Falanghina 2007 Sannio doc

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TERRE D’AGLIANICO
Uva: falanghina
Fascia di prezzo: da 1 a 5 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Sobillato dall’illustre critico del New York Times Eric Asimov, di cui ammiro la semplicità cogitativa, mi sto affezionando ai vini dickensiani. Quelli che chiedono l’elemosina dietro la strada e combattono il freddo, impossibilitati ad entrare anche nell’ultima delle degustazioni. Mi ci sto affezionando perché la semplicità è più forte dei taroccamenti e delle astuzie commerciali, consente di andare dritto al cuore di un’azienda e tornare all’uso naturale del bicchiere, ossia l’accompagnamento al cibo. E’ capitato così per questo bianco sannita della zona di Torrecuso passato in acciaio. Sarebbe in realtà proprio adesso il momento giusto per metterlo in vendita perché in questi mesi la Falanghina 2007 di questo territorio esprime il compimento del suo percorso, potente, strutturata, magari un po’ monocorde sui toni fruttati ma piena di soddisfazione intensa e persistente. Davvero incredibile il rapporto con il prezzo, siamo sotto i cinque euro, la cifra giusta di questi tempi molto duri, sempre più duri che aspettano un po’ tutti noi. Io starei per darvi un consiglio ulteriore, anche se quelli gratuiti difficilmente riescono a fare breccia: fate incetta di queste bottiglie nell’areale di Torrecuso e conservatele. Non è assolutamente improbabile che tra un paio di anni, e anche più, potrete avere bicchieri emozionanti con cui disquisire non solo con i commensali generici, ma anche con amici appassionati di vino. Già, perchè l’esperienza insegna appunto la capacità dei bianchi del Taburno di invecchiare molto bene, anche se in questo caso parliamo di una doc diversa. La bottiglia è di una piccola azienda contadina di cinque ettari tra Foglianise e Torrecuso, Michele l’enologo e il papà Angelo si stupiranno della recensione di un bianco quando il nome della cantina è dedicata al grande rosso di territorio. Ma qui è possibile percorrere tranquillamente il doppio binario per motivi a me francamente ignoti ma decisamente manifesti a tutti. Questo è un bianco cafone da bere sulle lagane con i ceci, cittadino come aperitivo insieme ai tramezzini congelati della pausa pranzo, marinaro su un porpo all’insalata senza limone. La poliedricità di questo bianco fa della Falanghina un’utile baldracca, per fortuna sempre disponibile e pronta con tutti. Perciò indispensabile, da sempre, al buon funzionamento della società. Gastronomica.

Sede a Torrecuso, via Mercuri II, 18
Tel. e fax 0824.876317
Enologo: Michele Rillo
Bottiglie prodotte: 30.000
Ettari: 5 di proprietà
Vitigni: aglianico, falanghina, coda di volpe