Falanghina 2007 Campi Flegrei doc

Letture: 68

LA SIBILLA
Uva: falanghina
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Voglio parlarvi in questo bel venerdì prefestivo di un bianco che potete aprire adesso senza rimpianti: la Falanghina base della famiglia Di Meo a Bacoli. In effetti mi rendo conto che la faccio un po’ pesante su questa storia dei bianchi da aspettare, ma dobbiamo anche dire che se l’abitudine di berli subito giovani è nata un motivo ci sta: ed è che la Falanghina dei Campi Flegrei, come il Biancolella d’Ischia, cioé uve con scarsa propensione ai lunghi discorsi, resta i due vini bianchi più amati e bevuto a Napoli, principale mercato del Sud sempre in cerca di qualcosa da consumare. E questa Falanghina non sfugge alla regola: meno sofferta della Cruna deLago, ha un impatto allegro, floreale, agrumato, strizza l’occhio dal bicchiere con il suo giallo paglierino ancora con qualche venatura verdolina. In bocca l’annata 2007 si impone ai più esperti con una vocazione fruttata altrimenti difficile in questa zona, ben supportata dalla beva da una acidità intatta ma non esondante (ma sì, questo termine va proprio bene di questi giorni), ossia presente ma non come solista, bensì come parte di un coro ben esercitato e coordinato. Ne esce fuori una bottiglia che si beve, da accompagnare con i piatti semplici della cucina flegrea a base di mare, sui finger food trascinatori e sui latticini a pasta filata. Muore sull’insalata di polpo e patate della Falalella di cetara o sulla frittura di Bobò a Pozzuoli. Bevete, bevetela. Sono questi i bianchi campani da consumare adesso.

Sede a Bacoli, via Torre di Cappella 13
Tel e fax 081.8688778
Sito: http://www.sibillavini.it
Enologo: Roberto Cipresso
Bottiglie prodotte: 60.000
Ettari: 6 di cui uno di proprietà
Vitigni: piedirosso, falanghina