
Raffaele Pappalardo ( a destra) con l'aiuto Dario Coco
Salerno, chiude il Conte Andrea
Da Raffaele Pappalardo via Facebook. “Finita la storia Conte Andrea. Il 28 si chiude : è finita un’altra storia di qualità a Salerno, un peccato. Grazie dott Pignataro per il suo sostegno ma a Salerno la qualità non viene ancora capita esco sconfitto ma a testa alta. Ciao a presto”.
Faccio da 22 anni un lavoro dove le cattive notizie, le peggiori, sono ormai routine cinica quotidiana pari all’impatto psicologico del rumore di un orologio di un computer.
Ma questa lascia l’amaro in bocca perché dimostra quanto sia profonda la melma dei sensi comuni rimestata da Striscia la Notizia, nutrita su questi elementi: 1-la paura del nuovo; 2-l’istinto di conservazione; 3-l’appiattimento mentale; 4-gli interessi delle multinazionali del cibo che usano chimica a go go; 4-l’autorefernzialità attuale italiota simile a quella del Ventennio (del resto, ci siamo quasi…); 5-la gelosia e l’invidia verso chi si è affermato onestamente; 6- la superficialità culturale; 7-i luoghi comuni; 8-la totale indifferenza della maggioranza delle persone per quello che mangia e beve; 9-Il ministro Zaia che addenta il panino McItaly come gli indiani cavalcavano nel circo di Buffalo Bill ridotti a buffoni dei bianchi vincitori; 10-la crisi che rende tutti più cretini.

La sala del Conte Andrea
L’effetto di questa campagna contro la ristorazione di qualità, come è ovvio, colpisce anzitutto i più deboli e nelle zone periferiche. Un’onda lunga che si alimenta.
Il Conte Andrea è un piccolo locale gourmet nel centro di Salerno, vicino Napoli, con un potenziale bacino di utenza di 157.000 residenti nel capoluogo, un milione in provincia, sei milioni in regione e altri 300.000 in provincia di Potenza che ruota verso il Golfo di Salerno.
E’ stato aperto tre anni fa in un posto molto favorevole, proprio di fronte alla questura e alla prefettura, a cento metri dal bellissimo teatro comunale e dal mare, nel cuore della movida che vede ogni notte migliaia di giovani e meno giovani girare per decine e decine di locali sparsi nel centro storico, sapientemente ripreso negli anni ’90
Eppure questa gioia di vivere è la campana a morte della qualità.
Difficilmente si paga sopra i 40 euro, un bacino di utenza così vasto potrebbe sopportare benissimo 25 coperti al giorno per questa cifra. In fondo è un pieno di auto di piccola cilindrata al quale non rinunciamo pur potendo usare mezzi pubblici e passaggi.
Non fa una cucina virtuale, i sapori sono quelli tradizionali ma presentati in modo aggiornato con qualche divertimento di incrocio terra-mare.
Il servizio è curato, con un sommelier professionista in sala.
Eppure lo chef annuncia la chiusura.
Non credo sia un problema economico, quanto piuttosto un problema culturale, mentale. E non solo di Salerno come scrive amareggiato Raffaele Pappalardo, ma di tutte le città di provincia. Anche a Bottura i modenesi chiedevano i tortelli con la zucca e sapendo che non c’era uscivano lasciando indignati il ristorante.

Il sommelier Roberto Adduono
Purtroppo la tanto esaltata provincia italiana è bella perché è tranquilla, sicura, più ordinata, ma spesso la realtà presepiale è soffocante per il cervello, la creatività, la voglia di misurarsi con il mondo. Ci si adagia, si perde la spinta al miglioramento e spesso la curiosità che è la molla della vivacità mentale.
Tutti i capoluoghi presentano problemi analoghi. Spesso anche le città medio grandi come Bologna, Reggio, Palermo, la stessa Torino.
E’ l’Italietta di Rosarno, dell’abusivismo e dell’odio, che vive palpitante ovunque arrabbiata per non essere diventa abboffata di superfluo quanto desiderava, almeno quanto il miliardario pifferaio che la incanta.
Forse il fascino profondo della gastronomia è proprio l’essere lente di ingrandimento della predisposizione culturale di una comunità. Nel bene e nel male. In provincia, ad esempio, è anche comune la figura del gourmet tronfio che dice di conoscere tutta la Francia mostrando sovrana indiferenza verso quel che succede sotto casa per paura di sembrare provinciale. Come negli anni ’90 si bevevano i Supertuscan invece delle bottiglie di territorio. Imbecilli ciucci e presuntuosi che appallano poi con recensioni non edibili.
In un Paese normale, dove però, caro Max, non è normale fare inciuci con il nemico, il Conte Andrea avrebbe reso ricchi chi ci lavorava. In un paese normale la trasmissione più seguita di prima fascia non provocherebbe la chiusura dei ristoranti con inchieste allarmistiche, ma premierebbe la qualità.
In un paese normalmente colto, invece dei discount e dei pub in franchaising, aprirebbero locali di gusto etico ed estetico.
Ecco, fate un gesto consapevole: è aperto ancora per dieci giorni. Andateci a mangiare per salutare questi ragazzi coraggiosi e bravi.
Sta in Via Roma. Tel.089.9951832. ristoranteilconteandrea@live.it













Che brutta notizia, mi dispiace molto. Raffaele Pappalardo sempre via Fb mi aveva accennato a un pò di crisi, ma questa non me la aspettavo. E’ un terribile peccato. Sono bravi in cucina e in sala. Purtroppo per quanto l’informazione faccia il suo lavoro per cercare di raccontare e valorizzare le realtà meritevoli come questa, occorre una buona dose di interesse da parte del pubblico. Salerno sembra non essere sensibile, non so. Del resto non è che siano molti in città i ristoranti a proporre una cucina tradi-creativa come quella che fa il Conte Andrea. Mai possibile che non viene voglia e curiosità sufficiente ai campani di andarci? La crisi si, ma si buttano tanti soldi in cellulari superlusso e altre sciocchezze… e poi si vuol risparmiare su quello che si mette nello stomaco! Campani, questa non va!
TELEPATIA. L’AVEVO DETTO VIA FB A PAPPALARDO. ALLORA SIAMO D’ACCORDO: MARTEDI’ TUTTI DA IL CONTE ANDREA! 101 VINI DA BERE E POI A MANGIARE QUALCOSA DI BUONO! IO VADO ASSOLUTAMENTE, DAI AMICI DEL WINE BLOG. SOMMOSSA DEI 101 (DALMATA)….CONTRO L’IMBECILLITA’. I GIOVANI CAMPANI DEVONO RESTARE NELLA LORO TERRA!
Bella iniziativa Monica, ma non credo sia sufficiente a dare sostegno morale a chi sa di aver buttato l’anima e tutta, ma propria tutta l’energia del proprio talento e dei propri sogni.
Rimango, me meschino, dell’idea che si è nati nel posto sbagliato ma soprattutto di stare vivendo nel momento sbagliato.
Mi dispiace tantissimo. L’avevo appena recensito. Il Conte Andrea è una delle poche luci della ristorazione di Salerno Città. È proprio vero: “Non tutti gli uccelli conoscono il grano”.
