Fiano di Avellino e Fiano del Cilento: i punteggi di Eric Asimov

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Eric Asimov

Dopo le considerazioni sul Fiano di Eric Asimov, ecco qui i punteggi

di Eric Asimov

Se il Radici ha una profondità di sapore che può migliorare con alcuni anni di invecchiamento, il Fiano di Avellino 2009 base di Mastroberardino, la nostra bottiglia n. 4, va meglio consumato giovane quando i suo sapori succosi hanno le massime espressioni di vivacità.

La maggior parte dei Fiano sono prodotti nell’area interna nei dintorni di Avellino, da qui la denominazione Fiano di Avellino. Ma cinque di quelli da noi assaggiati provengono da regioni più vicine al mediterraneo, un clima più caldo dove i vini tendono ad essere più ricchi e rotondi, come la nostra bottiglia n. 2, il Kràtos 2008 di Luigi Maffini. Questo proviene da Paestum, una antica città greco romana a sud della Costiera Amalfitana. Questo vino era brillante e intenso, con una consistenza ricca e un aroma minerale. I vini di Paestum non hanno i requisiti per denominazioni di più alto livello e così sono etichettati come IGT che sta per Indicazione Geografica Tipica.

 

L’unica altra bottiglia proveniente dall’area al di fuori di Avellino, rientrante nei nostri migliori 10 vini, è stata quella più insolita della degustazione, l’Antece 2004 di De Conciliis, anche questo di Paestum. A parte il fatto che è un vino più vecchio, l’Antece, che è fatto secondo lo stile degli antenati, è fermentato con le bucce delle uve come sarebbe nel caso di un vino rosso e poi è invecchiato in grandi botti con le fecce. Il risultato è un vino dorato e speziato con aromi di cocco e miele e una piacevole consistenza  ruvida, non del tutto tipica di un Fiano ma tuttavia gradevole.

Altri ottimi vini che i degustatori hanno gradito sono il Fiano di Avellino 2009 di Feudi di San Gregorio, uno stile molto maturo tuttavia piacevole; il robusto Fiano di Avellino 2008 di Terredora e l’intenso e complesso Fiano di Avellino 2009 di Clelia Romano.

Potete essere sicuri che ritroverete altri bianchi italiani meritevoli e se serbate un qualche pregiudizio nei loro confronti mi preme di indurvi a superare queste opinioni. Se un fiano non riesce a farlo potrei suggerirvi uno dei miei nuovi vini preferiti ottenuto dall’uva kerner in Alto Adige? Amici miei, abbiamo un bel po’di piacere davanti a noi.


Mastroberardino Fiano di Avellino, $22, *** ½

Radici 2007
Fresco, vivace, buona consistenza ed equilibrio con note di nocciola, affumicatura e minerali. (Winebow, New York)


Luigi Maffini IGT Paestum, $20, ***

Kràtos 2008
Ricco tuttavia luminoso e intense con aromi minerali e sapori persistenti di agrumi ed erbe. (Panebianco, New York)

Feudi di San Gregorio, $21, ***
Fiano di Avellino 2009
Maturo tuttavia piacevole con ricchi aroma di agrumi, nocciole ed erbe. (Palm Bay International, Boca Raton, Fla.)

Mastroberardino, $19, ** ½
Fiano di Avellino 2009
Vivace e succoso con una esplosione di note fruttate, floreali e minerali. (Winebow, New York)

Terredora Fiano di Avellino, $25, ** ½
Terre di Dora 2008
Stile robusto con una pienezza di frutta, affumicatura e mineralità al gusto. (Vias, New York)

Clelia Romano Fiano di Avellino, $24, ** ½
Colli di Lapio 2009
Intenso e vigoroso con note fresche di frutta, minerali ed affumicatura al gusto. (Marc de Grazia Selection/Michael Skurnik Wines, Syosset, N.Y.)

Pietracupa, $25, ** ½
Fiano di Avellino 2008
Consistenza ricca con note al gusto di affumicatura, santoreggia e nocciola. (Panebianco, New York)

Rocca del Principe, $19, **
Fiano di Avellino 2008
Maturo e profumato con aromi di frutta al gusto. (Indigenous Selections, Fort Lauderdale, Fla.)

De Conciliis I.G.T. Paestum, $35, **
Antece 2004
Atipico: ricco e dorato con macerazione delle bucce e invecchiamento in botte, aromi speziati e di cocco. (Vignaioli Selection, New York)

Vesevo, $16, **
Fiano di Avellino 2007
Ricco e cremoso con sapori minerali e di agrumi e un tocco di dolcezza. (Vin Divino, Chicago)

Traduzione di Novella Talamo

4 commenti

  • Lello Tornatore

    (29 maggio 2011 - 09:49)

    Mah!!! Ho qualche filino di perplessità sul mettere a confronto diversi tipi di Fiano, e per giunta di annate diverse…non me ne voglia l’ottimo Eric, ma dovrebbe fidarsi un pò di meno delle capacità tecniche di questi importatori…;-))

  • giancarlo

    (29 maggio 2011 - 10:11)

    e si lello hai proprio ragione !!!!!

  • giulia

    (29 maggio 2011 - 10:18)

    mi aggiungo a voi… a parte qualche caso, checchè ne dica il Tornatore, che merita, ovvero Antece de Concilis, Maffini, vedo una certa omologazione dettata dal gusto americano del vino, escluse le sicurezze vedi Clelia Romano, Pietracupa e Rocca del Principe:) la sfida sarebbe preparare una batteria con i suddetti e le le new entries con qualche fiano d’annata:)

  • michele

    (29 maggio 2011 - 20:22)

    secondo me, è una buona cosa parlare del Fiano di Avellino o Fiano campano, poi in futuro si parlerà di sottozone, di sfumature di diverso stile
    2 precisazioni :
    tutti i diversi Fiano degustati sono comunque già importati quindi tanto di cappello agli sforzi delle cantine.
    ce ne sono altri si ma con forza e consapevolezza si devono far conoscere anche al panorama internazionale;
    inoltre una altra cosa da sottolineare e che tali prodotti sono di annate 2009 o precedenti quindi prodotti longevi che in bottiglia”crescono” mutano e quindi poi si può apprezzare lo stato dell’evoluzione esprimendo le proprie preferenze .
    un fiano d’annata o dopo 2, 3,5,e perchè no 10 anni, importante come dice Lello Fiano sempre.

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