Festa della Vendemmia da De Concilis

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Iperboli barocche per il Naima

di Antonio Prinzo

Gran serata dai Viticoltori De Conciliis  per una festa di inizio vendemmia che ha visto attorno a un bel concerto di musiche barocche un grande pubblico di amici. Bella serata di entusiasmanti sensazioni in  questo Cilento, che grazie a uomini appassionati e sinceri come Bruno De Conciliis e Giovanni Canu, fa parlare di se sulle migliori tavole d’Italia e d’ogni dove.
Protagonisti dell’evento musicale sono stati il soprano Letizia Calandra , versatile artista impegnata tra l’opera, il canto barocco e la canzone napoletana e il clavicembalista Francesco Cera uno dei più apprezzati interpreti italiani al clavicembalo e sugli organi storici. Il programma dal titolo Iperboli Barocche ben si sposava al carattere forte e pindarico dei vini De Conciliis che dal Donnaluna allo Zero rappresentano quanto è antica questa terra e quanto può fare l’uomo per restituire a noi il piacere di grandi vini che non dimenticano le origini e la natura di questi luoghi.
Un concerto beneaugurate per l’inizio vendemmia perché come ha detto Bruno tutto è energia, l’energia della terra, delle loro bottiglie e l’energia che noi uomini quando le stappiamo restituiamo attraverso il nostro piacere e che Letizia e Francesco hanno dato alle tante persone che hanno ascoltato con attenzione ed emozione un concerto che ha attraversato tre secoli di storia della musica, da Monteverdi a Gesualdo, da Haendel alle villanelle napoletane. Appunto iperboli barocche, un regalo alla passione di questi viticoltori, un regalo e un augurio a questa terra, a questo Cilento che tra grandi difficoltà e assenze sta comunque crescendo, lento lento come dice la parola.
E poi festa di sapori sotto le stelle su questa collina che guarda tutto il golfo di Salerno, panini ‘mbuttunati, quiche di verdure (grazie a Paola), e salumi e formaggi, mozzarella con la mortella e poi cavatielli fagioli e cozze e baccalà con patate di Nonna Sceppa (che bontà). Fiumi di vino e una sorpresa finale che merita una citazione tutta sua, dolci del Pasticcere Pietro Macellaro di Piaggine una sorpresa incredibile, anche qui dolci che sono una iperbole barocca. Non si possono spiegare ma andateli a cercare a Piaggine, Cilento interno pieno di sorprese e bellezze.
Mi piace pensare a questo evento come a una storia d’amore, come diceva Gino Paoli in una sua grande canzone, è troppo tardi ma è  presto se tu te ne vai. E allora speriamo che sia solo l’inizio e che ogni anno ci si possa trovare su questa collina a sentire e provare emozioni senza fine.