E’proprio vero“Non tutti gli uccelli conoscono il grano”come vi capisco …mi di spiace robby ma come dice toto’ “chi si ferma e’ perduto” ciao robby
E sì, un vero peccato. Ne avevamo parlato Monica ricordi? Condivido appieno e sottoscrivo il post. Chiude (per quel che ne so) uno dei due locali di cucina creativa ma legata fortemente al territorio (l’altro è il Ristoro degli Angeli) di Salerno città. Per trovare un termine di paragone in zona (non in città) faccio il nome di Pappacarbone (vi prego niente polemiche! condivido il punto di vista di Pignataro), però con una bella differenza. Al Conte Andrea non hanno spocchia, anzi al contrario, la marcia in più ce l’hanno proprio nell’accoglienza. Senza contare che per il conto si ragiona su due cifre e non su tre… e scusate se è poco! In bocca al lupo ragazzi! Chi è bravo, a dispetto dei tempi lunghi, alla fine riesce a distinguersi. E voi lo siete veramente.
Pappacarbone è sicuramente un buon posto
Ma il Ristoro degli Angeli è destinato a surclassarlo, ho numerosi e recenti riscontri molto positivi indiretti
Eccone uno per esempio: http://lost-in-kitchen.blogspot.com/2010/02/non-siamo-angeli-anzi.html
Per il resto hai già detto tutto tu: il giovane Marco, a parte la grande scuola, pensa a cucinare con materia prima di qualità. Solo che è un cuoco e non fa teatrini di una cosa normale.
E non dimentichiamo Rispoli e Casa del Nonno: due monumentali certezze a dieci minuti da Salerno
Il paragone era meramente stilistico, per l’impronta della cucina e l’essenzialità del locale.
Non conosco Rispoli, mentre vedo Raffaele Vitale su un piano differente, ferma restando l’impronta territoriale: lo identifico come un oste accogliente, ruvido e raffinato con un ottimo staff (Domenico una spanna sugli altri). E poi la location è da urlo.
Per non parlare delle tre eccellenze di Cetara.
In bocca al lupo al Conte Andrea e buon lavoro a tutti.
Roberto al Rossellinis!! finalmente un successore all’altezza di quella carta dei vini e un degno interlocutore dello Chef Lavarra.
Spacca tutto Roby, sono felice e orgoglioso di te.
La carta dei vini del Ristorante Rossellinis è cambiata dal momento in cui è stato licenziato il Sommelier!! e rifatta da me e da Daniele di Palma. completamente reimpostata e impaginata portandola così a più di 1000 etichette in due anni con varie verticali importanti. Nel triennio in cui Daniele di Palma ha gestito la Sommellerie del Rossellinis il ristorante non solo ha acquistato credibilità ma ha anche vinto il premio come miglior ristorante del Mondo della catena Preferred in perfetta simbiosi con il resto della Brigata, del Maitre Marzolla e dello chef Pino Lavarra…
i fatti a testimonianza di quanto sopra scritto…
distinti saluti
Zappile Matteo
2 Sommelier
Rossellinis Restaurant**
Palazzo Sasso *****L
Ravello
Vorrei aggiungere tante altre cose ma non mi abbasso al livello cosi’ poco considerevole,non voglio polemizzare le parole usate in precedenza alla replica del Zappile,a mio avviso ,degno di portare avanti il lavoro svolto con tanta umilta’ in questo triennio,nulla da dire per la scelta sostitutiva ,spero solo che tante inutili chiacchere vengano in futuro evitate,anche perche’ prima di esporsi cosi’ e’ meglio farsi un’esame di coscienza.Adduono -Zappile un gran binomio,una nuova grande squadra per il Rossellinis,a cui devo tantissimo,grazie a tutti ,grazie a Donato Marzolla ,grazie Mitico Pino forza ragazzi e in bocca al lupo ,il vostro amico Daniele.
fate scendere i bambini dal palco….c’è la corrente:)
Ormai sembra la maledizione di Salerno…sarà come dici tu – ed è vero – un problema di tutta la provincia italiana ma Salerno da anni (Nicola dei Principati? La “vecchia” Brace? boh io ero bambino…ah dopo negli anni 90 c’era pure “il simposio”) non riesce a “mantenere” in vita un ristorante che non sia il “vicolo della neve” (tanto di cappello alla tradizione dura e pura)…c’è da interrogarsi… La piazza è “inospitale” ed è la prima ragione ma sarà anche un po’ colpa della mancata attitudine pedagogica degli chef? Educare un pubblico “seduto” per restare alla tua metafora del telecomando?
Condivido e mi pervade un senso misto a tristezza e rabbia quando penso che giovani imprenditori con voglia e talento debbano abbassare le saracinesche dei loro negozi….
Siamo un paese sull’orlo del baratro culturale sia gastronomico che in altri campi….che dire : Coraggio e un abbraccio.A.
Non posso che dare il mio personale in bocca al lupo a tutto lo staff.
E’ dura ragazzi, in Campania come in Puglia, spesso non dipende neanche dal nostro impegno o dalla nostra preparazione. Se penso a quei tanti ristoranti mediocri sempre strapieni mi viene una rabbia !!!
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Ciao
Non posso che associarmi a Lucianone nostro, abbiamo affiancato l’osteria alla cantina ma è dura, durissima proporre qualità, una carta dei vini con tutte le regioni d’Italia presenti, un servizio professionale, sapori autentici, una location indescrivibile eppure si soffre e si vedono posti men che mediocri sempre pieni. E’ la cultura del Grande Fratello, di Sanremo (sto vedendo adesso i finalisti del televoto plebiscitario, allucinante).
Che peccato… Ma la “piazza” di Salerno è un esempio lampante di come sia necessario gestire sin dall’avvio le attività di comunicazione. Creare (o distruggere) una tendenza e quindi un locale è cosa repentina. E dimostra anche che i gastrofanatici sono purtroppo sempre troppo pochi per assicurare la sussistenza di un ristorante, tant’è che gustamente ti chiedi come sia possibile che i salernitani non si accorgano di una perla e che non sia problema di costo considerate le auto di lusso che circolano. La risposta ovviamente è che si parla di gusto e di buon gusto! Che puoi provare ad educare ammesso che ci sia chi abbia voglia di apprendere.
Sono meno d’accordo sulla questione ciucci presuntuosi che guardano stolti all’estero. C’è l’Ambroisie e c’è la Table o lo Zen – di Ledeuil non lo Eat :-) – ma c’è soprattutto da confrontare e da imparare per scovare il famoso il più fresco e sapere come farsi trovare. Sarebbe possibile ipotizzare che il Conte abbia praticato prezzi troppo bassi o in sala non ci sia stata spocchia ma troppa familiarità con il cliente? Sono appunto ipotesi solo per dire che il bicchiere è come al solito mezzo pieno o mezzo vuoto. E che la necessità di guardare oltre il proprio orto va sempre coltivata come dimostri anche tu dando conto di quanto succede nelle cucine non solo del sud con recensioni che mi sembrano edibili. Poi ci dovremo farci una ragione dei Supertuscan molto ben comunicati (e sento spesso dire anche molto ben fatti) e della capacità di Striscia di colpire 8 milioni di telespettatori che sono purtroppo di più dei tuoi molti 3mila visitatori quotidiani o dei miei pochi 500.
Hai ragione quando dici che il nostro circolo è troppo chiuso. La prova del 9 è verificare alle prime cose che pensano gli assessori per promuovere l’Agroalimentare. In genere tutto il contrario di quello che serve.
Il punto su cui riflettere è che è cambiato, con la crisi, il “ben comunicare” degli anni ’90. C’è ora necessità di andare in profondità alle cose.
Quando un Ristorante del genere chiude, si sbarra anche la possibilità alle Cantine del territorio di comunicare i propri Vini.
Questo è un brutto giorno per tutti.
Mi aggiungo alla lunga lista delle “condoglianze”, al contempo però mi girano le scatole. Mi domando e dico, in una città incantevole come Salerno, quando ci sono giovani che con impegno, passione e duri sacrifici cercano di far crescere la grande tradizione culinaria campana, perchè tagliargli le gambe?????
