsi a Sorbo Serpico era stata, forse, più dettata dall’estro venuto fuori dall’incontro del duo D’alessandro-Ercolino che da altro. Magari in aggiunta, poteva apparire opportuno anche garantire ai genitori del primo una sorta di “normalità di impresa” che negli ultimi anni, che vuoi anche per il semplice impegno fisico, non era più sostenibile.

      La cucina de I Curti a Sorbo non era sostanzialmente diversa da quella di S. Anastasia, e credo, anche i prezzi.

      • achille scrive:

        posso confermare che la cucina era la stessa, cioè di buon livello. Per quanto mi risulta il trasferimento era dettato anche da fattori contingenti, fra cui la scelta di ristrutturare il locale di S. Anastasia oltre che dal desiderio di “esportare” una cucina tipicamente partenopea in un differente contesto (sebbene non così diverso in fatto di sapori).
        Forse l’iniziativa non ha avuto il successo sperato, ma penso che il cambio di sede penalizzerebbe qualsiasi ristoratore anche di alto livello, nel senso che nel breve periodo l’avviamento ne risente.
        Un po’ mi dispiace, visto che sono irpino…

  3. Marco Contursi scrive:

    Sul discors prezzi apro una parentesi.Oggi un pasto da 40/45 euro a persona,A CUI SI AGGIUNGE IL VINO,è un lusso da potersi permettere una volta a settimana se si è fortunati.Di solito si esce il sabato e non è un caso se durante la settimana molti locali in questa fascia di prezzo sono vuoti.Perchè chi sa di dover spendere di più il sabato si limita gli altri giorni magari mangiando una pizza o un panino.Resistono le osterie di paese perchè hanno una clientela piuttosto adulta e affezionata,quella che oggi sente meno la crisi.Anche gli agriturismi,che per tradizione hanno prezzi bassi hanno visto scemare la loro affluenza come mi confermava più di un titolare.NEGARE CHE MOLTI OGGI DEVONO LIMITARSI NELLE SPESE E’NEGARE UNA EVIDENZA MONDIALE.

  4. roberto scrive:

    perchè è sempre colpa di striscia se i ristoranti chiudono , poi credo che i curti ritornano a s.anastasia dove hanno rinnovato

  5. Carmine scrive:

    Una delle prime regole che mi vennero insegnate nel corso di Gestione, dell’alberghiero da me frequentato,riguardava il costo pasto.Gli addetti ai lavori sanno di cosa sto parlando,e nel corso degli anni quella regola così applicata si è dimostrata sempre valida.C’è,ed esiste,effettivamente un ricarico a volt immotivato.Fare cucina a km 0,per esempio,si traduce,in un risparmio certo.Evitare di riempire i frigoriferi è un altro esempio,evitare i fuori stagione e le primizie anche.E trovo,almeno dal mio punto di vista, esagerati i ricarichi in cantina.Consco E’Curti,sia nella location tradizionale che in quella di Sorbo;quest’ultima è esattamente speculare al dirimpettaio Marennà,una ricerca estrema delle architetture,una spasa di beni ammorizzabili esagerata,che lascia gli avventori spaizzati e intimoriti,manca l’ambiente dei Curti insomma,con una cucina immutata rispetto a quanto proposto dell’ambiente.C’entra poco striscia,c’entra invece la difficoltà economica e finanziaria sempre più evidente,nella quale tutti i beni considerati voluttuosi(libri,cinema,cucina)vengono sacrificati per primi.Oggi chi vuole resistere aspettando tempi migliori,deve smettere le strutture di servizio e fare strutture di vendita,di cibo,ma di vendita ,anche gourmet.

    • Marco Contursi scrive:

      che bella e lucida analisi di mercato.I miei complimenti.

      • giuseppe fiore scrive:

        Complimenti…………mi associo alla bella analisi di mercato e concordo con una cucina a km 0,lasciamo stare Striscia, pensiamo a valutare la nostra grande cucina italiana

  6. Alessandro Torcoli scrive:

    Caro Luciano credo proprio che più che Striscia (per carità, esecrabile!) poté la crisi… Fare alta cucina è davvero un lusso, senza semplicità.

  7. Michela Guadagno scrive:

    sentite a me dispiace, punto. e gli auguro una ripresa alla grande, più di prima

  8. massimo scrive:

    Penso che se Il Sig. Pignataro adesso fecesso un libro in collaborazione con Iannone sarebbe sicuramente il più venduto della storia.
    Ad ogni male c’è rimedio.
    Aspetto con ansia le risposte alle domande

    • Luciano scrive:

      ottima idea:-)

      • massimo scrive:

        Ai Curti non ci sono mai stato in quel di a Casa. Mi dispiace tornerò nella loro terra napoletana. Striscia fa chiudere ed aprire i ristoranti . Aspetto sempre le risposte alle domande

  9. Era stata una scelta un pò strana.Lo ripeto il Comune avrebbe dovuto dargli la struttura che volevano e che avrebbero contribuito a risanare valorizzando tutta l’area. In bocca al lupo, il loroNocillo Crù Positano resta il mio preferito di quelli imbottigliati. : )

  10. Mimmo scrive:

    Non penso affatto che I Curti abbiano trovato difficoltà di inserimenti nella terra d’Irpinia ne per quanto riguarda il tipo di cucina in quanto è la stessa ne per quanto riguarda i prezzi in quanto erano lo stesso forse pure meno ne quanto riguarda questa union tra Alessndro e Ercolino bensi penso che sia dovuto solo ed esclusivamente ad un fatto di ambiente diverso . Maestri si nasce non ci si diventa quindi comunque vada un forte in bocca al lupo sia per Sorbo Serpico , sia per S.Anastasia che per Positano. Rimarrete di certo la vera e tipica Osteria SlowFood unica della Campania.

    • Marco Contursi scrive:

      Unica non direi,e parlo con cognizione di causa essendo collaboratore di “Osterie d’Italia”da tanti anni.Ce ne sono di ottime e veraci in tutta la regione e una,Angiolina a Pisciotta ha avuto di recente anche un prestigioso riconoscimento dal Gambero Rosso.

  11. Giuseppe Santoro scrive:

    Ha ragione Marco Contursi, ci sono un sacco di belle Osterie nella nostra regione, per esempio Zi Pasqualina. Cucina semplice, matrie prime giusti e non ti senti svuotato quando lascia il locale.
    E non fanno in buffoni in tv come Iannone

  12. Claudio Nannini scrive:

    pienamente d’accordo col primo intervento di marco Contursi e con i suoi successivi commenti. Penso non sia il tempo giusto per esperimenti più o meno riusciti.