
Grande successo all’iniziativa Ais Comuni Veusviani organizzata al Mav di Ercolano
di Sara Marte
Al MAV, nel cuore di Ercolano, a pochi passi dal sito archeologico dei ben noti scavi, si è tenuto l’incontro Il Lato Chiaro di Gomorra che declina l’eccellenza del territorio vesuviano senza paura di parlare di legalità.
Marina Alaimo e Pasquale Brillante spiegano come nasce l’idea di questa serata: ”L’idea di uno sviluppo territoriale, non solo enogastronomico ma rispetto ai tesori artistici ed archeologici non poteva essere slegato dal concetto di legalità. Si scelse dunque, coadiuvati dalla splendida squadra dell’ AIS Comuni Vesuviani, di avere i simboli della lotta alla criminalità per partire dai problemi della nostra terra fino ad arrivare alle eccellenze che invece possono dare lustro al nostro territorio” Perseverare dunque nel miglioramento territoriale attraverso un percorso scevro da contaminazioni.
L’incontro ,così, moderato da Giulia Cannada Bartoli, vede protagonisti Luciano Ferrara di Wine and Foto, Don Luigi Merola,presidente della fondazione”A voce d’è creature”, Raffaele Cantone, ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione, e Nino Daniele, Sindaco di Ercolano e presidente della fondazione C.I.V.E.S.

Il dibattito coordinato da Giulia Cannada Bartoli con il giudice Cantone e Don Luigi Merola
Apre Don Luigi Merola spiegando subito che noi siamo la regione più giovane d’Italia e questo dovrebbe renderci la motrice. Lui, che con i giovani lavora in una fondazione situata in un bene confiscato alla camorra, costretto a lasciare forcella, parla di ignoranza. L’ignoranza che alimenta la vita dei camorristi, l’ignoranza che le famiglie, la chiesa, e luoghi di aggregazione sani come la scuola o lo stesso MAV possono e devono combattere. Concetto questo rafforzato in seguito da una provocatoria iperbole di Raffaele Cantone “ Meno Poliziotti e più educatori”. Don Luigi Merola continua poi “Dobbiamo smettere di autodistruggerci e creare cose belle. Nelle nostre città il bene deve fare rumore”. Proprio la città di Ercolano può diventare simbolo di cambiamento. Il Sindaco Nino Daniele parla, infatti, di quanto ognuno di noi con comportamenti quotidiani alimenti l’illegalità. Cita Salvatore Sparavigna: “ A Camorra song’ i” “Certo! Perché anche noi possiamo essere terreno d’illegalità”. Parla di gesti come l’abusivismo edilizio o della raccolta differenziata . “
Com’è possibile che al comune giacessero più di 6.000 pratiche di condono o che, a dispetto della media nazionale di produzione di rifiuti gli ercolanesi ne producessero quasi il doppio?Così si è dato un segnale forte, sono stati abbattuti circa 50 edifici abusivi, non senza ripercussioni”e ancora sottolinea il Sindaco Daniele “ Se vogliamo vincere la sfida il presupposto è la civicità : insegnare dunque ai cittadini il valore ed il rispetto per il bene comune” da questi micro atteggiamenti si può intervenire poi sul fenomeno più ampio. Analizza poi il giudice Raffaele Cantone che uno dei problemi più forti è che le mafie s’insinuano nel tessuto economico “Bisognerebbe spezzare il legame col sistema economico che permette alla camorra di essere l’alternativa allo stato “ dice Cantone “ fino a quando le mafie saranno in grado di dare commesse, allora sarà difficile togliere alle mafie il potere”. Da qui la centralità del nostro territorio come risorsa .
“Per troppi anni – Dice Cantone – Abbiamo favorito uno sviluppo finto spendendo soldi su scelte fatte a livelli molto alti” riferendosi a fabbriche aperte nel mezzogiorno ed oggi inevitabilmente in crisi. “Io credo in un’agricoltura sana” aggiunge infine “il turismo, le bellezze artistiche e i prodotti della terra devono essere una risorsa centrale, anche se spesso chi li rappresenta non sempre è all’altezza dei rappresentati”. Nell’esempio di come il territorio vesuviano può esprimere la propria eccellenza Luciano Ferrara ci introduce poi al seguito dell’incontro in cui il MAV racchiude l’arte e la terra. Un momento musicale dal forte valore sociale lascia spazio al gruppo dei ragazzi delle terre di Don Peppe Diana, band che prova a San Cipriano di Aversa in una villa requisita alla camorra dimostrando che il degrado può essere combattuto con l’arte. Le immagini della mostra di Mario Spada ricalcano, con la sua arte visiva, quella “Gomorra” mai sopita . Completa l’ampio sguardo sul territorio il percorso enogastronomico tra la Catalanesca, vitigno quasi esclusivamente vesuviano , tratteggiato dalle cantine Olivella , Casa Barone e Michele Romano,tutto accompagnato da assaggi di invitanti prodotti del Vesuvio di Sorrentino assaggi e dell’Antica panetteria dei buoni sapori. In fondo tutto questo è la prova concreta che la lingua del nostro territorio ha infiniti accenti di piccole grandi eccellenze .














Una serata che e costata e me e marina tanta fatica mettere in piedi ,grazie anche alle singergie con il mav e wine& foto.
Non tocca a noi dire come è andata, l’importante e che si sia parlato di legalità di sviluppo del territorio e di Area vesuviana..
Grazie ai sommelier e a tutti gli amici le aziende che ci hanno aiutato .
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