Fiano di Avellino 2011 docg Filadoro

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Fiano di Avellino 2011 docg Filadoro

Esistono su tutti tre stili territoriali di Fiano: quello di Montefredano, molto essenziale, minerale, salato; quello di Summonte, con note fumé e paicevoli rimandi di sottobosco; quello di Lapio dove è la frutta ad essere in evidenza regalando piacevolezza e facile attenzione. Proprio da queste colline silenti è partita l’avvenutura del Fiano con Clelia Romano.

Sede a Lapio. Contrada Cerreto, 19. Tel. 0825.982536. www.filadoro.it enologo: Angelo Valentino. Ettari: 5 di proprietà. Bottiglie prodotte: 50.000. Vitigni: fiano, aglianico, greco e falanghina.
Adesso nello stesso areale sono nate altre cantine: Filadoro di Giancarlo Ioanna e dei cognati Vittorio e Walter Lepore ha debuttato con successo nel 2008 grazie alla consulenza di Angelo Valentino, uno dei maghi del bianco in Campania.
Le sue interpretazioni, si sa, rimandano allo stile anni ’90, si cerca la frutta soprattutto. Ma fare una affermazione del genere in Irpinia è usare una convenzione, perché il più carico dei bianchi irpini passati delicatamente in acciaio sarà sempre meno carico e fruttato di gran parte della produzione italiana. Risolve tutto la lavorazione, estremamente semplice, che cerca complicità in un’uva perfettamente spinta nella maturazione e mai anticipata e il terreno che regala sempre e comunque sentori amari e salini alla frutta e agli ortaggi di queste colline coperte dai lapilli di antiche eruzioni vesuviane.
Il Fiano di Avellino 2011 che saggiamo da Giancarlo è sottile, bella polpa bianca al naso, molto flessibile sulla gastronomia, appagante e sicuramente destinato al lungo invecchiamento perchè ha molto carburante vitale da spendere nelle prossime stagioni se ben conservato. Ci piace questa impostazione, anche perché si è partiti con un Fiano riserva, anche se ufficialmente non esiste, il Santari, pensato per vivere ancora più a lungo. Buona materia prima, esecuzioni senza grilli nella testa e immuni dalla voglia di stupire, ecco una buona bottiglia da spendere per le feste in arrivo in cui per tradizione in Campania si mangia di magro. Ora, si, potete iniziare a bere Fiano e Greco. Dell’anno precedente.

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