Sono sempre più convinto che l’Italia sia un paese in cui trascorrere solo per le vacanze e non per vivere!
La situazione della ristorazione di qualita’ e’ la stessa in molte citta’ d’Italia, anche se capoluogo.
Ringrazio L.Pignataro per il pregevole post, che e’ una lama affilata nella testa molle del presente.
noooo ma porca miseria ,scusate ma la prima cosa che mi viene è una esclamazione di rabbia ,mi assale un misto di ,tristezza ed incredulità ma è mai possibile ? sinceramente sono di parte in quanto Raffaele è un mio compaesano un ragazzo con principi sani ,lavoratore onesto e preparato con esperienze importanti in giro per l’Europa e con tanta voglia di crescere e di regalare emozioni .Emozioni che condividevamo ogni notte al ritorno dai nostri locali sotto casa mia ,è un gorno triste per la nostra provincia e per tutto il settore in quanto chiude un locale dove c’e professionalità , amore per il lavoro e soprattutto appartenenza al territorio, certo è un segnale emblematico di come gira l’ecomia oggi e potrebbe essere di monito a chi mettendosi i paraocchi in una situazione di crisi come questa non si sveglia dal sonno e continua a parlare di p.i.l in crescita e di cazzate mediatiche varie.comunque ragazzi bravi per averci provato per l’impegno profuso ed i piaceri regalati , spero che come dice un vecchio proverbio napoletano se si chiude una porta si apra un portone , in bocca al lupo ragazzi
Pasquale del Convento a Cetara
“Non credo sia un problema economico, quanto piuttosto un problema culturale, mentale”:condivido in pieno e c’è poco altro da aggiungere.A Salerno e provincia(vogliamo parlare dell’Agro Nocerino?!!!) sono troppi quelli che credono di mangiare bene e di capirne di qualità ma mangiano immondizia travestita da prelibatezze.Sono indignato per la chiusura del Conte Andrea e auguro a Raffele Pappalardo le migliori fortune altrove.Magari un giorno potrà tornare quando i salernitani capiranno qualcosa di gastronomia.
Luciano, non c’ero mai stato ma leggendoti me ne dolgo.
La tua analisi è precisa, dettagliata e condivisibile. Non è un problema di Salerno o del Sud, è una tragedia nazionale.
Resta la speranza che l’arte non vada perduta…
IL PUNTO E’ CHE NELLA STRADA DOVE SORGE IL LOCALE CI SONO DVERSI RISTORANTI. CI VUOLE UN PO’ DI GUSTO E CERVELLO PER IMBOCCARE LA PORTA GUSTA.
GIULIA ALLORA SI VA DAL CONTE ANDREA MARTEDI’? CHI HA VOGLIA CI SI VEDE LI’ ALLE 20,30. FATEVI VIVI VIA MAIL, SI DEVE PRENOTARE.
@ANGELO. SCUSAMI HAI RAGIONE. IL CONTE ANDREA POTREBBE DIRE “E DOVE ERAVATE TUTTI FINORA?”. L’INIZIATIVA SERVE A POCO, MA IO DEVO ANDARE A MANGIARE DA RAFFAELE DA UN PEZZO E DELIZIARMI CON IL VINO PROPOSTO DA ROBERTO. DICIAMO CHE UN FATTO DI PURO EGOISMO “IL CONTE ANDREA SI DEVE PRENDERE CURA DI ME”. E IO DI LUI. : )
:-)
si martedi Monica ci saro’
Da giovane “ristoratore” , queste notizie mettono tanta paura, non tanto per il fallimento delle propie idee in se per se, perche’ persone come raffaele andranno avanti comunque, ma l’idea che per fare cucina di qualita’ , bisogna andare via dalla terra da dove si e’ nati, per qnt mi riguarda mette i brividi…in bocca al lupo raf ;)
I ristoratori di tutta Italia dovrebbero fare una class action contro Striscia e chi ha gettato fango su una delle poche cose che funzionano in Italia. Vergogna Ricci, vergona Laudadio, vergogna Iannone!
Secondo me i ristoratori d’Italia dovrebbero fare una petizione contro Franco Barbarulo che scrive cose non veritiere soprattutto perchè il ristorante in oggetto non ha mai fatto cucina molecolare. Forse il Sig. Pignataro si è confuso, non è effetto Striscia ma effetto normalità, soprattutto perchè Raffaele che è un bravissimo cucoco fa cucina del territorio e più di 7 volte ho mangiato al Conte Andrea e sempre soddisfatto sono rimasto.
Non è un problema di cucina molecolare, ma dell’effetto devastante di una trasmissione che ha messo sotto accusa la cucina italiana. Il messaggio che si vuol far passare è che chi non presenta il piatto di pasta tradizionale fa stranezze. E il Conte Andrea, ristorante gourmet, così era percepito in città.
Poi è chiaro, le cause servono solo agli avvocati. Ma l’indignazione per il comportamento poco accorto resta.
sig luciano ho molto rispetto x lei,però le faccio un appunto,non penso che striscia sia la rovina della cucina italiana cosa ha detto e fatto di cosi rovinoso x la cucina italiana a parte qualche pulcinella che alcune volte hanno mostrato,poi vogliamo dire che sono insistenti e rompiscatole questo si?
ma se in qualche modo lei pensa certe cose di striscia mi sembra che loro alla fine di ogni servizio dicono se qualcuno vuole replicare siamo a disposizione cosi lei è più visibile dei suoi 3000 utenti e spiega le sue ragioni,o no?un’altra domanda :ma non le sembra che è un periodo che questo mondo della ristorazione va incontro a troppe esagerazioni ed esasperazioni da parte di tutti gli addetti del settore???cmq vi invio i miei più cordiali saluti ma cerchiamo tutti di tenere più giù i toni e non dire che i salernitani non capiscono di cucina…
Non è che non capite niente: non capite proprio niente
sei un ragazzo come me,fatti dare un consiglio impara ad aprire la bocca….
Premesso che proprio si scrive con la R,credo sia comprensibile il risentimento di chi ha buttato soldi e sacrifici in un locale e si vede costretto a chiudere.E’ anche vero che a volte la cucina gourmet per preparazioni e costi non è accessibile a tutti e chi la fa dovrebbe cercare di intercettare i gusti dell’utenza e non arroccarsi in posizioni di superiorità solo perchè fa una cucina “particolare”.Recentemente mi è capitato di mangiare in uno di questi locali e lo chef ci ha tanto decantato un suo dolce…bè non è piaciuto a nessuno,eppure lui ne continuava a decantare la magnificenza e soprattutto la raffinata tecnica di esecuzione.Insomma uno può essere pure bravissimo ma se poi a nessuno piace quello che fa ,forse è il caso di riflettere un attimo.Detto ciò resta il fatto che molti consumatori capiscono poco o niente di quello che mangiano.Si spera quindi in un’opera di informazione e formazione sempre migliore da parte della stampa specializzata e delle associazioni di settore(Slow Food in primis) per rendere più edotto il consumatore.E credo che a tal proposito Luciano Pignataro stia facendo un ottimo lavoro di cui tutti dobbiamo rendergli merito.
