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Export vino 2009, l'Italia perde colpi in Usa

29 giugno 2009

Italian Wine & Food Institute: Australia in testa
Aumenta il consumo, ma cala il valore. Volano sfuso e vini a basso prezzo


Lucio Caputo, presidente IW&FI
Le importazioni vinicole USA dai paesi europei, e dall’Italia in particolare, hanno subito un brusco arresto nel primo quadrimestre dell’anno arretrando di diversi punti percentuali, secondo quanto reso oggi noto dall’Italian Wine & Food Institute.
L’Italia, con una riduzione del 10,8% in quantità e del 21,1% in valore, ha perso il primo posto in quantità, con, inoltre, una riduzione di otto punti nella sua quota di mercato, nonostante abbia mantenuto quello in valore fra i principali paesi fornitori del mercato statunitense.
L’Australia con un aumento del 58,6% in quantità e una diminuzione del 3,2% in valore – nonostante il notevole aumento in quantità – guida ora saldamente la classifica dei principali paesi esportatori verso gli USA.
La tendenza che emerge in questo primo quadrimestre dell’anno e’ che il consumo complessivo dei vini continui ad aumentare in quantità pur diminuendo in valore (+19,3% in quantità e -14,4% in valore nei primi quattro mesi dell’anno rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso) adeguandosi alle richieste dei consumatori che non rinunciano al vino ma privilegiano quello a basso prezzo.
Si sta assistendo quindi ad un notevolissimo spostamento verso i vini a basso prezzo.
Questa svolta ha favorito principalmente l’Australia e di conseguenza anche gli altri paesi tradizionalmente produttori di vini di prezzo medio-basso quali il Cile, l’Argentina e la Nuova Zelanda che hanno avuto tutti notevoli aumenti in quantità.
Notevolmente colpiti i paesi europei che, penalizzati dall’Euro e dai loro alti costi di produzione, hanno subito anche notevoli riduzioni in valore (-21,1% l’Italia, -39,1% la Francia, -28,8% la Spagna e -21,2% la Germania) esportando vini di piu’ basso prezzo.
Indicativo, a tal fine, il paragone fra i costi medi al litro, rilevati all’origine, per i vari vini che sono alla base del significativo spostamento verificatosi in questo inizio di anno che vede la Francia e l’Italia rispettivamente a $ 8,29 e a $ 4,72 al litro contro il Cile a $ 2,05 al litro, l’Australia a $ 2,13 al litro e l’Argentina a $ 2,16 al litro).
Parallelamente, si sta verificando un notevole incremento nell’esportazione di vino sfuso a bassissimo prezzo da parte di Argentina, Cile e Australia, (al prezzo medio di rispettivamente $ 0.46, $ 0.47e $ 0,64 al litro).