Falanghina del Taburno 2007 doc Ocone


Uva: falanghina
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio


Domenico Ocone
Ocone c’è. La cantina ha una genuinità dedita e tenace e, proprio in questi anni in cui si ritorna alla terra con autoctoni “operai”, ma di gusto questa tipologia di azienda è di moda. Credo che Domenico Ocone non si sia nemmeno accorto di quanto è trendy! In fondo perché la sua cantina è sempre stata così. Un po’ defilata rispetto ai grandi nomi dell’enologia campana è molto focalizzata sul territorio e sui prodotti che esaltino le terre del Sannio. Forse, delle volte, è stato distratto rispetto ad idee più eleganti: il suo approccio al mercato rivela un’impostazione in cui i prodotti di base e di punta viaggiano su una linea comune. Anche questo però è parte della sicurezza e naturalezza (tra l’altro certificato biologico) da cui proviene Ocone.
In giro si sente spesso parlare di tradizione. Quest’azienda è attiva dal 1910. I vini della Cantina Ocone, magari alle volte non perfettamente compìti, si raccontano da soli, senza fronzoli. Di questa cantina c’è qualche bianco niente male da tenere in considerazione come L’Oca Bianca, un Fiano morbido, intenso e raffinato ed il Coda di Volpe versatile e dal rapporto qualità prezzo davvero invidiabile, come, d’altronde la maggior parte dei vini di questa cantina. Ho scelto per la degustazione una Falanghina del Taburno 2007.
Alla vista è di colore giallo carico, fitto denso e limpido. All’olfatto risulta intensamente floreale lasciando però il giusto spazio alla frutta e a qualche sentore vagamente minerale. Si esprime poi al palato in modo ben articolato. E’ agile ma al contempo caldo di frutta matura. Emerge, infatti, la pesca a pasta gialla. Questo bicchiere mostra poi una buona freschezza che,associata alla mineralità, in linea con l’olfatto, lo rende particolarmente piacevole. Percepisco poi nel finale una nota morbida e quasi glicerica molto lieve, sottile e gradevole che lascia la bocca piacevolmente immersa nella consistenza del vino. La persistenza risulta abbastanza lunga e mediamente intensa.
In tavola lo abbinerei con classici piatti di pesce e azzarderei con polpette di ceci leggermente speziate e rigorosamente fritte da stuzzicare come aperitivo. Trovo questo vino da considerarsi di ottima qualità e di facile beva. Uno di quei vini “sfiziosi”da benvenuto per una cenetta informale.
Questa scheda è di Sara Marte
La sede è a Ponte, via Monte 56, località La Madonnella www.oconevini.it Bottiglie prodotte: 250.000 Ettari: 36. Enologo: Carmelo Ferrara. Vitigni: falanghina, coda di volpe, greco, fiano, aglianico, piedirosso