la mia differenza è che io ho messo la faccia a parte te che ti nascondi. Fino al 28 sto a salerno ed io rispetto le persone che mi hanno apprezzato. Tu non sei una di quelle perche non capisci niente altrimenti non buttavi aria al vento. Dimenticavo vieni a passare una serata al Conte Andrea ne vale la pena
Marco la replica non è per te, ma per Alex
Non sono d’accordo con lei Pignataro. Sono salernitano e vivo in questa bella cittadina da 48 anni,anche se spesso per doppia vita sono a Bologna.Io non ha mai visto il Conte Andrea come un posto che fa stranezze ,è un ristorante che a mio modesto avviso troppo presto a gettato la spugna. Penso solo che striscia abbia difeso la cucina italiana dalla minaccia dell’uso inappropriato di alcuni additivi che in Spagna hanno stroncato la tradizione e dato spazio ad una nuova era di cucina dove il prodotto non è più il protagonista. Proprio lei che diffonde la cultura del territorio e del cibo sano accompagnato dal buon vino di cui è il maggior esperto della nostra terra, e vi ringraziamo di questo, non può a mio modesto avviso fare un’errore di generalizzazione cosi grave colpevolizzando cose e persone che difendono i sani principi della buona tavola. Da poco ho visto che collabora con Slow Food. In qualche intervento di Carlo Petrini mi sembrava di ascoltare le parole di Iannone. La mia terra è rappresentata da pregevoli ristoratori a cui sono affezionato, Rispoli, Vitale, Torrente,i due Gennarini,Franco del San Pietro, Capo d’orso la caravella,Iannone e Don Alfonso, Gennarone,Oasis e tantissimi altri dove mai ho mangiato cose azzardate e mai hanno servito qualcosa che sia stato aiutato con qualche additivo come è successo da juan roca dove una flautolenza immediata ha colpito i miei ospiti durante una cena. Per questo siamo un gruppo di amici salernitani che prima di tutto difendiamo i nostri ristoranti che sono seri e non fanno uso di queste cose e poi diamo pieno appoggio a Iannone che a nostro avviso viene accusato ingiustamente. Ovvio rispettiamo il suo pensiero ma non lo condividiamo.
replica x il signor raffaele,non mi sembra di averti offeso in nessun modo,e ti rifaccio i miei complimenti x il coraggio di aver investito tempo pazienza professionalità e denaro….poi volevo solo dire che quando apri la bocca lanci solo offese e non misembra un comportamento da buon imprenditore,o no?poi su questo sito ho lasciato la mia mail quindi non mi nascondo e poi x quale motivo se non faccio del male a nessuno o butto fango su qualcuno…
e che offese ho fatto ho detto la mia.Dimmi una cosa tu dove porteresti a salerno per un evento dei tuoi invitati a parte il ristoro degli angeli. aspetto risposta
vedo che scrivi e non ti rendi conto che hai offeso solo e mai fatto un discorso di senso compiuto…..ti faccio io una domanda ma l’umiltà dove l’hai lasciata?
Mi scusi prima che torni a lavoro. Legga l’articolo di Iannone sulla città di Venerdì scorso e sarei curioso di sapere l’impressione del sig.Vizzari. Questo oltre a cucinare sempre sappia anche scrivere e trasmettere emozioni.
Un consiglio. Non eseguite alla lettera le ricette, qualsiasi esse siano. Un vostro tocco non fa mai male. Anzi. Conferisce al piatto carattere. Le ricette sono vive, si trasformano anche in base all’umore. Mai un piatto potrà essere lo stesso. Un cuoco, come una mamma o un artista si affida alle proprie sensazioni giornaliere. Non fidatevi quando un sapore è sempre lo stesso. Dietro c’è il trucco. C’è un chimico, non una mamma.
Io sono emozianato perchè mi piace mangiare bene e andare nei ristoranti anche per fare bella figura
Accetto di scambiare una opinione con lei anche se è un nickname di un Ip utilizzato con diversi nomi e da cui sono partiti anche insulti.
Da sempre nella cucina ci sono state diverse scuole di pensiero. Non è detto che la mamma (ma quale, magari la mia che ha 82 anni) sia meglio di chi usa la chimica. Il punto non è chimica o non chimica, additivi o non additivi ma la coerenza tra quello che si dice e quello che si fa, proprio come nel vino.
Per me il vino nel rovere grande non è il bene mentre quello in barrique non è il male. Posso avere gusti in una direzione piuttosto che in un’altra, ma se un Supetuscan è fatto con i controfiocchi lo accetto benissimo come espressione stilistica pur magari critcandolo.
Iannone ha espresso invece una visione del mondo manichea e insopportabile, antiscientifica e soprattutto violenta attaccando i suoi colleghi colpevoli solo di essere più bravi di lui.
La storia la conosco per filo e per segno e nei dettagli, dunque non dobbiamo girarci attorno.
Iannone ha sbagliato ripetendo l’eterno cliscé del meridionale che invece di porsi il problema del governo preferisce alzare il tavolo e far saltare tutto perché si sente inadeguato.
Quanto a Slow Food, non ha avuto dubbi nello schierarsi decisamente a difesa di Bottura: per la prima volta nella storia dell’associazione è stata organizzata una cena di solidarietà a Modena. Questo per chiarire la distanza siderale che separa Iannone dalla cultura gastronomica italiana di qualità legata alla terra.
E’ assurdo che un cuoco serio giri con le telecamere di un programma fascista e populista per rompere le palle in un convegno di cucina dove invece dovrebbe presentare le sue creazioni se veramente desidera misurarsi con gli altri. Vuol dire solo che ha scelto di diventare un personaggio televisivo. Auguri.
Concordo su tutto, anche sulle virgole.
Un cuoco giullare che per piacere e compiacere si comporta e dice ciò che un pubblico non suo vorrebbe sentirsi dire.
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Ciao
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Non voglio convincere lei sig.Pignataro che Iannone abbia ragione sarebbe improponibile. Mi aspetto solo che a questo punto una decisione della vostra premiata guida e cioè, di eliminare Pappacarbone dai ristoranti d’Italia in accordo con le altre guide, con le firme di tutti i cuochi d’Italia in modo da tappare per sempre la bocca ad un cuoco. Tipo come tempo fa si faceva per regolare i conti tra le cosche criminali.
Iannone è troppo intelligente infatti mentre lui al congresso abbracciava Bottura e discuteva con Ducasse qui c’è chi lo dipinge come un povero meridionale che vuol far saltare tutto.
Io non ci credo, mi scusi ma è il mio modesto pensiero.
Spero presto di poterla conoscere di persone anche perchè ho molta stima per il grande lavoro che svolge nella nostra amata regione.
Tra persone che si rispettano credo si possa avere anche una visione diversa .
Il fatto che Iannone sia collaboratore settimanale di un quotidiano del Gruppo Espresso mi pare sia la risposta più concreta ai suoi futili timori
Ma del resto, essendo ospite fisso del programma di maggiore ascolto della Tv del presidente del Consiglio non credo che lo attenda un periodo di oscuramento, bensì di grande share.
Io personalmente non metterò più piede in un suo locale, ma questa è una mia scelta personale.
Da qualche parte ho letto infatti che non importa quello che dice e fa, ma come cucina. Io non ci sto. Appartengo alla generazione che non crede alla neutralità degli specialismi senza etica. E non mi sono smosso da lì. Vado da un cuoco che sa raccontarmi emozioni in un piatto e non vomitare in continuazione contro i suoi colleghi, un po’ come da un produttore di vino: se mi dice che il suo vino è fatto VERAMENTE con le uve, lo ringrazio e lo saluto. L’ultima visita da Iannone con Paolini, fu una seduta psichiatrica.
Se Cremona rendesse pubblica la lettera di insulti ricevuta si chiarirebbero tante cose. Ma da gran signore qual è si è tenuto lontano da questa polemica. Cosa che ho fatto anche io per rispetto del fratello sino a quando non c’è stata l’aggressione fascista a Identità golose.
Non ho timori cerco di capire perchè tanto odio verso una persona che stimo e che sinceramente come tanti rispettabillisimi ristoratori della mia terra crede nella buona cucina. Non capisco il termine vomito contro i colleghi, se Massimo Bottura nella sua intervista ha confessato di essere estraneo all’utilizzo di additivi . In ogni caso avrebbe avuto la possibilità di spiegare le motivazioni della sua ricerca con queste sostanze e difendersi dagli attacchi pubblicamente. Mai Iannone ha fatto il suo nome. Per corettezza bisogna dirlo.
