Fiano di Avellino 2011 docg, Rocca del Principe: una rockstar!

Letture: 169
il Fiano di Rocca del Principe

Bellissima serata, giovedì scorso, all’enoteca Capobianco di Montemiletto dove per la prima volta si sono trovati tutti i produttori di Lapio per presentare i loro Fiano 2011.

Una iniziativa che abbiamo pensato come Slow Wine per fare il punto sull’areale bianco più importante del Mezzogiorno dove negli ultimi anni si è creato grande fermento. E non è finita.
Bottiglie del 2011, si diceva, ancora allo stato embrionale, grandi freschezze, sapidità, energia, frutta bianca croccante, mineralità pur nella differenza interpretativa.
Il Fiano di Lapio, circa 180 ettari vitati tra i 450 e i 630 metri di altezza, un paesino di poco più di 1500 residenti da cui la gente continua ad andare via: negli ultimi due censimenti il calo è stato del 6 per cento. Forse la chiave per fare restare i giovani è creare reddito da questi vigneti meravigliosi sempre avvolti nelle coltri di neve e dalle nebbie.
E per restare è necessario investire sul tempo: perché questi bianchi sono come quei maratoneti che partono lenti per poi dare il ritmo a tutti gli altri, compresi i bianchi dell’annata bianca 2011, un disastro morbido per gran parte dell’Italia di grande spessore in Irpinia e nel Sannio. Ercole Zarrella ha sfruttato la degustazione Slow Wine per presentare ufficialmente il proprio vino nella sua nuova veste: cambio della bottiglia e della etichetta, ma soprattutto allungo dei tempi di stazionamento in vasca d’acciaio e poi in bottiglia. Non bisogna essere esperti per prevedere un grandissimo futuro al vino di questo piccolo viticoltore che ha avuto il coraggio commerciale di stare fermo un anno senza prodotto resistendo alle pressioni di ristoratori incolti le cui tavole sono evidentemente frequentate da clienti ancora più incolti: grandissima freschezza, struttura, note cangianti al naso dalla frutta alle della macchia mediterranea, strepitoso rimbalzo al centro palato che si rinfresca per ripartire verso una chiusura infinita.
Un vino, ne sono sicuro, che ci farà compagnia per tutta la vita.

LAPIO
Località Arianello
Via Arianello 9
Tel. 0825 982435
www.roccadelprincipe.it
Ettari: 5 di proprietà
Bottiglie prodotte: 25.000
Prezzo: 15 euro

8 commenti

  • Angelo

    (6 marzo 2013 - 08:04)

    Che buono il fiano di Rocca del Principe.
    Ancora un ritorno alla ‘borgognotta’, bene. Però adesso, Zarrella, basta cambiare etichetta! :-)

    • Marcello

      (6 marzo 2013 - 11:52)

      Non e’ una borgognotta, e’ un’alsaziana o renana…..Classiche borgognotte le utilizza Cotroneo (FATTORIA LA RIVOLTA)….Lungi da me fare “il prof” ma e’ una giusta precisazione per gli “ignoranti” in materia….

      • Angelo

        (6 marzo 2013 - 16:08)

        Non ho visto (ancora) dal vivo la nuova bottiglia, dalla foto pubblicata mi pare quella.
        Se fosse una Renana o Alsaziana sarebbe una scelta abbastanza coraggiosa ed assai controtendenza anche se di richiamo storico (Mastroberardino, Vadiaperti ecc…).

        • Ercole Zarrella

          (6 marzo 2013 - 16:13)

          Angelo, Ti confermo che è una Borgognotta!

        • Angelo

          (6 marzo 2013 - 16:17)

          Grazie mille. Così salviamo la pace anche di quei pochi ‘ignoranti’ in materia col dubbio. :-)

  • Ercole Zarrella

    (6 marzo 2013 - 10:02)

    Grazie, Luciano, per aver apprezzato i nostri sforzi.
    Angelo,grazie anche a te, comunque la bottiglia e l’etichetta sono frutto di una decisione definitiva, Ciao. Ercole.

  • Vincenzo

    (6 marzo 2013 - 10:56)

    Dal pirmo momento che ho scoperto il fiano di Rocca del principe non c’e stato mai un dubbio della personalita e degli sforzi dell’ azienda per mettere fuori sempre un vino eccellente.
    Bravi.Bravi Bravi.

  • valerio rosati

    (6 marzo 2013 - 11:44)

    Io conservo ancora gelosamente la 2009 e la 2010… Vino davvero ottimo. Complimenti!

I commenti sono chiusi.