Falanghina del Sannio 2013 Cantina di Solopaca

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Falanghina del Sannio

Non sono stati anni facili per le due cantine sociali di Benevento che tanto hanno contribuito, a partire dagli anni ’60 a difendere il reddito agricolo dai mediatori che ricattavano i contadini minacciando di non comprare le uve per avere prezzi più bassi.

Sembra l’Età della Pietra del vino, eppure è solo una generazione fa. Strutture grandi, dove spesso la politica non resiste a mettere becco come al solito, che si sono improvvisamente trovate di fronti a criteri di qualità opposti a quelli a cui si era abituati: basse rese per ettaro, vino in bottiglia e non sfuso, zonazione del territorio.

Non tutte sono sopravvissute alla rivoluzione del vino italiano: basti pensare che nel Salernitano sono andate in difficoltà seria come quella di Rutino e poi quella di Castel San Lorenzo.

A Benevento la viticultura ha basi solide, il 64% delle viti coltivate in Campania si trovano in questa provincia che finalmente, oltre che dalla guida Slow Wine, da quest’anno è ben attenzionata anche dal Gambero Rosso con ben quattro Tre Bicchieri. Proprio su questa base poggia la grande ripresa della Guardiense e della cantina di Solopaca che con la nuova presidenza di Carmine Coletta, coadiuvato da un gruppo giovane e motivato, è riuscito a passare da mezzo milione a un milione e mezzo di bottiglie vendute.
Il risultato è nel bicchiere di questa straordinaria Falanghian 2013, un esempio di come davvero si possa parlare di straordinario rapporto tra qualità e prezzo che tutela la tipicità di un prodotto finendo per diventarne una sorta di benchmarck. L’annata 2013 è stata molto favorevole ai bianchi campani che si presentano già pronti e in particolare la Falanghina del Sannio, sostenuta da buona freschezza, vive proprio in questo momento una fase di grande spolvero con tutti gli elementi in buon equilibrio dopo i primi mesi di bottiglia. Efficace sulla cucina di mare e sulle paste con i legumi o con i funghi, ma anche con carni bianche e salumi, è il simbolo della ritrovata centraluità di una zona da sempre protagonista della storia del vino in Campania.

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