Non capisco perchè il vomito di qualsiasi sfogo possibile debba essere contestato ingiustamente da uomini del settore gastronomico. Compro guide gastronomiche da vent’anni ed ho sempre pensato al giornalista gastronomico come una sorta di giudice imparziale. In questo caso reputo offensivo il giudizio verso Iannone. Lei non torna da Iannone, però è andato con Vizzari, come ho potuto constatare dal suo blog, da Iaccarino, che direttamente offende gravemente il suo capo e la guida che rappresenta , mentre Iannone ha il coraggio di recarsi a Milano e affronta Paolo Marchi a telecamere aperte senza timore di replica diretta e commenti negativi. A mio avviso il cuoco di Cava acetta il confronto senza scappare e apre un dialogo che forse qualcuno non accetta. Da persona matura reputo poco elegante il non confronto e il messaggio che si vuole diffondere di abbandonare l’idea di tornare in un ristorante che non condivide certe idee. Acetto la sua critica anche perchè ho capito che in fondo ci sono rapporti di famiglia con il fratello. Ma l’idea che mi sono fatto è che al posto di scappare, bisognerebbe aprire un dialogo tra cuochi che utilizzano criteri divesi.
Identità golose è uscita fortissima dalla puntata di striscIA. Dal comunicato stampa letto sempre qui ,si parla di errori commessi da entrambi le parti. Finalmente un cuoco ed un direttore che si guardano negli occhi. Sia l’uno che l’altro soffre per difendere qualcosa in cui crede. Paolo marchi è, e ,resta un grande difensore della cucina italiana che ha emozionato tanti miei amici per le belle parole utilizzate tante volte a favore della cucina. Penso che lui abbia proprio bisogno di personaggi complessi come Iannone, Bottura ed altri Chefs che lavorano seriamente e difendono il loro operato.
Da appasionato di cucina il confronto cucina, vino non tiene perchè se dovessi immaginare come lei fa capire con il vino ,di mangiare un tartufo con qualche additivo o conservante, vorrei essere informato.
Spero che il tempo porga chiarezza e pace a questa vicenda per il bene della cucina, soprattutto della nostra amata terra ricca di prodotti ma povera di professionalità e l’esempio triste è proprio la vicenda di Raffaele che lascia un posto straordinario che non può essere paragonato allo squallido Tramp’s Pub, locale per chi non ama certo la buona cucina professionale. Meglio mangiare a casa.
questa di buttarlo fuori dalle guide non la capisco.
sembra, dico sembra perchè non ci sono mai stato, che iannone sia un cuoco piuttosto bravo, non geniale ma molto valido interprete di una cucina del prodotto, con ricerca pare maniacale.
ha voti molto validi, confermati anche dopo la sparata dell’anno scorso.
se continuerà a dedicare il suo tempo ALMENO al ristorante ed alla materia prima come ha sempre fatto non vedo perchè questo non gli debba essere riconosciuto. pare che l’umilta e la correttezza professionale non siano il suo forte. ce ne faremo tutti una ragione, andando a mangiare da lui nella speranza che “parli” con i suoi piatti e non con la sua persona.
in merito alla discussione tra massimo ed il sig luciano vi dico il mio pensiero,e cioè,penso che nessuno mette in dubbio le capacità di iannone nemmeno il sig luciano io credo ma nella vita ci sono modi e modi di confrontarsi se tutti alziamo la voce e facciamo le”vajassate”non si vedrà mai la luce se invece ci si incontra e si espongono le proprie opinioni con garbo dando modo di replicare può darsi che si ottengono risultati migliori di chi strilla e si altera,forse ci vuole una buona dose di camomilla,xkè strillando si ottiene il risultato contrario e quindi si passa dalla parte del torto…poi a quanto leggo ognuno di loro ha le spalle coperte a suo modo quindi si sento forti altrimenti secondo me non avrebbero nemmeno il coraggio di certe scenette?
Raffaele mi dispiace tanto davvero. In bocca al lupo per tutto. Novella
Gradirei una visita del ns. Luciano ad un atipico ristorante salernitano , dove la quenta non si discosta da quella di Conte Andrea , ma il risultato finale si e di molto . Locale sempre affollato ,tutta la settimana , servizio , diciamo “estemporaneo “, cantina inesistente , eppure …. Mi riferisco al Tramp’s Pub . Già il nome dovrebbe scoraggiare gli amanti del buon cibo ,ed invece …Parliamone , rectius scriviamone dopo averlo provato .A presto.
ringrazio tutti per la stima che avete nei nostri confronti
Comunque ieri sera (martedi 23) eravamo in due a mangiare per tutta la serata…
Ci racconti cosa ha mangiato e le sue considerazioni in merito anche negative se ce ne sono.Le critiche ,se costruttive e non campate in aria,aiutano a migliorare
Ci può raccontare cosa ha mangiato e le sue considerazioni in proposito,
Un attimo,rileggendo forse mi è sfuggito un passaggio.Dopo tutti gli attestati di stima e le promesse di andarci martedi,nel giorno in questione solo 2 persone?forse ho capito io male…….non può essere.chiedo conferma a chi ha scritto il post di cui sopra.grazie.
Marco: Hai capito bene! Solo due persone in tutto (per tutta la serata). Da questo deprimente fatto viene la scelta dei nostri pseudonimi: i nomi dei protagonisti di ‘Molto Rumore per Nulla’.
Arguta la scelta dei vostri pseudonimi.mi racconti cosa avete mangiato e le impressioni della vostra serata lì.grazie
Caro Alex
dovrebbe leggere con più attenzione prima di scrivere: io non ho mai dato appuntamento per martedì sera avendo già da tempo fissato una cena in un altro posto dopo la presentazione alla quale abbiamo salutato con affetto Raffaele venuto a salutarci e pronto per una nuova avventura di cui a breve daremo conto. Ma ho solo invitato ad andare al Conte prima della sua definitiva chiusura annunciata il 28.
Forse il suo astio nel miei confronti dipende dal fatto che non riesce a capire quello che dico?
E mi chiedo: come mai, a parte il giornalista Tommaso Siani de La Città, nessun sostenitore, dico nessuno, della buona causa di Iannone ha il coraggio di firmarsi, qui come su Dissapore come su Passione Gourmet, con il proprio vero nome? Perché tanti nomi da uno stesso IP? Sono le piccole paggliacciate infantili che fanno da cornice alla grande pagliacciata dell’inchiesta di Striscia?
sig luciano mi scuso del fraintendimento x quanto riguarda la cena,x quanto riguarda la mia firma ce come ce la mia mail veritiera su questo sito e poi x quale motivo dovrei nascondermi ho rivolto delle accuse o offese o apprezzamenti poco felici nei suoi riguardi o di qualcuno?poi lei dice che ho dell’astio nei suoi confronti e per quale motivo come l’ho dimostratome lo dica…non ho preso le difese di nessuno e nonho accusato nessuno,ripeto cosa ho detto x chiarezza dico che non si discutono le sue capacità culinaria ma non ha i modi i tempi ed il linguaggio giusto per esporre il suo pensiero….poi ho solo detto che non vedo come possa entrare a far parte della decisione di una chiusura di un locale striscia per di piu come dice lei non chiudi per problemi economici ed allora per cosa?mi risponda e sia sincero e mi dica quale astio e come ho offeso qualcuno…????
