Fin du monde-2 Da Raffaele Vitale da mane a sera chiusi a Casa del Nonno 13

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Luciano Pignataro, Rafafele Vitale, Gionata Rossi, Paolo Parisi a Casa del Nonno 13

 

di Tommaso Esposito

Come al solito le belle idee vengono di mattina presto.
E così Luciano alza il telefono, chiama il Maffi e il Ciomei: “ Che fate domani? Noi si va da Raffaele Vitale. Lui non lo sa, maccheccenefrega. Qualche cosa si mangerà. Venite?”
Il tempo di prendere il treno ed eccoli qua.

 

Casa del Nonno 13, si comincia

L’uno dalla Versilia, l’altro da Pescia.
Ci son pure Paolo Parisi e Gionata Rossi con il camper a fare spesa da queste parti e rendere in quarti e salumi un nero senese appena macellato.
Giungono Lello Tornatore, Davide Ricciardiello e chi scrive.
I vini ce li portiamo. Si invoca il diritto di tappo.
E che vini. Eccoli in fila allineati.
Ne parlerà Lello?

I vini Radikon portati da Tommaso come aperitivo
I Vini portati da Luciano: Taurasi 1998, Cuveè Louise 2000 magnum, Girolamo Russo 2006
I Vini portati da Luciano: Marsella 2009, Girolamo Russo, Taurasi Amarano 2004

 

Raffaele è preso dalla sorpresa. Un po’ barcolla: “ Guagliù nun se fa accussì!”

Raffaele Vitale

Ma c’è Giovanni Mariconda che inizia il contropiede: “Comincia tu, che per il resto me la vedo io”.

Giovanni Mariconda con Antonio

Si va nel rifugio, la sala è piena.

 

Il rifugio a Casa del Nonno 13

 

Qualche istante ed ecco apparire: una crema di patate con polpettine di maiale arruscatelle e mollica di pane fritto; alici di Cetara; le puntarelle all’agro; un carpaccio di scottona bianca dell’appennino, sedicente chianina; l’ olio del Ciomei, il burro del Laceno e pane cafone.

Le polpettine arruscatelle e la crema di patate

 

Le alici di Cetara con olio del Ciomei
Le puntarelle all'agro
Il burro del Laceno
Il carpaccio di Marchigiana

Alla grande. Si parte con Ribolla Gialla e Oslavje di Radikon 2005. Uno scherzo, vero?
No. Il Maffi sentenzia: il Ribolla va bene. Tutti d’accordo, ma a Ricciardiello piace di più il rude Oslavje.

Oslavje 2005 Radikon e il carpaccio di marchigiana


Il Maffi scopre d’incanto il culatello del suo amico Fausto Brozzi, lo “Spigaroli dei ricchi” come lo definisce scherzosamente Luciano.
Mamma del Carmine!

 

Il culatello di Fausto

 

Chi scrive fa lo scostumato e si accaparra il tagliere.
Il grasso è burro.
E la carne è carne.
Viva, fresca, pimpante, libidinosa, lussuriosa.
Goduria irripetibile.
Fausto di culatelli ne fa quattro all’anno.

 

Il culatello di Fausto

 

Raffaele intanto si allena con una farenata di mais a spogna bianca.

 

Raffaele e la sua farenata bianca al ragù

 

Polenta? Sussurra il Parisi.
No farenata ‘e farenella rintuzza il Tornatore.

 

Lello Tornatore
Raffaele e la sua farenata bianca al ragù
Gionata e la farenata bianca di Raffaele
La farenata bianca, il ragù e la polpetta di Raffaele

 

Sopra ci sta un ragù trionfale, una polpettina e una grattugiata di ricotta secca di Montella. 
E’ petting estremo!

Sul tavolo riposa una frittata di maccheroni.
Quella rossa con gli spaghetti ripassati.
Gionata si avventa sopra e lo assiste il Parisi.

 

La frittata di maccheroni Gionata Rossi e Paolo Parisi
La frittata di maccheroni Raffaele Vitale, Gionata Rossi e Paolo Parisi

 

Raffaele Vitale e la frittata di maccheroni
La frittata di maccheroni di Raffaele

 

Intanto si gioca con i vini.
Le bollicine di Luciano incantano e rendono effervescenti.

 

Luciano ripensa ai vini: Duca D0Aragona 2001 di Candido, amor di Puglia!
Le bollicine di Luciano incantano

La frittata ci azzecca?
Eccome ci azzecca!

Qualche purista irpino invoca il Taurasi.
Eccoli.

 

Al Taurasi, al Taurasi 2004

Insieme ai ravioli pensati al momento da Raffele e Giovanni.
Pasta leggerissima all’uovo e farcia di genovese d’agnello.
Accanto qualche lamella di cipolla rossa ( Lello la evita sognando Montoro) appena candita.

