Fiano di Avellino 2009 docg Guido Marsella (Magnum)

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Fiano di Avellino 2009 Marsella
Fiano di Avellino 2009 Marsella

Uva: fiano
Fascia di prezzo: da 15 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

La magnum di Fiano di Avellino 2009 di Guido Marsella arriva a tavola dopo una mezza dozzina di Champagne che innaffiano la cena organizzata da Peppe Di Martino al Pastificio dei Campi con Ana Ros e Peppe Guida.
Non avevo dubbi sulla efficacia di questo bianco di Summonte nel far dimenticare il vino francese, ma non pensavo che lo avrebbe  potuto fare sin dalla prima sniffata.

Sono passati oltre due anni dall’ultimo assaggio e devo dire che con il tempo il Fiano di Guido è migliorato ancora. Ancora e ancora. Si tratta di un vino che non deve essere bevuto freddo perché quando evolve a temperatura ambiente l’agrumato si fonde ai sentori fumé, quasi annuncio di idrocarburi, ai funghi, al sottobosco in un caleidoscopio che vira continuamente da un versante all’altro senza mai fissarsi in tono monocorde.

In bocca è uno tsunami di piacere. I percettori dolci sono appena lambiti da un tono di frutta matura, poi sovrastati dalla incredibile energia vitale di questo bianco rappresentata dall’acidità, dal corpo, dall’alcol, starei per dire addirittura dai tannini. Una percezione tattile che a molti fa dire che  si tratta di un Fiano passato in legno mentre è solo uva fatta leggermente surmaturare e poi vinificata in acciaio dove è stata lasciata sulle fecce per un anno prima di essere imbottigliata.

Sarà la sensazione, ma certo il formato magnum aiuta sempre in manier astraordinaria questi vini. Berli è un piacere immenso, sono sicuro che starebbero bene in una qualsiasi orgia alla cieca organizzata da appassionati di bianchi.

Resta il rimpianto di averlo stappato troppo presto, ma anche il piacere di averlo condiviso con le persone giuste, che potevano capire l’importanza e la forza di questo straordinario vino.

il fiano di Avellino di Guido Marsella
il fiano di Avellino di Guido Marsella

 

Scheda del 21 gennaio 2013. Il mio piacere nel vino è poter conversare con bicchieri maturi, ricchi di storia e di spunti interessanti. Proprio come avviene con le persone, diversa la complessità a dieci oppure a 50 anni, così i bianchi dell’Irpinia hanno una necessità fisiologica di tempo per evolvere, maturare, esprimere il massimo della potenza olfattiva e raggiungere il giusto equilibrio in bocca.
La strada imboccata dalla quasi totalità dei produttori, anche quelli che puntano ad una leggera surmaturazione delle uve come nel caso di Guido Marsella, è la tutela del’acidità, il bene più prezioso di un frutto come di un vino. Esattamente come lo scheletro per l’uomo, consente al bianco di stare in piedi, camminare, allungare il passo rispetto a coetani che inizialmente si rivelano più pronti per poi crollare miseramente.
Si prova il 2009 alle Giare di Bari, la Puglia è una regione che apprezza i bianchi campani anche se finalmente, inizia a sfoderare vini da uve autoctone come il Fiano Minutolo e la Malvasia molto interessanti. Ancora una volta si è potuta misurare la straripante potenza di questo Fiano, ricco di note minerali, sottobosco, nota fumé tracimante nella cenere, frutta a pasta gialla, pasticceria.
Lo abbiamo provato dopo un bel Primitivo di Gioia del Colle è lo ha sovrastato ripulendo la bocca, come pure dopo un Nero d’Avola e un Chianti Riserva. A tavola ha retto ombrina e agnello murgiano senza problemi.
Sin dal primo momento il Fiano 2009 sfoggia freschezza e un ampio ventaglio di profumi e di rimandi al territorio autunnale irpino. Lavorato solo in acciaio, è un vero e proprio monumento enologico del Mezzogiorno, capace di competere a testa alta con qualsiasi altro vino bianco del mondo. Certo, sarà interessante scoprire ancora la sua evoluzione da qui a una quindicina d’anni, nel frattempo non potremo notare l’enorme peso favorevole nel rapporto qualità prezzo di un lavoro che alla fine viene regalato al consumatore.
Quello colto e intelligente, perfhé per risparmiare davvero non bisogna essere bravi manager, bensì persone di cultura.

Sede a Summonte
Via Marroni,1
Tel. 0825 691005
www.guidomarsella.com
Fa il vino: Guido Marsella
Bottiglie prodotte: 30.000
Prezzo medio su internet: 18 euro

2 commenti

  • Mondelli Francesco

    (19 giugno 2015 - 08:28)

    Repetita iuvant (mi scuso per eventuali inesattezze ,ma allo scientifico il latino non era la materia più interessante).”E pensare che i francesi per ottenere questi risultati devono passare il loro vino in legno”.PS.Annata nell’areale forse migliore della 08 che attualmente sto bevendo.PS2.Se davvero vogliamo giocarcela alla pari con i cugini d’oltralpe dobbiamo aggiungere scienza e coscienza a questo territorio tanto vocato e sopratutto oggi ,grazie alle temperature ,così fortunato.FM.

  • Fabrizio Scarpato

    (19 giugno 2015 - 09:54)

    Ho avuto la fortuna di berlo una sera de LSDM Off a Brezza Marina, anche quella volta in magnum: le prime persone che ho visto, al mattino sono state Lello Tornatore e Massimo D’Alma, quasi segno del destino. Ho raccontato del senso di brillantezza e diretta semplicità di quel vino, della spettacolare spinta acida, del sentimento di ristoro che aveva pervaso me e persino “Gioacchino” Genin. Forza e eleganza, scatto e ampiezza: sarà per questo che col maestro francese s’è parlato di rugby per un bel po’, sorseggiando quel bicchiere cristallino. Quel vino è un fantastico esempio di equilibrio: solo che una cosa è stare su un piede solo magari su una sedia, altro camminare su una fune sospesa tra due montagne. Ed è questo il caso.

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