Gentile Alex, non entro nel merito delle sue considerazioni che liquido come un’animosità che prescinde assolutamente dalla qualità delle persone e del lavoro che su questo sito si fa. Ritengo solo che sarebbe bene dire la propria idea, che come vede non è censurata (ci mancherebbe), mettendoci la faccia e per me questo vuol dire solo una cosa: nome e cognome. Io sono Monica Piscitelli, qui c’è Luciano Pignataro e così via. L’appello per martedì lanciato nel web informalmente ad andare dal Conte Andrea non ha avuto l’ esito che avremmo gradito. Ma del resto ognuno è libero di decidere come passare la propria serata. C’è tempo fino al 28 per chi vorrà. Io sarei stata ieri lì con la signora Cannada se non avesse avuto un contrattempo d salute. Ho avuto occasione di parlare comunque da vicino ieir sera a La feltrinelli con Raffaele P. e Roberto A. e di augurargli il mio in bocca al lupo. Li andremo a trovare nelle loro rispettive nuove location dove auguro loro di avere ancora maggiore successo. Spero di porterla incontrare nel web prossimamente potendola guardare negli occhi. Buona giornata.
gentile signora monica la mia firma ce,qui ce pure la mia mail e quindi non vedo dove sia il problema,mi scuso se le sono sembrato animoso,ma non è cio che volevo far capire,avevo letto di un vostro dispiegamento in massa da raffaele e non c’era nessuno di voi e capisco che ognuno ha le sue cose da fare ma si puo fare un po di ironia sulla vostra assenza( a volte si puo accettare dell’ironia se è fatta senza cattiveria,ma forse io vedo un po di troppa tensione o mi sbaglio)…se l’ho offesa ancora mi scuso anticipatamente e mi riprometto di non parlare più di lei..
Leggo solo ora l’ennesima polemica – questa sì a base di velenosi additivi – sulla querelle molecolare, Striscia, Iannone, ed altro. Mi ero imposto di non disturbare più l’amico Luciano ma il suo post mi lascia bocca aperta. In nessun paese al mondo, credo, si può affermare che una trasmissione tv – con l’aiuto di uno chef – possa far chiudere ristoranti. Pensarla così serve solo ad alimentare rancori ingiustificati. Non conosco il caso in esame, dunque non mi pronuncio nel merito. Ma credo che l’assioma valga anche in questo caso. Sul fatto che tu, stimato critico enogastronomico, ti sia imposto di non mettere più piede da Pappacarbone, non credo possa essere una nota di merito. Dovresti farlo, per accorgerti che, da un po’, le cose sono cambiate. Ed in meglio, credo. O in peggio, se lo riterrai, ma solo dopo esserci stato. Un pre-giudizio (culinario od etico) non è accettabile da una persona di valore come te. Per quanto poi riguarda il linciaggio professionale e personale riservato a Iannone alcuni giorni fa dal sig. Bonilli (notizie de relato utilizzate per demolire una persona) attendo ancora una tua risposta. Ammesso che ci sia un modo per giustificare un tale deplorevole comportamento.
Era ovvio che nessuno andasse da Raffaele e che l’effetto striscia a mio avviso è stato il pretesto per offendere un collega di Raffaele ,quale Iannone, che insieme nulla hanno a vedere con la cucina molecolare. Io a differenza del sig Siani, con il quale condivido a pieno il suo post, aspetto ancora risposta sul caso Iaccarino, che duramente ha offeso Enzo VizzarI,un giornalista direttore della mia guida italiana PREFERITA. Mentre Iannone che non ha parlato di critici e guide ,viene trattato come un fetente. A questo punto capisco la saponetta data a Paolo Marchi e adesso posso dire con fermezza che male non ha fatto. Essere insulatato di aver buttato fango sulla cucina italiana mentre difende dalla chimica la grande ristorazione italiana è come dire che L’EFFETTO STRISCIA fa chiudere raffaele e nella serata dell’addio nessuno si presenta perchè la sua cucina è troppo naturale e quindi non fa parlare. Raffaele come uomo e come cuoco meriterebbe più di Massimo Bottura che non è stato capace di spiegare agli italiani la sua filosofia dell’avanguardia.Questa è la verità. Bottura non parla, Adrià chiude e scappa via, i cuochi di tutto il mondo hanno lasciato dichiarazioni in tv tipo il mio idolo Passard ( miglior cuoco del mondo e ricordo ancora le serate con mia moglie a Parigi quando le cose andavano bene), e la stampa difende tutto questo. La mia rabbia è proprio data dal fatto che una persona come il Sig. Pignataro, che da poco sembra essere l’uomo di fiducia di Vizzari per il sud Italia, spara pubblicamente contro Iannone , quando l’imparzialità del giudizio etico e professionale per chi fa le guide dovrebbe essere segreto. Il sig. Siani ha letteralmente afferrato la circostanza.
Su come la Guida Espresso elabora il proprio giudizio
http://www.lucianopignataro.it/a/guida-espresso-si-riparte-meglio-parlarne-ora-no/8743/
Qui, come su Papero Giallo e Dissapore, Enzo Vizzari ha detto il suo parere
http://www.lucianopignataro.it/a/identita-golose-irruzione-di-striscia-la-notizia-con-rocco-iannone/9140/
L’imparzialità del giudizio professionale sarà garantito da visite anonime, così come è accaduto nella edizione attualmente in commercio e in quelle precedenti. Non è mio costume entrare nel merito, né in questo caso e né nei ruoli di responsabilità che ho ricoperto e ricopro al giornale. Questo distingue un professionista da un appassionato.
Al contrario, l’imparzialità del giudizio etico sul comportamento di una persona non rientra nell’ambito di una guida, è invece garantita la libertà di espressione dalla Costituzione. Persino ai magistrati, figuriamoci a una impresa privata.
Per cui se devo passare una serata personale di relax, certo non sceglierò quel posto. E sono libero di dirlo.
Si rilegga Marc Bloch su I re Taumaturghi. Ciascuno di noi è fisicità e funzione, e quanto meno questi due aspetti sono fusi, tanto meglio si svolge la seconda. Mi rendo conto che in un Paese come il nostro questo aspetto elementare della gestione è ormai completamente offuscato dall’identificazione dei partiti con le persone, del potere con gli interessi di uno, ma in genere è così che vanno le cose quando si lavora bene.
Non mancano produttori di vino i cui comportamenti non mi piacciono. Ma i loro vini vengono sempre valutati per quel che valgono.
Iannone che porta il sapone a Marchi è l’incubo della ragione gastronomica E il sonno della ragione genera mostri Goya dixit
Io non hofatto nessuna spesa, è la citta che non ha risposto al posto, poi le persone da te nominate meritano rispetto
Interessante il post del Sig. Vizzari,offensivo il secondo, anche se non rispondono alle mie domende più esigenti. Potrei comunque paragorare questa frase……Ps: aggiungo infine una nota personale. Per aver manifestato dissenso alla copertina VelenItaly del settimanale Espresso, Vizzari ha dovuto interrompere la collaborazione e il suo blog è stato oscurato. Credo che persone così dovrebbero essere difese anche da chi ritiene di aver ricevuto un torto da lui…… Volterei la stessa cosa a favore di Iannone che a mio modesto avviso ha difeso la cucina dall’utilizzo di sostanze che pregiudicano la trasparenza del prodotto nel piatto, e chi ha mangiato in alcuni posti in Spagna e in Italia non può negare che questo sia una bugia e andrebbe difeso anche da chi ritiene di aver ricevuto un torto da lui.
Paolo Marchi forse al posto di prenderlo in giro doveva difenderlo cosa che non hanno fatto mai in tanti altri.