 

I ravioli alla genovese di agnello

 

Guagliù, alla faccia della sorpresa inaspettatta.
Di questo passo si va in paradiso.
E così è.
Spaghettoni Vicidomini con il San Marzano di Casa del Nonno 13.
Mamma mia!

 

Il San Marzano di Raffaele Vitale
Il San Marzano di Raffaele Vitale
Gli spaghetti al pomodoro di Raffaele Vitale

 

Neanche il tempo di levare il peana che Mariconda porta il suo agnello.
Allevato in Lucania è reso qui con le patate e il pomodorino al forno.
Tenerissimo, morbidissimo, umorosissimo. La sua ventresca ha le scarole ripassate in padella per contorno.

Tripudio!

La ventresca di agnello e Giovanni Mariconda

 

L'agnello al forno
L'agnello al forno
La ventresca di agnello

Ah, c’era un po’ di salsa ancora e si assaggia qualche pacchero.
Tanto per sancire per sempre che con il sugo fresco di San Marzano trionfano gli spaghetti.

 

Il San Marzano con i paccheri

Parisi con il suo coltellaccio brevettato si catapulta sul caciocavallo podolico senza tempo preso in cantina.
Non si può descrivere.
E’ orgasmo.
Ce ne sta ancora poco per chiunque ne voglia.

 

I coltelli di Parisi
Parisi e il podolico senza tempo di Raffaele
Il podolico senza tempo di Raffaele Vitale

 

Il Tornatore chiama i rinforzi dall’ Irpinia.
E Ciro Picariello porta con sé (oramai è sera) la scatola magica.
Quattro bottiglie del suo Fiano dal  2007 al 2004.
Una verticale esclusiva e irripetibile.
Era l’ultimo 2004.

 

Ciro Picariello e il suo Fiano 2005
Il Fiano di Ciro Picariello 2004

 

Si e no ci si accorge di una sfogliatina con amarene, pasticcera e melone bianco, giacché Gionata è al lavoro per l’ultima fatica.

 

La sfogliatina e il melone

Pasta con olio, noci, peperoncino e limone.
Tubettoni, militare, ditali? Formato atipico, ma quello che ci voleva.

 

Gionata rossi prepara la sua pasta
La Pasta di Gionata Rossi
La Pasta di Gionata Rossi

 

Qualche po’ di culatello ancora e ancora scaglie di podolico.
Si chiacchiera e si sta in  allegria.

Giovanni e Raffaele
Raffaele e Luciano
Giovanni e Gionata
Raffaele e Davide
Ciro Picariello e Leo Ciomei
Il Brut Contadino di Ciro Picariello

 

Da veri compagni e amici. Con il Brut Contadino di Ciro Picariello.
Santi e beati.
Un po’ oltre ci sta Dio.
Ma ce lo siamo riservati per la prossima volta!

10 commenti

  • carmine

    (15 gennaio 2013 - 16:35)

    il Paradiso può attendere, che il buon Dio – bontà Sua -, ne ha dato ampie rimostranze sulla terra. Beato chi ne gode e ne …assapora. Salute a tutti voi.

  • lido

    (15 gennaio 2013 - 18:08)

    Che spettacolo di gente, GODURIOSI INCALLITI.

  • Albert

    (15 gennaio 2013 - 18:44)

    Amici miei atto secondo….. :-)

  • Giancarlo Maffi

    (15 gennaio 2013 - 18:58)

    Tanto per evitare i soliti furti lo dico a chiare lettere: la distribuzione del culatello e’ della ditta: Le Uova Di Maffi 120.0. Dove centoventi e’ il prezzo del prodotto.

    • Lello Tornatore

      (15 gennaio 2013 - 19:25)

      Si, il culatello ci è piaciuto…ma se c’avessi cucinato quel risotto come lo facesti alle Trabe…;-)))))))))))))))))))))))

  • antimo

    (15 gennaio 2013 - 21:25)

    dopo aver…………goduto,INVIDIATO e assaporato……..con la mente………cotanta bonta’..per voi vige il vecchio proverbio napoletano…….. A VUIE .MEGLIO NU VESTITO …CA’ NA’ MAGNATA……..!!!BEATI VOI

    • Luciano Pignataro

      (15 gennaio 2013 - 21:58)

      Nuje bussame sempe co ‘e pere:-)

  • Franco D'Amico

    (15 gennaio 2013 - 21:45)

    Questa quì è veramente da incorniciare, fortunati i partecipanti ad una giornata full time con le bontà infinite, segno che qualcosa di buona gira ancora tra le terre italiane e che vini <:-)

  • Marco Contursi

    (15 gennaio 2013 - 22:35)

    È soprattutto: Va facit ra Soli!!!!!!

  • andrea "Pepe Carvalho" pignataro

    (16 gennaio 2013 - 16:22)

    gran racconto Tommaso, sono diviso a metà tra l’acquolina in bocca e l’invidia!!! :-)

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