Etna Rosso 2006 doc Graci

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Alberto Graci

Una: nerello mascalese
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Come tutte le grandi regioni, starei per dire nazioni, che si rispettino, la Sicilia vitivinicola riesce a rappresentare l’uno e il suo opposto. Dallo tsunami marmellatoso stile Nuovo Mondo degli anni ’90 di cui è stata protagonista con la Toscana alla eleganza fine delle uve coltivate ad alta quota che fa dell’Etna uno dei territori più interessanti del momento e che segna la rivincita di certi nebbioli.
Qui parliamo di un rosso prodotto da Alberto Graci, l’azienda inizia a imbottigliare nel 2005 usando uve coltivate tra i 600 e i mille metri sul versante settentrionale del vulcano. Piante pre-fillossera, su un suolo ricco, quasi tutto nerello mascalese. Alle spalle una filosofia da vino naturale, senza diserbo, interventi al minimo in campagna e uso esclusivo di legni grandi per il top aziendale, l’Etna rosso quota 600.

Etna rosso 2006 Graci

Lo conosciamo grazie alla selezione fatta da Alma Torretta un paio di anni fa per Vini Buoni d’Italia, ci piacque e ne abbiamo conservato la seconda bottiglia in attesa di tempi giusti. Quale, se non un pranzo alla Caravella di Amalfi con grandi colleghi intenditori? Ecco, vi dico qualcosa di scontato se è stato il vino con maggiore apprezzamento? Selosse a parte.
Il tema ormai è sempre lo stesso e quasi mi scoccio a ripeterlo: questo rosso appare familiare, consuetudinario, a partire dal colore rubino non concentrato, naturale appunto. Al naso c’è buona frutta rosso esile e non popputa, ciliegia anzitutto che poi ritroviamo in bocca. Qui questo base rivela la sua vera stoffa per una impostazione assolutamente autorevole, a cominciare dall’attacco non dolce, la freschezza, i tannini sottili e risolti, la sapidità, la spinta complessiva di una materia agile e scattante ne fanno un campioncino, tra l’atro secondo me ben stappato dopo quattro anni anche se ovviamente l’evoluzione ulteriore non è da escludere. Ma l’impressione è che il vino abbia raggiunto in questo periodo la sua giusta maturazione e l’equilibrio, lasciando la porta aperta ad un processo ossidativo appena annunciato ma che potrebbe poi alla lunga compromettere la sua croccantezza lasciando scoperta solo la freschezza. Invece adesso tutto si tiene magnificamente, mirabilmente.
Il bello di questo rosso è la sua assoluta eleganza, difficile pensare ad un vino meridionale assolato. Naturalmente abbinabile, ecco se abbinabile: polpettine di cozze fritte ripiene di mozzarelle e timballo di pasta e totani sono state la sua piacevole compagnia in questo pranzo.
Da comprare a vagonate. Il rapporto tra qualità e prezzo non ha eguali sull’Etna.

Sede a Castiglione di Sicilia, contrada Arcurio e Passopisciaro. Te. 348.7016773. www.graci.eu Ettari:30 di proprietà di cui 20 vitati. Bottiglie prodotte: 15.000. Vitigni: nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante, catarratto.

Un commento

  • giancarlo maffi

    (4 giugno 2010 - 08:17)

    pigna dice , o comunque lascia intendere, che io di vino non capisco un tubo. non e’ cosi’. in realta’ a me piace quello buonissimo, molto spesso piu’ francese che italiano. dopo aver tentato di propinarmi cose immonde, qualche volta, per misurarmi le p…. , questo volta ci ha riprovato con questo, che solo a guardarlo mi faceva diffidenza. invece UNA GRANDE SORPRESA E POSITIVA. complimenti.

    gentile sig. graci, se me ne vuole mandare un assaggio, che so’ giusto un 240 bottiglie per comprenderlo meglio , le saro’ ABBASTANZA grato :-)

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