Continui a non rispondere alla mia domanda: ne prendo atto- Qui nessuno mette in dubbio la tua integrità come professionista, nè tantomeno la validità della Guida Espresso e del suo direttore (figurati se posso farlo io che ci lavoro nel Gruppo Espresso). Qui si discute di altro. E mi spiego. Fin dall’inizio della vicenda “Striscia” la tua reazione, come quella di altri, è stata di chiusura totale nei confronti di chi, probabilmente con toni e comportamenti non adeguati, poneva però un problema: è giusto che chi va al ristorante sappia cosa c’è nel piatto che mangia? Era questo il nocciolo della questione. Piuttosto che rispondere, utilizzando la stessa Striscia (siamo giornalisti, se non sbaglio, e quindi sufficientemente padroni del mezzo), a quella che era evidentemente una provocazione (avevo suggerito al sig. Bonilli di consegnare a Ricci un Papero d’Oro), tu ed altri avete scelto la strada della chiusura totale, dell’invettiva, della ridicolizzazione del “nemico” e dell’attacco personale. Finendo così per fare il gioco di Striscia. Qual è stato il risultato? Bottura – da voi indicato quale l’obiettivo finale di questa campagna di stampa – a telecamere accese abbraccia Laudadio, Iannone pure, “mai usati additivi nella mia cucina”,Identità Golose ringrazia Striscia perché ha proiettato in prima serata – e quando sarebbe mai accaduto? – il mondo dell’alta gastronomia. E voi lì, col cerino in mano, pronti ad incenerire il primo Iannone che vi capitava a tiro. Caro Luciano, è tardi ed è stata una giornata di duro lavoro. Fumo l’ultima sigaretta e vado a letto. E cito, scusami per la banalità, “Via col vento”: domani è un altro giorno. A proposito: ti piacciono i gamberoni rossi del golfo di Salerno? Io avrei un’idea su dove mangiarne di buonissimi… non ti dico cucinati da chi altrimenti t’incazzi.
A una pagliacciata non si risponde con una pagliacciata
E i gamberi li ho mangiati ieri sera, da un cuoco vero
Quanto al cerino, credo sia rimasto in mano a te che ancora accendi sigarette:-)
io vorrei sapere dove mangiarli…..
Sono appena tornato dal Conte Andrea,serata piacevole come non ne passavo da tempo.Alla faccia di Brillat-Savarin che sosteneva che la piacevolezza di un pasto dipende anche dalla compagnia,io ci sono andato da solo.Assolutamente splendido il servizio in sala di Roberto,gentile e preparato come pochi.Molto buona la cucina dello chef Raffaele che per quest’ultima settimana propone un menù degustazione e non la scelta alla carta.Raffaele ha talento da vendere e sono sicuro farà molto bene nel nuovo locale dove andrà a cucinare.Considerazione a parte:c’è una parte del centro storico diventata monopolio dei ristoranti etnici o presunti tali,Kebaberie dall’odore poco rassicurante che hanno soppiantato locali tradizionali ;in particolar modo mi è dispiaciuto non trovare più un posto semplice dove cenai una sera di alcuni anni fa mentre ritornavo dalla presentazione di un libro di Luciano Pignataro sui ristoranti di salerno.Fu una serata molto bella,prima il libro,poi la cena e infine un concerto gratuito di Angelo Branduardi.A vederlo solo in pochi tra cui io:Salerno è avara di amanti della buona tavola e della musica non strillata.Peccato,è una delle città che amo di più in Campania ma sta perdendo la sua identità culturale.
A dimenticavo….visto che si parla di mettere la faccia,come faccio io a mettere il mio bel viso paffuto nel quadratino in alto a destra?chi me lo dice?grazie.
Tra uomini ci si riconosce, non c’è bisogno della faccia:-)
Cmq chiedo al webmaster e ti faccio sapere.
Sono d’accordo con te,però sarebbe un bel modo per “autocertificarsi”,così non ci si può nascondere dietro nomi e nomignoli,anche perchè può capitare che uno stesso computer lo usino più persone e che l’IP sia lo stesso.Oltretutto in caso di firme simili,non si fa confusione su chi scrive il commento.Vediamo se si può fare….. :-D
http://it.gravatar.com/ (è gratis)
e quando posti il commento devi inserire la stessa email
Uso l’accendino e non sono un piromane. Nè sono un esperto in “auto de fé”, pratica tanto cara all’inquisizione spagnola, tristemente tornata in auge nei vari blog di cucina (troppa dimistichezza col fuoco, fose, visto che si parla di pentole ed affini). Intanto continui a non rispondere alla mia domanda. Devo una risposta io, invece, al signor Contursi: stasera, alle 20.30, da Pappacarbone, serata a tema con menu a base di gamberi rossi. Io, purtroppo, non ci sarò: li ho mangiati però domenica scorsa con spinaci ed aceto balsamico (quello vero, s’intende). Davvero ottimi. Il cuoco? Rocco Iannone. Non sarà “vero” come sembra sostenere Luciano, ma in cucina è davvero bravo. Mi scuso con Luciano: faccio uno spot per i “pappacarbonari” sul suo blog. Mi perdonerà anche questa, spero.
Dopo la strisciata di ieri sera sembra proprio che Vizzari ebbe ragione a dire che non credeva più alla guida dei best 50. Dando ragione a Iannone che tutto sommato dice solo cose vere e con il cuore perchè è veramente un grandissimo cuoco come tanti altri in Italia.
Bè bisogna ricordare che nessuna guida è vangelo,e comunque c’è sempre il gusto soggettivo che è personale.Anche tra amici ci si scambia consigli su dove andare a mangiare e a volte i giudizi sullo stasso locale sono discordanti.Basta però polemiche vecchie quanto il mondo sulle guide,credo ci siano cose ben più interessanti di cui parlare.E comunque questo era uno spazio dedicato al SALUTO al Conte Andrea che chiude e invece si parla d’altro e si fa polemica con attacchi personali ora ad uno ora all’altro.Forse di taluni argomenti sarebbe più giusto parlare su un altro spazio sempre di questo sito,chessò apriamo uno spazio apposito tipo:”TUTTI CONTRO TUTTI” :-D
http://www.chefdicucinamagazine.com/professionisti/effetto-striscia-morte-di-un-ristorante-di-provincia.html
Anche io aspetto risposte alle domande. Volevo solo ricordare dopo aver visto la t4rasmissione di ieri sera che tempo fa ho assagiato la pasta e fagioli compressa alla Francescana. Ad un campano osare e far intendere che questa è evoluzione difesa anche dallo Slow Food vuol dire far passare la voglia di tornare nei grandi ristoranti. Questo è un danno. Lasciar intendere ad un maestro che una sua cavolata è un’ evoluzione. Per fortuna siamo consolati dai miglior cuochi d’italia e parlo di Gennarone, Iannone e Uliassi che restano saldamente il modello della vera cucina Italiana. Troppo e fortemente sottovalutati. Mi fa male pensare dell’odio verso il CAVESE soprattutto da un mio paesano che sembra aver poca conoscenza della cucina internazionale e dei danni ingenti che il modello Spagna ha portato nelle cucine dei maestri.
Da italiano l’unica influenza accettabile è quella di un’estrema trasformazione della cucina del territorio cone basi di tecnica orientale e francese che aiuta la ricerca dell’equilibrio del sapore lasciando intatta la complessità organolettica del prodotto. Aspettiamo risposte
Sulla pasta e fagioli andiamo a parlare di temi sacri.Ergo,facciamolo con molta cautela…. :-D
Mi ripeto,questo era lo spazio per salutare il Conte Andrea e questi attacchi diretti a Luciano,QUI,mi sembrano fuori posto.SBAGLIO MASSIMO?
