Fiano di Avellino 2006 docg Marsella

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Fiano di Avellino 2006 docg (magnum)

Uva: fiano
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Ecco qui, allora, nel Santo Stefano delle magnum, c’è anche quella meravigliosa di Guido Marsella, regalo di Mario Riccardi della Cantinella del Mare, tra i primi a credere in Guido. Prima come cliente e poi come ristoratore.
Avevamo avuto modo di provarlo. Qual è stato l’effetto a distanza di sette anni dalla vendemmia: diciamo che siamo rimasti un po’ spiazzati dall’effetto surmaturazione che all’inizio lo aiutato molto ma che sulla lunga lascia la scena olfattiva alla frutta evoluta, conserva di arance e di pesce, a discapito dellenote minerali e persino del fumé che è sempre stato una caratteristica di questo fiano coltivato a Summonte.
In bocca la materia è imponente, decisamente sostenuta senza grandi problemi dall’acidità. Insomma, un bianco di potenza più che di eleganza, di occupazione del palato più che di velocità in bocca.
Attenzione, parliamo di un livallo molto alto, ma dominato da una note monocorde che il progressivo riscaldamento dalla temperatura di cantina ha addirittura accentuato.
Un Fiano a cui tocca tocca ancora una lunga vita e che riproveremo ben volentieri.

Scheda del 1 gennaio 2008. Ripartiamo come ci eravamo lasciati, con Guido Marsella. Stavolta con la sua ultima annata in commercio la cui distribuzione è iniziata verso settembre, cioé, appunto, a un anno dalla vendemmia, poco prima di iniziare la successiva per evitare di essere troppo caricato di impegni. Una annata ove si dimostra, se pure fosse ancora necessario, quanto il 2006 sia stato severo con il Fiano, anche nei confronti di chi, come in questo caso, cerca di spingere fino in fondo la maturazione delle uve. Ma proprio la semplicità della lavorazione, assolutamente tradizionale con i tini e la vasche in acciaio termoregolate, riesce ad esaltare le differenze fra una vendemmia e l’altra, ché spesso il lavoro dell’enologo serve di più proprio quando in cantina sono necessari correttivi all’andamento vegetativo della pianta. Significativo, giusto per dare un parametro chiaro e comprensibile a tutti, il mezzo grado di alcol dichiarato in meno rispetto alla 2005, segno anch’esso di una annata diluita e complicata da irregolari precipitazioni iniziate ad agosto. Siamo dunque, almeno in questa fase, ad un gradino in meno rispetto agli standard ai quali siamo stati abituati dalla cantina di Summonte, che ieri ha festeggiato il suo primo Capodanno da agriturismo con ospiti, ma la cosa in fondo non ci dispiace perché quanto più un vino riesce a trasmettere il territorio e la sua stagione tanto più c’è da raccontare, studiare, fare confronti, in una parola divertirsi perché è l’irregolarità la chiave di mistero e di fascino di questo mondo. Giallo paglierino, il colore meno concentrato è un altro indicatore, al naso ha buona intensità di frutta bianca e una discreta persistenza. In bocca il 2006 entra con discrezione, il primo impatto è quasi morbido e dolce, poi la vena di freschezza inizia il suo lavoro rimandando il vino in ogni angolo del palato riuscendolo ad occupare tutto quanto senza però imporsi, ritorna la frutta e in bocca si avverte maggiormente la mineralità, appena accennate le tipiche note tostate del territorio di Summonte, siamo sotto il Terminio, sul versante occidentale di Avellino mentre la stragrande maggioranza dei produttori lavora a Est. Ben pronunciata la consueta sapidità che ne fa un vino da abbinare anzitutto alla cucina di mare o alla diverse preparazioni di baccalà. In buona sostanza, ancora una volta Guido ci ha confermato la serietà del suo approccio al Fiano, un’uva per la quale ha ormai lasciato completamente il suo lavoro di costruttore e che lo ha portato a dedicarsi esclusivamente alla campagna. Purtroppo anche lui ha il limite gravissimo di non aver creato un archivio in questi anni, per questo però c’è tempo, per cui gli appassionati e i cultori di questo bianco straordinario non hanno altra strada di dare la caccia ad alcuni, pochi, lungimiranti ristoratori che lo hanno conservato per riproporlo in seguito dopo qualche anno, primo fra tutti Alfonso Iaccarino. Siano privati o ristoratori, a loro Guido riserva, e questo gli fa molto onore, sempre i primi lotti quando inizia a raccogliere le prenotazioni che rapidamente gli esauriscono lo stoccaggio.

Sede a Summonte, via Marone 1. Tel. 0825.626555. Fax 0825.624374. www.guidomarsella.com Enologo: Guido Marsella. Ettari: 23 di proprietà. Bottiglie prodotte: 30.000. Vitigni: fiano di Avellino

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