Garantito IGP. Eni Cafè per la pausa pranzo a Firenze: pieno, acqua, olio, gomme e seppie

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Eni Cafè

di Stefano Tesi

Ci sono articoli pensati ed altri che scaturiscono all’improvviso, da circostanze casuali.

Questo appartiene ai secondi, che sono i più divertenti.

Dunque capita che l’altro ieri debba andare per lavoro alle Bagnese, frazione di Scandicci, grosso centro della cintura fiorentina.

Al termine dell’appuntamento è ora di pranzo, ma io ho fretta e non conosco nulla di raccomandabile nei paraggi. “Vai qui di fronte, dal benzinaio”, mi liquida il mio interlocutore.

Sulle prime ho pensato che avesse capito male o che fosse un modo per mandarmi a quel paese. Invece ho scoperto che mi stava dando un suggerimento prezioso. “Hanno aperto un ristorante, ci va un sacco di gente…”, ha concluso tra il misterioso e lo sbrigativo.

Insomma, un po’ per fame e un po’ per curiosità, ci sono andato.

Breve accenno alla logistica: si tratta proprio di un distributore di benzina dell’Eni, con annesso bar e tavola calda. All’incrocio esatto tra la trafficatissima via di Scandicci e via delle Bagnese. Due passi dal megaospedale di Torregalli. Punto nevralgico, non c’è dubbio. Crocevia strategico. Aggiungiamo che l’architettura circostante non è nè può essere proprio una bellezza e che anche dentro il locale è più o meno quello di una stazione di servizio in pompe ed ossa. Alcune vetrofanie nemmeno troppo appariscenti annunciano che dentro si fanno “pranzi” e “colazioni”. Però ovviamente ci si parcheggia bene e questo è un altro punto a favore.

Immaginate una trattoria popolare: all’ingresso botte con fiaschi sopra, tavoli rustici, tovagliette di carta gialla, megaschermo acceso, bancone bar. Sullo sfondo, il banco del benzinaio con lo scaffale e i lubrificanti a vista invece delle bottiglie di vino. Menu stampato col computer su un foglio 44.

Eni Cafè, il menu

 

Eni Cafè, i primi piatti

Ma è abbastanza presto e il locale è già quasi pieno. Buon segno. Ai tavoli gruppi di operai, tecnici, gente di passaggio, un paio di professionisti.

Sempre più incuriosito apro la carta e leggo: seppie al vino bianco con patate e scaglie di parmigiano, mozzarella in carrozza, bracioline fritte in salsa livornese, bavette con salvia calamari e bottarga, farfalle con porri, pancetta e polpettine e tutta una serie di piatti più semplici (bracioline fritte, ad esempio), ma non esattamente quello che ti aspetti di trovare durante una pausa-pieno nel mezzo al grigio suburbio.

Eni Cafè, seppie al vino bianco con patate e scaglie di parmigiano

 

Eni Cafè, seppie al vino bianco con patate e scaglie di parmigiano, un dettaglio

Vino della casa, bianco e rosso. “In bottiglia non ha nulla?”, chiedo. “Poco”, mi risponde gentile il barista, che però ravana in frigo e tira fuori un bianco di discreto nome: “Se vuole gliela stappo e se è troppo gliene do solo un quartino”. Chapeau. Nel frattempo le lancette corrono, arrivano le seppie che avevo ordinato mentre l’invitante mozzarella in carrozza che i miei vicini di tavolo azzannano con voluttà risulta già terminata. Altro buon segno. E sono appena le 12.45.

Eni Cafè, il vino

Morale: le seppie sono più che buone, forse appena un po’ fredde e con qualche goccia di aceto balsamico di troppo, ma l’insieme è assai gradevole, il gusto ottimo e delicato, le patate sono ben cotte e dadolate a dovere, il piatto è abbondante e invitante. Intuffo più volte nell’intingolo l’eccellente schiacciata che mi è stata servita col pane. Chiedo se è comprata nei paraggi. Mi rispondono che la fa il loro chef in persona.

Strabuzzo gli occhi, chiedo il conto e pago: 12 euro, caffè compreso.

A casa scattano le inevitabili indagini. E qui viene il bello della storia.

Scopro che in cucina dal benzinaio c’è Walter Viligiardi, storico chef di un altro storico ed ex stellato ristorante fiorentino, il Don Chisciotte, di cui per anni sono stato cliente. Viligiardi lo aveva ceduto tempo fa ed era andato in pensione. Ma la mano era rimasta, la passione anche, così si è messo in società con l’amico benzinaio ed ecco l’idea di far saltar fuori l’autostazione gourmet.

Avessi avuto tempo, ci sarei tornato con calma e vi avrei riferito nel dettaglio, con l’intervistona del caso.

Ma avevo troppa fretta di raccontare, quindi magari mi riservo una seconda manche più approfondita in seguito.

Per adesso vi basti sapere che nel mezzo di una periferia anonima e trafficata c’è una stazione di servizio dove uno chef già stellato vi fa mangiare presto e bene con due soldi.

Non mi pare poco.

Eni Cafè, Agip 4730
Via di Ccandicci, loc. Bagnese
Tel 055 2579251
Aperto solo a pranzo.

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3 commenti

  • Marco 50&50

    (20 novembre 2014 - 12:17)

    Con prezzo al litro/kg inferiore a quello dei lubrificanti/carburanti, maledetti toscani…saluti da un mezzo toscano

  • giuseppe mennella

    (20 novembre 2014 - 14:06)

    Verificato su google.maps, il distrubutore Eni (unico in zona) si trova in Via Pasquale Poccianti

  • leo

    (20 novembre 2014 - 19:24)

    In occasione di una (non felice) visita al vicino ospedale mi ci sono fermato anch’io una volta: una vera e propria oasi nel deserto ! :-)

I commenti sono chiusi.