Sono perfettemente in linea con lei Marco. Ma io non attacco Il sig. Pignataro che stimo non a caso ho tutta la collezione dei suoi libri e condivido questo blog che reputo serio e molto informativo. Non è accetabile secondo me dire che Raffaele chiude e la colpa ha il sapore di striscia. Alle domande dirette non c’è mai risposta.Questo è come vendere l’acqua colorata e dire che è un grande rosso della bourgogna.
A quanto pare fa più eco chiuderlo un locale che averlo aperto.
Ai stimatissimi amici di Conte Andrea, chi ve l’ha fatto fare…di chiudere! :-))
cara signora bartoli è la terza persona che rispondo sul fatto che non mi firmo,ripeto su questo sito ce la mia mail e poi in qualche modo l’ho offeso,mi sembra di no….mi scuso se mi sono permesso di fare dell’ironia sulla cena ma la si puo prendere con più filosofia e non fare la parte degli offesi x nulla….non sapendo che lei avesse avuto problemi di salute le chiedo perdono della mia ironia..però mi faccia una promessa,il mondo è afflitto da problemi più gravi della mia ironia su una sciocchezza quindi questo fa si che la mia ironia è una sciocchezza da prendere con più leggerezza e meno pesantezza per offese che io non le ho mai rivolte..un saluto sincero da chi la stima sia a lei che al sig luciano e vi seguo ma permettete pure che chi vi segue vi possa rivolgervi delle critiche puliti e non infamanti……se pero vengo additato di accuse di infamia nei riguardi suoi del sig luciano ho della signora piscitelli su questo sito non scriverò piùnulla su questo sito,e non ho mai scritto con altri nomi o altre mail non faccio di queste cose ed è libera di non credermi..però mi permetta di pensare che se succederà cio posso solo pensare che viviamo in un mondo in cui nessuno acceta le critiche..cordiali e sinceri saluti ed una pronta guarigione…
Un saluto ai ragazzi del Conte Andrea, penso di capire cosa si provi in questo momento essendoci passato un po di anni fa , quando poi decisi di fare ” l’emigrante”. Mi ero davvero rotto della movida mordi e fuggi e dei giudizi di chi era abituato a mangiare le solite cose bevendo i soliti tre “vini sola” o le brocche della casa spesso appositamente refrigerate.Sono passati una decina di anni e purtroppo le cose non sono cambiate di molto. Forse un problemino che affligge gran parte della cosiddetta Provincia italiana e non penso sia una vostra sconfitta .Anzi onore e rispetto per chi come voi ci ha creduto e per chi provera’ in futuro (magari io quando ritornero’).Sulla polemica di Striscia ecc. non penso valga la pena di animarsi piu’ di tanto da ambo le parti e che nessuno possa negare a Luciano o altri di scegliere nei loro momenti di relax di andare o meno in un determinato posto se il titolare ,il cuoco o il sommelier o chicchessia mi stanno sullo stomaco, o se il loro comportamento non lo ritengo” etico”. Questo ripeto nei momenti di libero svago, magari per giudicare quel dato ristorante in una guida ,possono’ sempre passarci uno, due o dieci colleghi che rispetto e stimo.Non sara’ la stessa cosa ma forse e’ anche meglio se parliamo di obbiettivita di giudizio visto che poi ci sono dei lettori interessati.A dire il vero io la penso cosi’ anche per i produttori di vino,olio ecc. Non promuovero’ mai ad es. la vendita di un vino di chi obbiettivamente e’un cosiddetto poco serio quindi perche’ dovrei pubblicizzare gratuitamente chi non stimo piu ? Certo che poi tutti noi possiamo sbagliare in buona fede e tra qualche anno le cose potrebbero assumere anche una sfumatura diversa,saluto tutti ed in particolare tutto il team del Conte Andrea .
P.s. potreste gentilmente elencarmi il menu’ degustazione del Conte A. ?
zuppetta di pomodoro giallo e tortino di broccolo e stocco .risotto alici salate bufala e pom del piennolo .carbonara di cipollotto nocerino e croccante di pancetta di nero casertano fantasia di sardielli e pasticciotto amalfitano
Sono curioso di saper Chef Raffaele se lei chiude per l’effetto Striscia. Anche questa volta leggo nelle sue ricette idantità del territorio con prodotti tipici come lo splendido cipollotto nocerino che nessuno promuove.
Mi chiedo, e questa è un’altra domanda che merita risposta. Quali sono i ristotanti che fanno cucina molecolare dove il Sig. Pignataro ha mangiato. Solo in questo modo posso farmi una ragione per capire perchè avalla gli additivi nel cibo dei grandissimi ristoranti.
Rovesciamo il ragionamento facendo salva la buona fede: quali sono, precisamente, gli additivi proibiti che lei o Roccco Iannone ha verificato in una cucina molecolare?
NOMI
Non farete mica come quelli che nel ’700 ritenevano il pomodoro velenoso, vero?
O come quelli che dicono che in Sicilia sono tutti mafiosi?
Niente è proibito, è l’uso inappropriato senza un regolamento che controlli il dosaggio da parte di un chimico, che desta, a mio avviso preoccupazione nel settore della grande ristorazione che non è controllata da standard che consentono il dosaggio perfetto. Questo è il messaggio che io ho capito. La prego di farmi luce se ho capito male
Lei dice che bisogna stabilire per legge il dosaggio di ciò che è legale?:-(((((
Nessuno promuove il cipollotto nocerino?!!!!!!!!!!!!!! io come fiduciario slow food dell’Agro e il dottori Bulleri come presidente del consorzio ci stiamo facendo un …. così!!!! Ci vuole temo per far conoscere un prodotto.Recentemente anche il grande gennarino esposito ha fatto un piatto col cipollotto.
Grazie per l’info,ed aggiornatemi sulla vostra prossima destinazione. In bocca al lupo.
garantisco che è molto buono,e viene proposto al prezzo onestissimo di 35 euro vini esclusi
Nessuno vieta niente a Sig. Pignataro ci mancherebbe. Fare campagna contro un’idea diversa di vedere le cose non vuol dire infangare il prestigio di una persona è come dire Pignataro non capisce niente di vino quando è il massimo esperto della nostra regione. O no…
Mi scusi Alberto la sua mi sembra più un pò di lencchinaggio non di una persona coerente. se le cose non sono cambiate in Campania allora vuol dire che l’Italia della gatronomia è rimasta al medio evo.
Caro Massimo in verita ‘ non ho detto che non sono cambiate,ma che non sono cambiate di molto. Non intendevo certo denigrare tutti i seri e coscienziosi professionisti della provincia.Volevo solo sottolineare che non molto e’ cambiato nell’approccio e nel giudizio che si da’ ad un ristorante e alla sua cucina da parte di molti , cosa che mi sembra di aver percepito da alcuni commenti di chi questa realta’ la vive quotidianamente. Allo stesso tempo intendevo rincuorare chi in questo momento per vari motivi e dopo sofferte riflessioni ha deciso di voltare pagina.La mia e’ un’opinione in buona fede , e non mi fa molto piacere leggere la parola lecchinaggio semplicemente perche’ ho un “punto di vista diverso”,e magari mi saro’ espresso male nel commento precedente. Non ho nessun motivo di farlo, non l’ho mai fatto (almeno penso) ed anche per non lecchinare sono lontano migliaia di km dall’Italia e non mi serve l’aiuto di nessuno in particolare ,magari del Buon Dio. Certo che psso anche capire lei che vive piu’ da vicino questa realta’ e potrebbe anche avere ragione sul resto, visto che io non conosco nemmeno il cuoco di cui si parlava e non ho visto quest’ultimo servizio di striscia:Di sicuro pero’non apprezzo molto le smargiassate e probabilmente saro’ sembrato di parte.Un saluto a lei e a tutti gli appassionati.