Fagiolo di Acquaviva d’Isernia

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Fagioli di Acquaviva d’Isernia

Il fagiolo di Acquaviva appartiene alla famiglia dei fagioli tondi di origine italia molto diffusi nell’Apppenino Meridionale. Un gruppo di appassionati si sta impegnando per la sua valorizzazione. Ecco le caratteristiche.

AREA DI PRODUZIONE

È coltivato a 500 /750 metri di altezza, sui primi rilievi preappenninici, nella zona del bacino  del fiume Volturno,ma i migliori risultati storicamente si hanno sulle coltivazioni lungo il corso di uno dei suoi affluenti: il torrente Rio. Il terreno fertile e ricco di acqua  favorisce lo sviluppo di amido nel seme e riduce lo spessore del tegumento. Si tratta di un fagiolo autoctono riconducibile ad ecotipi selezionati nei secoli dai contadini locali.

 

CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

 

Si riscontrano due ecotipi di fagiolo, il primo detto “giallo” che corrisponde ad un borlotto dal colore “beige” chiaro con striature quasi impercettibili.

Buccia sottile,polpa cremosa e facilità di cottura ne fanno un prodotto di alta qualità.

L’ecotipo detto “confetto” è caratterizzato dal colore bianco tipico del confetto e dalla forma simile ad una grossa perla.

L’alta qualità e la ricercatezza è dovuta alla estrema facilità di cottura, alla cremosità, alla delicatezza di sapore e al facile abbinamento ai piatti a base di pesce.

 

Fagioli di Acquaviva: il setaccio

METODICHE DI LAVORAZIONE

 

LA SEMINA dei fagioli avviene, su terreno arato, la prima decade di giugno in solchi distanti 40/45 cm;

sul solco piante distanziate di 10/15 cm;

profondità di semina 3/5 cm ( ianna sntì sunà a matutin) (sentire il suono delle campane del mattino) con due tre semi per buca.

Il terreno, impegnato, deve essere ben drenato e sciolto ed ad uso esclusivo della  coltura del fagiolo senza rotazione di altre colture.

Necessita di irrigazioni con turni settimanali, una zappettatura e una sarchiatura.

Non necessitano trattamenti fitosanitari, ma sono necessarie concimazioni(ottima quella organica).

Nella crescita ha bisogno di sostegni, realizzati con canne, per supportare l’importante vegetazione della pianta.

 

Fagiolo di Acquaviva, la semina

LA RACCOLTA si effettua tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre.

Quando le piante raggiungono un certo grado di essiccazione si inizia il raccolto manuale, per poi essere completato in fasi successive seguendo con cura il processo di essiccazione dei vari baccelli.

Gli stessi vengono posti in sacchi di juta e sgranati (stcat) a mano intorno ad antichi camini.

ALLA SGRANATURA si succede la fase della selezione e della calibratura fatta rigorosamente a mano, con setacci a maglia larga (r pullic).

LA COTTURA per tradizione avviene nella pignata posta vicino al camino, ma la cottura rende bene anche con l’uso dei moderni fornelli e l’uso di pentolame in acciaio.

LA RICETTA tipica di Acquaviva è “sagn e fascuol” ” piatto semplice e povero della cultura locale che unisce pasta fatta a mano senza uova al gusto cremoso del fagiolo,in questo caso, l’ecotipo giallo

 

LA REALTA’ è che, ormai, nel piccolo borgo la produzione del fagiolo è impegno solo di pochi volenterosi abitanti e le coltivazioni sono limitate, con conseguenza di vere e proprie corse all’accaparramento nel periodo del raccolto da parte dei suoi molti estimatori.

In modo particolare sono i punti di ristoro del vicino Abruzzo ad essere penalizzati che, per mancanza di produzione, non riescono a far fronte alla notevole richiesta dei loro clienti.

Foto e ricerche di Silga Panzera

Un commento

  • Gianna

    (16 luglio 2013 - 12:38)

    Vi posso assicurare che è una prelibatezza, mi ricordo quando andavo ad Isernia a trovare i miei nonni, insieme ai miei cugini “sgranavamo” divertendoci i fagioli…. quasi con l’acquolina in bocca attendevamo il momento per gustare le sagne con i fagioli…. mi piacerebbe che i bimbi di oggi toccassero con mano la bellezza della natura e del vivere in comunità, quella vera!

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